Sabato si è concluso il progetto “La seconda vita dipende da te! Consapevolezza e buone pratiche per una gestione virtuosa dei nostri scarti” con una visita guidata al Polo impiantistico di Casa Sartori, a Montespertoli, promosso da Plures Alia in collaborazione con la Sezione Soci Coop di Scandicci. Questa iniziativa è nata nel 2025 grazie all’interesse dei Soci Coop e ha coinvolto cittadini e comunità locali in un percorso di educazione ambientale, illustrando come la grande distribuzione organizzata possa essere un’alleata nei processi di sensibilizzazione e partecipazione attiva.
Avviato nel 2025, il progetto ha creato un percorso partecipato, formativo e pratico, con un messaggio chiaro: i cittadini sono fondamentali nell’economia circolare. La sostenibilità emerge dalla capacità di collaborare tra diversi attori – istituzioni, gestori e GDO – e si realizza nei territori attraverso comportamenti quotidiani, anche nei luoghi di acquisto e condivisione di valori. Il progetto ha incluso quattro eventi tematici concepiti come opportunità per confrontarsi e apprendere, dove informazioni tecniche e riflessioni collettive sono state supportate da presentazioni, video, testimonianze e attività interattive, con l’obiettivo di rendere i partecipanti sempre più consapevoli e protagonisti del cambiamento.
Durante il percorso sono stati trattati:
· i principi dell’economia circolare e il legame con la gestione dei rifiuti e la tutela dell’ambiente, con un focus su rifiuti organici e cellulosici e sull’importanza del compostaggio;
· la raccolta differenziata delle varie frazioni – plastica, metalli, tetrapak, polistirolo e vetro – prestando attenzione alle buone pratiche quotidiane e ai ‘falsi amici’;
· il tema del residuo non differenziabile, evidenziando quanto una corretta separazione possa influenzare l’efficienza del sistema, illustrando anche i servizi offerti, come Ecocentri, Ecofurgoni, Ecotappe e Aliapp;
· la gestione di rifiuti particolari, dai RAEE agli scarti tessili e agli oli esausti, che, se conferiti correttamente, possono davvero iniziare una nuova vita.
Il momento finale del progetto è stata la visita al Polo impiantistico di Casa Sartori, una struttura chiave per il sistema dell’economia circolare e destinata a diventare un punto di riferimento nazionale. Qui i rifiuti organici e biodegradabili – FORSU e rifiuti verdi – prodotti da circa il 50% della popolazione servita da Plures Alia, sono trasformati in energia rinnovabile e fertilizzanti, mostrando il risultato finale di una filiera che parte dai comportamenti quotidiani dei cittadini e dalle giuste scelte di conferimento.
La visita si è svolta in due fasi: una prima parte in aula per l’illustrazione tecnica del funzionamento dell’impianto, seguita da un percorso all’interno della struttura con i tecnici. Questa esperienza ha permesso ai partecipanti di collegare le informazioni ricevute nei precedenti incontri di formazione alla realtà operativa degli impianti, rafforzando la consapevolezza del valore di una raccolta differenziata di qualità. Ogni rifiuto, se gestito correttamente, può diventare una risorsa da valorizzare, anziché un problema da nascondere.
Grazie ai nuovi biodigestori, il Polo è in grado di trattare 160.000 tonnellate di rifiuti all’anno, producendo fino a 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di fertilizzante. Il biometano sarà utilizzato per l’autotrazione o immesso nella rete nazionale, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni inquinanti e alla transizione energetica. Un esempio concreto di economia circolare in azione, che dimostra come la collaborazione tra cittadini, imprese e servizi pubblici possa generare valore sia ambientale che sociale.
“L’economia circolare ha successo quando riesce a unire cittadini, servizi pubblici e territori”, afferma Lorenzo Perra, presidente di Plures. “Progetti come questo dimostrano che la transizione ambientale non è imposta dall’alto, ma si costruisce attraverso percorsi di consapevolezza, informazione e partecipazione, valorizzando anche il ruolo della grande distribuzione organizzata come spazio di relazione e diffusione di buone pratiche”.


