Finge di essere un carabiniere e estorce 27mila euro a un uomo: denunciato

Rapina in banca a San Vincenzo: due arresti e recupero dell’intero bottino di oltre 300mila euro.

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I presunti autori della rapina avvenuta il 29 dicembre a San Vincenzo, nella filiale della Castagneto Banca 1910, sono stati identificati e arrestati, riuscendo a recuperare l’intero bottino di oltre 300mila euro, restituito all’istituto bancario. Questo è il risultato dell’indagine, avviata immediatamente dopo l’evento, condotta dai carabinieri della Compagnia di Cecina e del Nucleo operativo e radiomobile, sotto il coordinamento della Procura di Livorno. L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Livorno a Cecina, Monteroni d’Arbia in provincia di Siena e a Novara.

Dalla ricostruzione dei fatti risulta che uno dei rapinatori è entrato nell’agenzia a volto scoperto, ignorando i sistemi di sorveglianza, e, brandendo un taglierino, ha costretto un cassiere a consegnare le disponibilità liquide, ammontanti a circa 333mila euro, più valuta straniera. Nel frattempo, un complice, con il volto parzialmente coperto, ha immobilizzato dipendenti e clienti con fascette auto-stringenti in plastica. Prima della fuga, i rapinatori hanno inoltre sequestrato tutti i cellulari, per evitare l’invio immediato dell’allerta, guadagnando così tempo per dileguarsi.

Grazie alle indagini, è stato possibile recuperare l’intero bottino. Immediatamente dopo la rapina, l’analisi dei transiti sospetti ha portato all’individuazione di un primo soggetto, trovato in possesso di 13.865 euro in contante. Il giorno successivo, 30 dicembre, a Cameri in provincia di Novara, uno dei presunti autori è stato rintracciato in un albergo, dove soggiornava sotto falso nome, e arrestato. In questa circostanza, i militari hanno sequestrato ulteriori 281.610 euro nascosti nei bagagli, oltre al taglierino e alle fascette utilizzate durante la rapina. Inoltre, è emerso un “complice logistico” che avrebbe ricevuto 8.300 euro per fornire documenti d’identità per facilitare la “latitanza” di uno dei rapinatori. L’intera somma è stata recuperata e restituita all’istituto di credito.

Le operazioni hanno portato alla custodia cautelare in carcere per un indagato a Novara, mentre un secondo soggetto, localizzato nel Senese, è stato posto agli arresti domiciliari con un braccialetto elettronico. Durante la perquisizione, i militari hanno anche trovato e sequestrato circa 98 grammi di hashish, oltre a un grammo di cocaina e un bilancino di precisione, per cui l’uomo dovrà rispondere anche dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la posizione di altri soggetti coinvolti nel procedimento, al fine di definire “compiutamente le singole responsabilità
logistiche e operative”.

Fonte notizia

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