Argini, caditoie, pulizia dei campi e ristori: questi sono i temi centrali della serata che si è tenuta ieri, 21 novembre, nella palestra della scuola elementare ‘Colombo’ nella frazione empolese di Ponzano. Circa duecento persone hanno partecipato all’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale per discutere del post-alluvione dello scorso marzo. Tra “tombini asfaltati” e istrici sugli argini, la serata ha visto un continuo scambio di opinioni tra cittadini, istituzioni ed esperti, ricca di domande, preoccupazioni e anche critiche.
Accanto al sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, erano presenti tecnici comunali e rappresentanti degli enti che si occupano della gestione del rischio idraulico: gli ingegneri Roberta Scardigli e Alessandro Annunziati, il comandante della Polizia Municipale Massimiliano Mengoni, la responsabile del settore Ambiente Daniela Miccolis, oltre ai tecnici del Consorzio di Bonifica e di Acque SpA.
L’ingegner Scardigli ha aperto il dibattito sugli interventi relativi al torrente Orme, parlando del ‘maxi-progetto‘ per l’argine: “Il Consorzio di Bonifica è già impegnato nell’ingrosso arginale. Ci uniremo a quel progetto per portarlo a compimento. Il progetto esecutivo è pronto e sono in corso le procedure per l’occupazione e l’esproprio necessari. L’intervento dovrebbe andare in gara tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con apertura del cantiere prevista per la primavera del 2026“. Questo intervento sarà il primo di due principali, il secondo riguarderà le casse di espansione: “La prima parte è attualmente in fase di progettazione. Questo sarà un intervento per consolidare gli argini. Insieme, questi interventi ridurranno significativamente il rischio idraulico del torrente Orme.” La durata stimata dei lavori è di circa due anni.
Il Consorzio di Bonifica ha chiarito che i lavori completati finora hanno interessato via dei Cappuccini, con il rinforzo e ricostruzione dell’argine. “Nell’estate, tra giugno e luglio, abbiamo approvato le perizie per le somme urgenze – spiegano – e ne abbiamo attivate due: una sul Rio di via dei Cappuccini per 280 mila euro e un’altra da 480 mila euro sull’Orme – abbiamo anticipato i fondi tramite il bilancio per consentire i lavori e gli espropri“.
Sul Rio dei Cappuccini, il tracciato dell’argine è stato spostato verso il campo per aumentare la capacità idraulica, elevandola da 3 a 13 metri quadrati. Per quanto riguarda l’Orme, sono state completate le opere di consolidamento dal Sottopoggio fino al punto della rotta, con la creazione di una nuova scogliera e ampliamento della sezione grazie anche agli espropri dietro l’ex carcere.
Sull’abbassamento del rischio idrogeologico, che continua a interessare via dei Cappuccini, il sindaco ha precisato: “Nel nuovo Piano Strutturale è evidente che c’è un rischio idraulico nell’area del Rio dei Cappuccini. La sua eliminazione è prevista con la realizzazione della cassa nella zona del cimitero. Finché questa non sarà realizzata, su quell’area (da via dell’Olivo fino a via dei Cappuccini) il rischio rimarrà. Al 30 aprile 2025, abbiamo presentato i documenti per il finanziamento regionale dei DODS (Documenti Operativi per la Difesa del Suolo), a cui abbiamo aderito con vari progetti per pianificare la cassa davanti al cimitero comunale di Sant’Andrea per ridurre il rischio idrogeologico sul Rio dei Cappuccini, insieme alla progettazione delle opere di pompaggio fisso in Arno. Ricordo che il pompaggio è stato effettuato anche durante l’emergenza con installazioni temporanee“.
Un altro intervento fondamentale riguarda la creazione delle casse di espansione nelle zone di Martignana e via delle Coltelline. “Il progetto prevede di regolare e controllare il passaggio dell’onda di piena – spiega Annunziati -. La strada esistente verrà innalzata e funzionerà come argine. Sotto, verrà installato un sistema di bocche tarate per controllare il deflusso dell’acqua“. Queste strutture saranno in grado di contenere grandi volumi d’acqua, assorbendo le piene del torrente Orme. L’intervento avrà un costo totale di 10,7 milioni di euro, e la procedura per l’autorizzazione ambientale sarà conclusa entro il 12 dicembre: se i tempi saranno rispettati, la gara d’appalto potrebbe avviarsi già nel 2026.
Durante una precedente riunione, era stata proposta l’installazione di una ‘rete anti-istrici’ per allontanare gli animali che avevano scavato le tane sugli argini. Alla domanda di un cittadino sullo stato dei lavori, il Consorzio ha risposto: “Non siamo riusciti ad installare le reti a causa della mancanza di risorse. L’animale rimane comunque presente, anche se proteggiamo l’area“. Tuttavia, è già programmata una campagna di cattura e spostamento degli istrici in zone più sicure e distanti dagli argini, con un piano di cattura autorizzato dalla Regione e eseguito dalla Polizia Provinciale.
Per quanto riguarda la pulizia delle aree tra Fi-Pi-Li e Ponzano, “quasi tutte private, tranne alcune aree sotto la competenza di Anas“, spiega il Sindaco; la procedura di pulizia per le aree private è responsabilità del privato stesso richiedendo il supporto dall’ufficio ambiente, e “il Comune può intervenire su proprietà private solo in situazioni eccezionali“. Data la gravità dell’emergenza, il 24 giugno è stato fedelmente avviato l’iter che ha portato all’ordinanza urgente di pulizia, emanata poiché la Protezione Civile ha dichiarato un rischio per la salute pubblica. La Polizia Municipale ha monitorato l’adempimento, anche con il supporto di droni.
Un caso emblematico è rappresentato dal fatto che, mentre la maggior parte dei proprietari, che ha ricevuto le richieste dall’ufficio ambiente per procedere alla pulizia dei loro terreni, ha già provveduto alle opere richieste, restano invece da sistemare i terreni di Anas e del Demanio.
Uno dei momenti più tesi della serata ha riguardato il funzionamento delle caditoie e delle fognature durante i momenti critici dell’alluvione. La domanda più ricorrente: “Perché alcune zone di Ponzano sono state colpite più di altre?“.
I tecnici di Acque SpA hanno spiegato che durante la piena, l’acqua del Rio dei Cappuccini non riusciva a defluire verso l’Arno a causa della portata eccessiva e delle difficoltà dell’alveo a smaltire. In queste situazioni, il piano di Protezione Civile prevede l’impiego di pompe mobili o tubi di bypass, per far superare l’argine all’acqua, convogliandola direttamente nel lago di collegamento. Il sistema era stato attivato ed era perfettamente funzionante.
Tuttavia, ci sono stati lunghi periodi di stagnazione dell’acqua nella zona di Ponzano, vicino al bar Colombo, mentre in altre parti del medesimo quartiere questo problema non si è verificato. I tecnici hanno spiegato che la causa di ciò era la saturazione dei corsi d’acqua a valle: con l’Arno in piena, i rii pieni e il terreno completamente saturo, l’acqua pompata non trovava vie di fuga adeguate. Il livello ha iniziato a scendere solo quando sono state aperte le cateratte e il deflusso generale ha ripreso a funzionare.
Per la questione del “perché i giardini non erano allagati mentre le strade sottostanti sì“, il sindaco ha risposto: “è una questione di pendenze: il centro abitato di Ponzano è più basso rispetto al giardino, che non è stato allagato“.
La pulizia e l’efficienza della rete fognaria sono state contestate, secondo alcuni cittadini presenti “forse mai effettuata“. I tecnici comunicano che un ispezione completa delle condotte fognarie è attualmente in corso, utilizzando sia sonde che, nei tratti più complessi, tubi endoscopici. Alcune condotte minori, come quelle in zona Rio dei Cappuccini e Ponzano, sono state utilizzate temporaneamente per facilitare il deflusso, poiché in quel momento erano le sole a garantire uno scarico efficace. I tecnici hanno specificato che non si trattava di tubazioni di piccolo diametro, come qualcuno temeva, ma di linee abbastanza larghe da rendere improbabile un’ostruzione dovuta a materiali ingombranti.
Le ostruzioni riscontrate erano limitate a tratti specifici e non hanno avuto un impatto significativo durante l’evento di novembre: “quando siamo intervenuti per la pulizia – spiegano – la prima cosa che abbiamo controllato è stato lo scorrimento dell’acqua, constatando che tutto scorreva“. Le ostruzioni erano limitate e non hanno avuto un ruolo decisivo nell’alluvione del 2024. Il sistema fognario ha funzionato bene anche durante eventi simili nel 2021 e nel 2023, e la differenza nel 2024 è stata l’eccezionalità dell’evento di piena.
Per quanto riguarda la manutenzione, Acque SpA ha illustrato le operazioni di verifica e pulizia delle condotte già eseguite negli ultimi mesi e quelle ancora programmate. Tra le strade già ispezionate: via Nobile, via del Giardino, via Fratelli Cervi, via Vespucci, via Cartesio, via Cavallotti, via Tozzetti, via Fermi, via da Verrazzano e vari tratti del Rio dei Cappuccini. Tra le prossime settimane sono in programma ispezioni in: via Colombo, via Gioia, via Poggio Bracciolini e altri tratti che collegano Ponzano al Rio dei Cappuccini.
Alcune strade erano rimaste da ispezionare perché i tombini erano stati coperti durante l’ultima asfaltatura, il che ha suscitato preoccupazioni tra i cittadini. I tecnici hanno chiarito che l’acqua non defluisce attraverso i tombini, ma tramite le caditoie, e che le operazioni di scoperchiatura dei tombini asfaltati sono iniziate e proseguiranno nelle prossime settimane, permettendo l’ispezione completa delle fogne. Gli stessi cittadini avevano segnalato la situazione, ma i tecnici hanno ribadito che non ha avuto alcun ruolo negli allagamenti di marzo. L’obiettivo è completare la mappatura e la pulizia dell’intero sistema fognario nelle prossime settimane.
La parte finale dell’assemblea è stata dedicata ai ristori, con l’intervento dell’ingegner Alessandro Annunziati, che ha illustrato il processo in corso: “Come Protezione Civile dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, stiamo supportando l’istruttoria delle richieste di ristoro. Nella prima fase dell’estate, grazie ai punti facili, privati e imprese hanno presentato le domande“.
Annunziati ha poi sottolineato che la Regione Toscana, con la delibera 1451 del 29 settembre 2025, ha assegnato al Comune di Empoli 1.403.860,03 euro, da destinare a un contributo straordinario di 3mila euro per i cittadini colpiti dall’alluvione. Sono state ricevute 575 pratiche, di cui 225 già verificate. L’obiettivo è di completare tutte le istruttorie entro il 31 dicembre 2025.
“Contiamo di completare tutte le istruttorie nelle prossime due settimane. Chi ha ricevuto una telefonata per completare le domande, è pregato di rispondere prontamente e di preparare la documentazione necessaria: fotografie, preventivi, fatture e altro“, ha sottolineato.
Oltre ai ristori regionali, esiste un canale nazionale che richiede la presentazione di preventivi e fatture per quantificare i danni reali da inserire nel bilancio dello Stato. Il Comune ha inoltre messo a disposizione un indirizzo email (postemergenza@comune.empoli.fi.it) dedicato alle informazioni sullo stato delle domande.
