Il Cdx a Vinci: "Il Sindaco scrive al Prefetto, ma un mese fa era contrario al DDL Sicurezza"

Bilancio di previsione Vinci, il Cdx: “A pagare saranno i cittadini”

34 0

“​Spesso, i modi cortesi, i sorrisi di facciata e l’immagine da “bravo ragazzo” attribuitagli non riescono a celare il disastro amministrativo. Il sindaco Vanni è universalmente riconosciuto come una persona onesta e gentile, ma governare una città ricca di arte e storia non è un concorso di simpatia; richiede professionalità, visione e pianificazione, qualità che questa giunta di improvvisati non possiede” affermano i consiglieri comunali di Centrodestra di Vinci Alessandro Scipioni, Andrea Parri, Egidio Varrecchia e Emanuela Mussetti. “Il banco di prova definitivo per questa inadeguatezza emerge chiaramente dal documento di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028, l’atto ufficiale che riflette la realtà contabile dell’ente.
Il sindaco continua imperterrito a diffondere la sua narrazione edulcorata, sostenendo che questa sarebbe la prima volta che si effettuano investimenti seri nel sociale, nella scuola e nelle infrastrutture. Ascoltando queste affermazioni, sorge naturale e urgente una domanda: ma il sindaco Vanni, dove viveva in passato? Forse dimentica, o fa finta di dimenticare, un particolare non trascurabile.

Il Partito Democratico governa Vinci senza interruzioni dalla sua fondazione. E lui non è un volto nuovo, ma un veterano. È stato prima assessore nella prima giunta Torchia, poi leader politico e capo del partito locale. Ha fatto parte integrante e corresponsabile di quel sistema di potere che oggi desidera criticare o rifondare a parole. Si è mai dissociato? Ha mai preso le distanze dalle decisioni passate della sua stessa parte politica? Mai. Il suo silenzio è sempre stato il suo distintivo, scambiato in cambio della rigida disciplina di partito.

Ora, il primo cittadino – proseguono i consiglieri – invece prova a mostrarsi come il paladino del territorio, continuando a lamentarsi di presunti tagli e manovre punitive da parte del governo nazionale verso gli enti locali. Una scusa patetica per nascondere le proprie responsabilità. Ma la memoria a Vinci non è corta. Vogliamo ricordare al sindaco cosa faceva la sua parte politica quando i tagli agli enti locali erano reali e dolorosi? Quando, durante la fase della spending review, l’allora presidente dell’Anci Pietro Fassino – figura di spicco del centrosinistra – denunciò apertamente il governo, definendo le manovre come “punitive” per i comuni, dove si trovava il signor Vanni? Ha alzato la voce per difendere i cittadini? No. Ha scelto, come sempre, il silenzio e il seguire ciecamente i diktat di partito, sacrificando i bisogni della comunità sull’altare della tessera.

Oggi però, i conti non tornano più e la retorica del “bravo ragazzo” collide con l’impenetrabile muro della realtà contabile, certificata dall’assestamento del bilancio. I dati ufficiali parlano chiaro: per bilanciare i conti e far fronte alle esigenze di spesa, la giunta continua a basarsi sull’uso di quote di avanzo di amministrazione (tra accantonato e vincolato) e su manovre correttive che dimostrano come l’ordinario non possa più reggersi autonomamente, svuotando qualsiasi reale margine di programmazione per il futuro.Quali sono le conseguenze concrete di questa gestione? Al di là di presunti grandi investimenti: la verità che emerge dall’analisi dei capitoli di spesa è la contrazione e le difficoltà nel garantire il normale funzionamento dei servizi, lasciando il Comune scoperto di fronte alle vere necessità della comunità.

Vinci – concludono Scipioni, Parri, Varrecchia e Mussetti – non può più tollerare la politica dell’improvvisazione, dei proclami vuoti e dei dilettanti solo perché “è un bravo ragazzo”. Essere simpatici è una cosa, amministrare con competenza e coraggio è un’altra. La favola è finita, il re è nudo, e a pagare le conseguenze, purtroppo, sono solo i cittadini di Vinci“.

Fonte notizia