Sanità privata: Aisi annuncia ricavi di 13,4 miliardi e chiede una programmazione nazionale - Agenzia di stampa Italpress

Sanità privata: Aisi annuncia ricavi di 13,4 miliardi e chiede una programmazione nazionale – Agenzia di stampa Italpress

24 0

L’aggiornamento del rapporto dell’Area Studi Mediobanca sui principali attori del settore illustra una realtà in espansione: nel 2024, il fatturato totale dei principali operatori ha raggiunto i 13,4 miliardi di euro, con un aumento del 5,5% rispetto al 2023 e una crescita del 22% rispetto al 2019. Si prevede un’ulteriore espansione del 3,7% per il 2025, principalmente sostenuta dall’assistenza agli anziani (+7,9%), seguita dall’assistenza ospedaliera (+3,9%), dalla diagnostica (+2,8%) e dalla riabilitazione (+2,6%).

«I dati rivelano che la sanità privata sta diventando un elemento sempre più cruciale nella soddisfazione dei fabbisogni di salute della popolazione», afferma Karin Saccomanno, presidente di AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti. «Il fatturato in crescita, il ritorno agli utili e l’aumento dell’occupazione testimoniano l’abilità del settore di investire, innovare e mantenere la continuità assistenziale. L’elevato sviluppo dell’assistenza per gli anziani non è un fenomeno temporaneo, ma è una diretta conseguenza dei profondi cambiamenti demografici del Paese. Per questo motivo, chiediamo una programmazione nazionale di lungo periodo che stabilizzi il sistema, incoraggi investimenti e riconosca il ruolo della sanità privata nella risposta alle esigenze di salute dei cittadini.»

L’analisi mette in luce come, rispetto al periodo prima della pandemia, siano le strutture per l’assistenza agli anziani a mostrare la crescita più marcata (+25,9%), avvantaggiate dall’aumento della capacità di occupazione dei posti letto e dall’apertura di nuove strutture. Seguono la diagnostica (+22,9%) e l’assistenza ospedaliera (+22,8%), mentre la riabilitazione cresce del 10,1%. Inoltre, sul versante economico, continua il recupero della redditività: l’EBIT margin sale dal 3,1% del 2023 al 3,6% nel 2024, pur rimanendo inferiore al 5,4% riportato nel 2019. L’utile complessivo torna positivo, raggiungendo i 34,6 milioni di euro, e il ROI risale al 4,7%, ancora al di sotto del 6,3% dell’era pre-Covid.

«Il ritorno all’utile e il ripristino della redditività sono segnali significativi, ma evidenziano anche che il settore non ha ancora recuperato pienamente gli equilibri economici pre-pandemia», osserva Giovanni Onesti, direttore generale di AISI. «Non possiamo interpretare questi dati solo come risultati di bilancio. Essi rappresentano un comparto che continua a investire nonostante operi in un contesto caratterizzato da costi in aumento, forte pressione sulla domanda e necessità di adattamenti organizzativi e tecnologici continui. È fondamentale costruire un quadro normativo stabile che faciliti gli investimenti, riduca le disuguaglianze territoriali e migliori la collaborazione tra tutte le parti del sistema sanitario, con l’obiettivo di garantire ai cittadini cure tempestive, appropriate e di qualità.”

Il rapporto sottolinea come l’invecchiamento della popolazione continuerà a stimolare la domanda di assistenza nei prossimi decenni. La percentuale degli over 65 è destinata a crescere dal 24,5% della popolazione nel 2024 al 34,1% entro il 2062. Allo stesso tempo, la spesa sanitaria pubblica è prevista stabilizzarsi attorno al 6,4% del PIL tra il 2026 e il 2029, mentre aumenterà la quota della sanità sulla spesa corrente primaria, passando dal 15,4% del 2025 al 15,7% nel 2027.

In aggiunta, nel 2025, la spesa sanitaria privata ha raggiunto quasi i 78 miliardi di euro, contribuendo anche delle persistenti difficoltà di accesso alle cure. Nel 2024, quasi un cittadino su dieci ha infatti rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici o a causa delle lunghe liste d’attesa. Restano tuttavia promettenti i dati forniti da Agenas, che nel primo semestre del 2026 registrano oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici erogati nei tempi previsti, in confronto allo stesso periodo del 2025, sebbene con notevoli differenze tra le varie aree del Paese.

«Una spesa sanitaria privata vicina ai 78 miliardi di euro e un cittadino su dieci costretto a rinunciare alle cure rappresentano indicatori che necessitano di una riflessione sull’evoluzione del sistema sanitario italiano», dichiara Fabio Vivaldi, segretario generale di AISI. «La risposta non può essere quella di contrapporre pubblico e sanità privata. Al contrario, è essenziale potenziare la capacità complessiva del sistema nel prendersi cura dei cittadini, investendo nel personale, nella digitalizzazione, nell’innovazione tecnologica, nella prevenzione e nel rinnovamento delle strutture. La crescita dell’occupazione evidenzia che il settore continua a generare posti di lavoro qualificati e competenze professionali, elementi cruciali per affrontare l’aumento delle patologie croniche e della non autosufficienza.”

Nel 2024, il settore ha anche superato i 102 mila addetti, con un incremento del 17,5% rispetto al 2019, confermando la propria capacità di generare occupazione qualificata e di sostenere gli investimenti in competenze professionali. Secondo AISI, questi dati dimostrano che la sanità privata è chiamata a offrire un contributo sempre più significativo nel garantire la sostenibilità del sistema sanitario italiano.

Per l’Associazione, è ormai essenziale avviare una programmazione nazionale che accompagni l’aumento della domanda di salute, promuova gli investimenti, garantisca regole stabili e riduca le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle prestazioni. L’invecchiamento progressivo della popolazione, l’aumento delle cronicità e la costante crescita della domanda assistenziale fanno chiarire che la vera sfida non è scegliere tra pubblico e sanità privata, ma permettere a entrambe le parti di collaborare efficacemente per fornire ai cittadini cure sempre più tempestive, sicure, innovative e di qualità.

– Foto: Locandina Aisi –

Desideri pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro portale e su quelli delle nostre testate partner? Contattaci all’indirizzo [email protected]

Fonte notizia