Giorno della Memoria: 'Auschwitz' si apre alla cittadinanza con lo spettacolo a Fucecchio

Giorno della Memoria: ‘Auschwitz’ si apre alla cittadinanza con lo spettacolo a Fucecchio

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Ieri mattina, quando ho visto i ragazzi avvicinarsi al cancello, ho pensato a ciò che stavano vivendo e mi sono ricordata delle mie emozioni. Sono tornata indietro nel tempo, in mezzo a loro e alla mia classe, ma con occhi diversi. Mi chiedevo quanto e per quanto tempo questo spettacolo rimarrà nei loro cuori, proprio come è successo a me e a tanti altri che l’hanno vissuto.” Queste le parole di Emilia Menichetti, 25 anni, di Fucecchio. Aveva visitato Auschwitz per la prima volta 12 anni fa nel 2014 durante la terza media alla scuola Montanelli-Petrarca.

Ricordo bene l’atmosfera di quel momento davanti al cancello” – continua Emilia – “c’era freddo e mi sentivo intimorita. L’immagine che mi è rimasta più impressa è quella delle latrine, soprattutto quando un deportato si è trascinato accanto a me, facendomi sobbalzare. Durante la scena delle docce, persi di vista la mia amica Virginia. Mi sentii isolata dal gruppo, sopraffatta da un forte senso di smarrimento, terrore e solitudine. All’epoca, non avrei mai pensato che un giorno sarei diventata anch’io attrice in questo spettacolo così potente.

Il lavoro rende liberi”: è la scritta che accoglieva i deportati all’ingresso di Auschwitz. Il cancello di cui parla Emilia accoglie, questa settimana, all’Auditorium “La Tinaia”, centinaia di studenti delle scuole medie di Fucecchio e del circondario fino a Pistoia. Il lager è qui, oggi, il passato bussa alla porta e abbiamo l’obbligo di ascoltarlo e di essere testimoni.

Da diciassette anni, lo spettacolo Auschwitz di Firenza Guidi, con la compagnia permanente di Elan Frantoio, ha toccato e fatto riflettere migliaia di ragazzi e adulti. Varcare la soglia del campo di concentramento significa perdere la propria identità, sostituita da un numero; segue il momento della spogliazione e della rasatura, mentre la dignità viene strappata via e si indossano le uniformi, diventando oggetti tra oggetti; ci si muove in un mondo senza tempo, circondati da pile di vestiti, scarpe e oggetti che un tempo appartenevano a qualcuno. Si avanzano al ritmo di una marcia, assimilando l’idea del lavoro forzato, massacrante, al freddo, senza fine, con corpi stremati piegati dalla tortura. Il male è una mente precisa e meticolosa, nulla è lasciato al caso.

Da anni – sottolinea la Sindaca Emma Donnini – “la performance di Firenza Guidi e degli artisti di Elan Frantoio, dedicata all’orrore di Auschwitz, rappresenta un momento fondamentale per la nostra Comunità e per tanti visitatori. È un’opportunità tanto più necessaria oggi, giornata in cui abbiamo conferito la cittadinanza onoraria a Vittoria Tognozzi, Commendatrice della Repubblica italiana. Grazie a Firenza e al suo team, che ci ricordano l’importanza della Memoria in un mondo che sempre più scivola verso incomprensione, violenza e sopraffazione.”

È “la macchina”, un meccanismo dal rigore matematico, sempre in movimento, che calcola tutto: un ingranaggio perfetto che opera con i ritmi di una fabbrica, poiché l’Olocausto è la quotidiana applicazione di atti semplici e monotoni. “Non si può chiudere gli occhi ai cambiamenti che modificano la geografia politica ed economica del nostro tempo – afferma la Guidi – Anche spettacoli come Auschwitz e Anna Frank devono riflettere su questi cambiamenti e devono essere messi sotto scrutinio.Dobbiamo continuare a far pensare bambini e adulti in modo critico sulle insidie di un mondo sempre più caratterizzato dalla post-verità – non esiste più un nemico unico, identificabile – siamo sempre di più coinvolti in prima persona. È mio e nostro compito ampliare lo sguardo critico sui conflitti che ci circondano oggi e che, per motivi economici e politici, alimentano le stragi.” Per questo motivo, la regista e il suo team hanno deciso di devolvere i proventi della serata al WFP/World Food Programme per inviare cibo a Gaza.

Si nota un cambiamento nei giovani spettatori – afferma la regista – come se entrassero ragazzi e uscissero con una nuova consapevolezza: piccoli segnali nel modo di parlare, nell’attenzione, nel loro silenzio e nei loro occhi lucidi, anche tra coloro che sembravano più scettici, come se qualcosa fosse penetrato nella loro pelle per poi essere metabolizzato col tempo. La performance ha una responsabilità e tenta di creare un dialogo. Le reazioni dei ragazzi sono un dono che ritorna ai performer.” A guidarli in questo percorso di disumanizzazione terribile è la voce. C’è quella distaccata della guida, per prima cosa è necessario capire con la mente. C’è quella flebile e spezzata di uomini e donne che hanno vissuto l’orrore, perché in secondo luogo bisogna comprendere con i sensi. Infine, c’è la voce corale, imponente, di milioni di vittime che richiedono il ricordo, perché davanti allo sterminio la nostra mente deve rimanere vigile e presente.

Ieri mattina, il Professor Marco Tagliavini dell’Istituto B. Pasquini di Massa e Cozzile ha assistito con la sua classe allo spettacolo e ha poi inviato un messaggio intenso alla Guidi: “Rimango sempre colpito dalla bellezza del tuo spettacolo, che rappresenta la tragicità di quanto accaduto. Tutto funziona in modo perfetto per far comprendere ai ragazzi cosa succedeva nei campi. I miei ragazzi, anche a loro è piaciuto e ho ricevuto molti commenti in aula: tutti concordano sul fatto che fosse più crudo e violento rispetto a Anna Frank, perché era un vero inferno sulla terra e la rappresentazione è stata eseguita molto bene. Altri hanno sottolineato l’utilità della tua parte iniziale e finale, che spiegava i colori dei deportati; altri, infine, hanno trovato paralleli con altre situazioni, evidenziando come la violenza e la forza siano purtroppo sempre troppo utilizzate nel mondo.

Il cast dello spettacolo: Silvia Bagnoli, Morgana Bancone, Laura Bencini, Elia Bocciardi, Matilde Borghesan, Claudia Cascella, Cristina Cigüela Martínez, Firenza Guidi, Emanuele Melani, Emilia Menichetti, Andrea Miluccio, David Murray.

Scrittura Scenica, Ideazione e Regia: Firenza Guidi. Luci: Pino Lo Biondo;

Sound Mise en Place: David Murray;

Costumi: Firenza Guidi;

Documentazione Fotografica: Mauro Menichetti;

Carpenteria Scenica: Luca Bozzi, David Murray, Antonio Mori;

Accoglienza: Claudia Cascella, Elia Bocciardi, Andrea Miluccio.

Mercoledì 28 Gennaio, alle ore 08.30
Giovedì 29 Gennaio, alle ore 08.30, 09.45, 10.50, 12.00

L’ingresso allo spettacolo è tramite contributo associativo di €7. I proventi del 27 Gennaio verranno devoluti al WFP/World Food Programme per inviare cibo a Gaza.

Info e prenotazioni: info@elanfrantoio.org

Fonte: Ufficio stampa

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