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Rapine, risse e aggressioni armate nel centro di Livorno: arresti e perquisizioni

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All’alba del 1° luglio 2026, un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini di circa trent’anni, accusati di tentata rapina avvenuta a giugno e di altri episodi di violenza urbana. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Livorno su richiesta della Procura, fa parte di un’indagine più ampia che ha incluso 11 decreti di perquisizione personale e domiciliare per individui tra i 25 e i 38 anni.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha mappato una serie di eventi considerati non isolati, ma riconducibili a conflitti tra gruppi di criminalità locale. Le indagini, iniziate in seguito a interventi sul campo, hanno fatto ampio uso di testimonianze e riconoscimenti fotografici.

Tra gli atti contestati, spicca una rapina avvenuta il 13 giugno, durante la quale un uomo avrebbe sottratto un telefono cellulare minacciando la vittima con un coltello. Due giorni dopo, il 15 giugno, i due indagati avrebbero forzato l’ingresso di un ristorante nel centro storico, rompendo una vetrina con un machete e tentando di rubare il registratore di cassa, usando anche spray urticante. Questo episodio avrebbe causato il ferimento dei proprietari.

In aggiunta, il fascicolo indiziano un episodio del 16 giugno, quando tre uomini su motocicli avrebbero inseguito e minacciato un uomo armati di pistola. Il giorno seguente, avrebbe avuto luogo un altro attacco effettuato con un’auto che avrebbe speronato un motociclo, seguito da un accerchiamento armato con coltelli, mazze e machete, costringendo la vittima a rifugiarsi in un negozio.

Nello stesso periodo, in piazza Caprini, altri soggetti avrebbero accerchiato una persona, puntandole un’arma da fuoco alla nuca e costringendola a fuggire. Le indagini rivelano anche una rissa avvenuta in piazza della Vittoria, con la partecipazione di almeno sei indagati e l’utilizzo di oggetti contundenti e fumogeni.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati passamontagna, coltelli a serramanico, spray urticante, un machete, una mannaia, una katana e circa 5.000 euro in contante, di cui non è stata giustificata la provenienza. Un ulteriore soggetto, di 36 anni, è stato arrestato in flagranza con 160 grammi di hashish, ritenuti destinati allo spaccio.

Le autorità inquirenti evidenziano come questo intervento risponda a un clima di crescente allerta sociale, alimentato dalla frequenza e dall’impatto pubblico degli episodi.

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