Consiglio Comunale di Empoli: prossima seduta mercoledì 11 giugno

Piano antenne approvato, respinte le osservazioni dei comitati. Il Comune: ‘Siamo garanti della salute.’ Le opposizioni: ‘Mancano di coraggio.’

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Durante la seduta del 23 luglio 2025, il Consiglio comunale ha approvato il Programma e il Regolamento comunali in materia di impianti di telefonia, compresi quelli 5G. Durante il dibattito, sono state parzialmente accolte due osservazioni proposte dai comitati, mentre una è stata approvata integralmente. Le restanti osservazioni sono state respinte.

Due i punti all’ordine del giorno: il primo riguardava il Regolamento per l’installazione degli impianti di telecomunicazioni, il secondo il Programma comunale per la localizzazione degli impianti, inclusa l’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni ricevute e l’adozione definitiva del piano.

Il dibattito sui due provvedimenti ha preso piede con la presentazione delle osservazioni da parte della dottoressa Daniela Miccolis, responsabile dell’ufficio ambiente del Comune. Miccolis ha illustrato le controsservazioni formulate con la società Polab, incaricata dal Comune per le analisi tecniche e normative. Ha esaminato ciascuna delle nove proposte avanzate dal Comitato 5G, esprimendo pareri di accoglimento, parziale o totale, o rigetto.

Observazioni sul regoamento per l’installazione di impianti di telecomunicazione

Il primo punto ha richiesto un’approvazione separata del regolamento rispetto al programma di telefonia. “Il quadro normativo non impone requisiti stringenti di legge” – ha spiegato Miccolis – “quindi accolgo questa osservazione”.

Il secondo punto ha visto il Comitato 5G chiedere l’inserimento nel regolamento di un articolo che riportasse le affermazioni di una delibera comunale contraria alla legge (69/2024) sull’innalzamento dei limiti da 6 a 16 volt metro. Miccolis ha chiarito che, “essendo il regolamento una fonte normativa secondaria, non può limitare i livelli massimi di esposizione; tuttavia, sarebbe coerente citare la delibera nell’enunciato, quindi approvo parzialmente l’osservazione”.

Questa analisi ha suscitato le critiche del consigliere Maccari, che ha giudicato il regolamento “privo di incisività e coraggio“, ritenendo che la coerenza con la delibera 69/2024 fosse debole. Maccari ha osservato che “l’innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica – da 6 a 15 V/m e con la riduzione del tempo medio da 24 a 4 ore – non è basato su evidenze scientifiche solide“, suggerendo che il regolamento avrebbe dovuto riflettere con maggiore decisione le posizioni espresse dal Consiglio. “Non possiamo contravvenire alla normativa nazionale sui limiti di legge” – ha ricordato Mannucci – “né introdurre distanze minime non previste dalla normativa vigente“.

Il terzo punto ha richiesto un monitoraggio più approfondito. Come ha chiarito Mannucci, Polab già svolge attività preventiva garantendo il rispetto dei limiti del campo magnetico. ARPAT fa controlli a campione, pertanto hanno suggerito di non approvare la richiesta. Mannucci ha aggiunto: “Oltre ad Arpat, anche Polab eseguirà controlli post-installazione, pubblicati sulla piattaforma Antenna Trasparente”.

Il consigliere Poggianti ha espresso contrarietà al rigetto, sottolineando che il rimando al portale ‘Antenna Trasparente’ non garantisce un monitoraggio adeguato. Ha quindi auspicato controlli ‘ex post’ da soggetti terzi per tutelare i cittadini. Maccari ha sostenuto che i monitoraggi attuali sono inadeguati, proponendo di “effettuare riacontrolli su due livelli, uno secondo la normativa vigente e uno in riferimento ai limiti ante-2024”.

Il punto 4, che chiedeva di pubblicare le modifiche soggette a SCIA sul portale, è stato accolto parzialmente, con l’amministrazione che ha spiegato di pubblicare già gli avvisi per le autorizzazioni, nel rispetto della riservatezza degli operatori, e che non è necessario pubblicare modifiche SCIA.

Poggianti ha dichiarato un voto di astensione, riconoscendo un aspetto positivo nel rafforzamento della trasparenza, ma ritenendo insufficiente la mancata pubblicazione di atti semplificati come le SCIA.

punto 5, che chiedeva un’applicazione più rigorosa del principio di precauzione con limiti cautelativi e vincoli urbanistici, l’amministrazione ha respinto l’osservazione, richiamando la normativa vigente che considera le antenne opere di urbanizzazione primaria. Anche Poggianti, condividendo le finalità del Comitato, ha annunciato un voto di astensione, bilanciando i vincoli normativi con il potenziale rischio di contenziosi per il Comune.

Sul punto 6, riguardante il divieto di installazione vicino a luoghi sensibili come scuole e ospedali, l’amministrazione ha respinto la proposta per motivi tecnici, chiarendo che una maggiore distanza non comporta automaticamente una minore esposizione. Miccolis ha precisato che “in aree come scuole o ospedali, il segnale debole implica un impatto elettromagnetico maggiore”.

Poggianti ha espresso forte contrarietà all’assenza di un divieto per la vicinanza a luoghi sensibili, sottolineando che, pur non esistendo un obbligo normativo, l’amministrazione avrebbe potuto stabilire norme più restrittive in assenza di divieti espliciti. Anche Maccari ha sostenuto che il regolamento dovrebbe delineare restrizioni per luoghi sensibili.

punto 7, che chiedeva di privilegiare la connettività cablata, è stato respinto per motivi economici e di fattibilità. Su questo, Poggianti ha dichiarato la sua ferma opposizione.

punto 9 proponeva l’istituzione di un tavolo partecipativo permanente. Anche questa proposta è stata respinta, in quanto esistono già strumenti di partecipazione come il portale ‘Antenna Trasparente’, che consente ai cittadini di presentare osservazioni. Poggianti ha criticato questa scelta, sottolineando l’assenza di un coinvolgimento strutturato della cittadinanza e illustrando la problematicità di un’antenna installata senza alcun dialogo pubblico.

Invece, i consiglieri Giannoni e Bagnoli hanno sostenuto il regolamento. Giannoni l’ha definito “di grande importanza e atteso, risultato di un lavoro serio e partecipato che rafforza il ruolo del Comune nella tutela del territorio e della salute pubblica“. Sulla stessa lunghezza d’onda Bagnoli, confermando il voto favorevole della maggioranza e affermando che il regolamento bilancia “rigore tecnico-scientifico e coinvolgimento della comunità“.

Sulla questione degli impianti di telefonia, il Comune ha aperto le osservazioni alla cittadinanza, portando a oltre 50 osservazioni, molte legate al posizionamento delle antenne, di cui 43 riguardano Via Viaccia.

Tuttavia, molte osservazioni sono state scartate, in quanto, come specificato da Miccolis, “spesso generiche e riferite a normative senza indicare soluzioni pratiche per lo spostamento degli impianti“.

Tra le critiche, Poggianti ha sollevato dubbi sull’efficacia del piano, considerandolo non favorevole agli interessi economici del Comune di Empoli, osservando “sull’approccio eccessivamente misurato“.

“Questo non è un’approssimazione”, ha ribattuto Mantellassima un percorso che coinvolge la consulenza della società Polab e dell’Ufficio Ambiente, insieme a eventi partecipativi che hanno portato alla creazione della piattaforma ‘Antenna Trasparente’. Un tema di questa natura ha visto un’opportuna fase di presentazione pubblica.”

Il Comune di Empoli, come spiegato da Miccolis, è stato tra i primi dei 273 comuni toscani a dotarsi di un programma telefonico a tutela dei cittadini. Un’iniziativa che, come ribadito da Mannucci, “non è obbligatoria per legge; è una scelta dell’amministrazione per proteggere i cittadini dall’impatto elettromagnetico“.

Il consigliere Maccari ha posto un’ulteriore questione procedurale, affermando che “l’adozione del piano, approvata dalla giunta, avrebbe dovuto passare dal Consiglio comunale, trattandosi di pianificazione territoriale, e gli operatori telefonici stanno trovando sempre più difficoltà nel reperire aree private disponibili, cercando quindi terreni comunali. A nostro avviso, il piano dovrebbe essere più restrittivo verso le compagnie“.

Non stigmatizzo chi si preoccupa per le antenne davanti a casa”, ha replicato ancora Mantellassi. “Il piano è l’unico strumento di programmazione serio per l’installazione degli impianti. Chi governa deve affrontare anche qualche critica, ma questa è la soluzione migliore per attrarre le compagnie e mantenere le antenne distanti dalle aree più popolate”.

Fonte notizia

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