Beni sequestrati: Diop nel Grossetano per sostenere nuovi progetti di rinascita

Beni sequestrati: Diop nel Grossetano per sostenere nuovi progetti di rinascita

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Da Monte Amiata a Monte Argentario per promuovere la rinascita dei beni sequestrati alle mafie nel grossetano. Questo è stato il fine dei numerosi incontri e visite della vicepresidente Mia Diop, effettuati nella giornata di ieri. Un mini tour fitto di appuntamenti, che ha toccato Semproniano, Arcidosso e Monte Argentario, terminando a Grosseto con un confronto presso la sede della Provincia con la Consulta provinciale per la Legalità.

“Dopo aver effettuato sopralluoghi sui beni confiscati che stanno rinascendo grazie a progetti di riqualificazione sostenuti anche da contributi regionali – ha spiegato la vicepresidente – desideriamo ora ampliare il numero di immobili ed esperienze di restituzione alla comunità per il riuso sociale, che in passato rappresentavano il potere mafioso”. “Nel grossetano – ha aggiunto Diop – ci sono molte situazioni e percorsi che meritano supporto e abbiamo voluto confrontarci con gli enti locali per comprendere le necessità e quali potrebbero essere i progetti più efficaci in grado di rispondere e valorizzare le potenzialità del territorio”.

Il tour nel grossetano ha avuto inizio alle pendici del Monte Amiata. A Catabbio, frazione di Semproniano, sono stati sottratti a membri della criminalità organizzata alcuni edifici, in cui ci sono diversi appartamenti, dove l’Amministrazione comunale intende insediare servizi sanitari e sociali. Attualmente, queste villette sono anche sede di campi antimafia organizzati dall’associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, che la vicepresidente Diop aveva visitato pochi giorni prima.

La serie di sopralluoghi è continuata ad Arcidosso, tra la Località Aiole e la comunità tibetana di Merigar. Qui, oggetto di confisca sono stati 70 ettari di terreno, che comprendono un podere e due strutture rurali.

A Monte Argentario, dove Diop ha fatto tappa nel pomeriggio, i beni confiscati riguardano alcuni terreni situati nella macchia mediterranea in località Ronconali.

“Il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata – ha affermato il sindaco di Semproniano Luciano Petrucci – rappresenta un’importante opportunità per il nostro territorio. Come amministrazione, ci impegniamo a restituire questi immobili alla comunità, trasformandoli da simboli di illegalità in luoghi dedicati a servizi e progetti di utilità sociale, con particolare attenzione ai bisogni dei cittadini. La visita della Vicepresidente è stata un’occasione utile per discutere delle prospettive di valorizzazione di questo patrimonio. Siamo convinti che la collaborazione tra le istituzioni sia fondamentale per fornire risposte concrete e garantire che questi beni diventino una risorsa stabile per il territorio e per le generazioni future”.

Il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini ha ringraziato la vicepresidente Diop per la visita, “che afferma l’attenzione della Regione verso il nostro territorio e il processo di recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. “Il sopralluogo – ha notato Marini – è stato un’occasione importante per riflettere sulle potenzialità di questo patrimonio e sulle prospettive di riqualificazione. Insieme alla Regione Toscana e ad Avviso Pubblico, lavoreremo alla creazione di un progetto che restituisca completamente questo bene alla comunità, considerando anche percorsi di agricoltura sociale capaci di coinvolgere le realtà già presenti nel territorio e di creare nuove opportunità di inclusione e sviluppo”. Marini ha anche commentato la visita a Merigar e al Tempio del Gompa, il principale centro europeo della Comunità Dzogchen Internazionale dedicato allo studio e alla pratica degli insegnamenti della tradizione spirituale tibetana. “Questo momento – ha detto Marini – è stato particolarmente significativo. La vicepresidente Diop ha mostrato grande sensibilità e attenzione verso i temi del dialogo interculturale e interreligioso, valori che ad Arcidosso coltiviamo da oltre quarant’anni, grazie anche alla presenza della comunità Dzogchen di Merigar. Una realtà che, dal 1981, contribuisce a rendere il nostro comune un luogo aperto al confronto, all’accoglienza e alla costruzione di relazioni tra culture diverse.”

“Monte Argentario è pronto a fare la propria parte – ha dichiarato il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli -. I beni confiscati nel nostro territorio possono diventare un’opportunità concreta di valorizzazione e rappresentano un progetto dal forte valore culturale e sociale. Siamo quindi disponibili a collaborare attivamente con le istituzioni coinvolte, affinché questi beni possano essere restituiti alla comunità con una nuova funzione e un nuovo significato”.

Alla fine della giornata, il vicepresidente della Provincia di Grosseto Valentino Bisconti ha espresso soddisfazione per il confronto con Diop e con i sindaci: “Tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica, hanno dimostrato di credere in questo percorso di legalità. La provincia, in questo caso, vuole essere la casa dei comuni, affiancandoli nella lotta contro l’illegalità, nella prevenzione, ma anche per superare le difficoltà quando si presentano, aiutandoli a dare vita a progetti sociali da presentare alla Regione Toscana. Un grazie per la costante disponibilità va alla Prefettura e ai comuni di Semproniano, Cinigiano, Gavorrano, Follonica, Scansano e Sorano, e alle associazioni che hanno partecipato, sia in presenza che da remoto, all’incontro con la vicepresidente Diop. Su questo tema è fondamentale unire le forze, poiché le mafie sono una realtà presente e, sebbene si possano vincere alcune battaglie, non dobbiamo mai abbassare la guardia”.

Fonte: Regione Toscana

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