Montelupo ricorda le vittime dell'immigrazione: una serata di memoria e riflessione

Montelupo ricorda le vittime dell’immigrazione: una serata di memoria e riflessione

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Un evento di commemorazione e riflessione, realizzato attraverso parole, arte e un gesto simbolico collettivo. Si è tenuto sabato 3 ottobre, presso i Giardini pubblici di Turbone, l’evento “Racconti e fiori che il fiume porterà al mare”, organizzato dal Comune di Montelupo Fiorentino in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

La manifestazione ha visto una partecipazione notevole da parte della comunità, che ha seguito con attenzione gli interventi illuminati dalle candele, molte delle quali sono state distribuite all’inizio della serata insieme alla richiesta di portare un fiore da affidare successivamente al fiume.

L’evento è iniziato con i saluti del sindaco Simone Londi e l’intervento della vicepresidente e assessora alla Pace della Regione Toscana Mia Diop, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria delle persone che hanno perso la vita lungo le rotte migratorie. Successivamente, hanno preso la parola anche l’assessora alla Cultura, MMAB e Sistema Museale Aglaia Viviani, l’assessora alle Politiche sociali Stefania Fontanelli e i consiglieri comunali Martina Meoli e Alessio Toccafondi.

«Osservare questa partecipazione a un’iniziativa così significativa è fondamentale. Vorrei ringraziare tutti coloro che sono intervenuti. La presenza di Mia Diop, Vicepresidente e Assessora alla Pace della Regione Toscana, ha dimostrato il valore di eventi come questi, che possono far riflettere e, soprattutto, ricordare», ha dichiarato il Sindaco di Montelupo Fiorentino, Simone Londi.

Particolarmente toccante è stato il momento dedicato all’arte. L’artista Monica Antonelli ha presentato Cutro. Mani vuote, un’opera in terracotta patinata realizzata in onore delle vittime del naufragio di Cutro. L’opera, illuminata nel buio della serata, ha accompagnato la riflessione sul significato della memoria e sull’importanza dell’arte come strumento per raccontare tragedie che continuano a interrogare la coscienza collettiva.

Un ampio spazio è stato dedicato poi alle associazioni che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa. Hanno preso la parola ANPI, rappresentata da Andrea Bellucci e Anna Gennai, AUSER, con la presidente Annalisa Nozzoli, il Circolo ARCI Il Progresso, con il presidente Giovanni Vanni, il Circolo di lettura Luis Sepúlveda e il Circolo Moreno Gracci di Turbone, con i saluti di Simone Vaiani. La serata si è conclusa con l’intervento di Giulia Fiorini, che ha condiviso con i presenti una riflessione personale sul significato della memoria e dell’incontro.

Il filo conduttore della serata è stato il ricordo dei naufragi di Lampedusa e Cutro, ma anche delle innumerevoli persone che hanno perso la vita lungo altre rotte migratorie.

«Il tema delle migrazioni riguarda direttamente anche la nostra storia. Tra il 1876 e il 1976, oltre 11 milioni di italiani attraversarono l’Oceano Atlantico nella ricerca di lavoro e di una vita migliore, affrontando settimane di viaggio in condizioni difficili. Molti di loro non giunsero mai a destinazione e, durante queste traversate, si registrarono numerose tragedie in mare. Ricordare questa storia significa anche riconoscere quanto il fenomeno delle migrazioni faccia parte della nostra memoria collettiva e delle esperienze di tante famiglie italiane», ha affermato Lorenzo Nesi, Assessore alla memoria e alla pace del Comune di Montelupo Fiorentino.

Al termine degli interventi, i partecipanti si sono avviati con le candele attraverso il Ponte della Volontà sul Turbone, raggiungendo la passerella sulla Pesa. Qui si è svolto il momento conclusivo dell’iniziativa: i fiori portati dai partecipanti sono stati simbolicamente affidati al fiume, accompagnati da pensieri e preghiere rivolte alle vittime di Lampedusa, Cutro e delle altre rotte migratorie.

Un gesto semplice, ma condiviso, per trasformare la memoria in un momento collettivo e continuare a ricordare le persone che hanno perso la vita nel viaggio verso una nuova opportunità di vita.

Fonte: Comune di Montelupo Fiorentino – Ufficio stampa

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