Montopoli in Val d'Arno: l'ex ambulatorio medico di Casteldelbosco si trasforma in una nuova casa ERP

Montopoli in Val d’Arno: l’ex ambulatorio medico di Casteldelbosco si trasforma in una nuova casa ERP

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L’ex ambulatorio medico di Casteldelbosco si trasforma in una casa. Questo pomeriggio sono stati presentati i lavori di riqualificazione dell’immobile situato in via Toscoromagnola 151 a Casteldelbosco, nel Comune di Montopoli in Val d’Arno. Il progetto, avviato nel 2023, ha visto il Comune acquisire i locali dalla Usl per un importo di circa 53 mila euro, utilizzando i fondi europei messi a disposizione dalla Regione Toscana (POR), con l’intento di creare un ulteriore alloggio di edilizia residenziale pubblica (ERP).

Dopo l’acquisto, sono stati intrapresi significativi lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione dell’intero edificio, finanziati sempre con i fondi POR, che hanno riguardato tanto le parti comuni quanto la nuova unità abitativa. In particolare, i lavori, che hanno previsto una spesa di oltre 360 mila euro, hanno incluso il rifacimento totale della copertura, il rinnovo delle facciate, e la sostituzione di infissi e sistemi oscuranti in tutti gli appartamenti. La ristrutturazione dei locali al piano terra ha portato alla creazione di un nuovo alloggio composto da due camere matrimoniali, soggiorno con cucina, bagno e ripostiglio. In aggiunta, l’unità abitativa è stata dotata di un sistema autonomo per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, completo di caldaia a condensazione, valvole termostatiche e cronotermostato. Anche il resede condominiale è stato interessato dai lavori, con la riqualificazione dei due accessi pedonali e del muro affacciato sulla strada. È stato, infine, realizzato un nuovo sistema di illuminazione esterna e un impianto citofonico.

Un aspetto particolarmente importante dell’intervento ha riguardato il dialogo con la Soprintendenza riguardo alla targa commemorativa collocata all’interno dell’ambulatorio e, quindi, non visibile dall’esterno. L’edificio, che risale alla fine del 1800, ha cambiato aspetto e funzione nel corso degli anni. Inizialmente costruito grazie all’impegno di due filantropi dell’epoca, Giuseppe Bettini e Carlo Del Taglia (a cui è dedicata la lapide), era una società di mutuo soccorso, con al piano terra una cooperativa per la vendita di alimentari e una sala riunioni con uffici al piano superiore. Durante il Ventennio si trasformò in casa del fascio. Negli anni ’60 divenne un ambulatorio medico e, per un breve periodo, anche una scuola materna; infine, negli anni ’70 gli appartamenti al piano superiore e la parte ambulatoriale passarono alla proprietà dell’Usl.

Desidero esprimere la mia gratitudine agli enti e alle persone che hanno reso possibile questo evento – hanno dichiarato la sindaca Linda Vanni e la vicesindaca con delega alle politiche sociali Irene Cavallinialla Regione, ad Apes, all’Usl, alle ditte coinvolte nei lavori e agli uffici comunali. Grazie alla Soprintendenza è stata anche individuata una nuova posizione per la targa, così da garantirne la piena visibilità per tutta la comunità. Questo edificio ha rappresentato molte cose diverse nel corso della storia per la comunità di Casteldelbosco e ci piace pensare che il futuro di questi spazi sia in linea con ciò che oltre un secolo fa ne ha determinato la nascita: essere al servizio delle persone“.

Quello che presentiamo oggi – ha affermato la presidente di Apes Chiara Rossi – non è semplicemente un edificio ristrutturato, ma rappresenta il risultato concreto di un approccio all’edilizia residenziale pubblica che integra il recupero del patrimonio esistente, la qualità abitativa, un uso efficace delle risorse pubbliche e la collaborazione tra istituzioni. Quest’immobile, parte della storia del territorio, ha avuto nel tempo una funzione significativa per la comunità. Oggi quella storia continua: aree precedentemente destinate ad altre funzioni vengono recuperate e ripristinate per la collettività come nuovo patrimonio abitativo pubblico. Questo è il valore strategico dell’intervento. Aumentare l’offerta di alloggi ERP non significa solo costruire nuovi edifici, ma anche saper recuperare, trasformare e valorizzare quanto già esiste, evitando il consumo di suolo nuovo, e riportando nel patrimonio pubblico edifici e spazi che possono soddisfare i bisogni delle persone. Dobbiamo continuare su questa strada: maggiore capacità di recupero, maggiore qualità del patrimonio pubblico e maggiori abitazioni disponibili per le nostre comunità.”

Il diritto alla casa deve essere una priorità per le istituzioni a tutti i livelli – ha affermato l’assessora regionale Alessandra Nardini –. Non sempre è così e non è una scelta scontata, per questo voglio sottolineare l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Montopoli, in particolare della sindaca Linda Vanni e della vicesindaca Irene Cavallini, e di APES, con la presidente Chiara Rossi. Sono felice e orgogliosa che questo percorso sia stato tenacemente supportato dalla Regione Toscana, di cui ho l’onore di essere rappresentante. Investire per far crescere il patrimonio ERP significa cercare di dare risposte ai cittadini più fragili, a coloro che vivono in condizioni difficili, significa impegnarsi per non lasciare indietro nessuno. È bello vedere che questo edificio storico torni a svolgere la funzione per cui è stato originariamente concepito: servire la comunità di Montopoli, lasciandosi alle spalle il periodo buio del fascismo. Oggi abbiamo bisogno di investimenti seri, sostanziali e strutturali nel settore abitativo, abbiamo necessità di aumentare, nel nostro Paese, il patrimonio ERP, una visione che manca completamente nel Piano Casa voluto dal Governo Meloni. Il diritto alla casa è un diritto sociale fondamentale, al pari di quello all’istruzione, alla salute e al lavoro. Continueremo a sostenere le amministrazioni che investono nell’edilizia residenziale pubblica, come in questo caso, e nell’edilizia residenziale sociale, perché la casa deve essere un diritto, non un privilegio“.

Fonte: Montopoli in Val d’Arno – Ufficio Stampa

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