Screening dell'Epatite C gratuito fino al 2026 presso la Croce Verde di Lucca

Screening dell’Epatite C gratuito fino al 2026 presso la Croce Verde di Lucca

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Il programma di screening gratuito per l’Epatite C, supportato dalla Regione Toscana, sarà attivo per tutto il 2026, iniziato già a settembre. Tutti gli individui di età compresa tra 37 e 57 anni possono recarsi presso la sede centrale della Croce Verde di Lucca (v.le Castracani 468/D), dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 17, per usufruire dell’esame gratuito, senza alcun costo per il ticket.

Attraverso un semplice “pungidito”, verrà prelevata una goccia di sangue capillare per la ricerca degli anticorpi anti-HCV.

Il campione di sangue verrà analizzato in tempo reale e il risultato sarà comunicato in pochi minuti, con rilascio in formato cartaceo.

Che cos’è l’epatite C?

L’epatite C è un’infezione epatica causata dal virus HCV, trasmesso attraverso il contatto con sangue infetto. Si tratta di un’infezione pericolosa poiché la malattia può rimanere asintomatica per anni, ma nel tempo può diventare cronica e progredire verso forme gravi come la cirrosi o il cancro al fegato.
Se diagnosticata in fase precoce, le possibilità di guarigione sono molto elevate.

Perché partecipare allo screening?

Per identificare un’infezione da HCV non ancora diagnosticata. Per accedere a trattamenti farmacologici precoci e altamente efficaci. Per prevenire nuove infezioni, limitando la diffusione del virus HCV.

Cosa fare se il test risulta positivo?

È fondamentale contattare il proprio Medico di Medicina Generale per la prescrizione di un test di conferma, che richiede un prelievo di sangue venoso per la ricerca del materiale genetico del virus (HCV RNA).
Se anche il test HCV RNA risulta positivo, è consigliato rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale per essere indirizzati al Centro Specialistico di riferimento per avviare il percorso di cura.

Una cura esiste

Attualmente, sono disponibili terapie con farmaci orali della durata di 8-16 settimane, che portano a guarigione in oltre il 95% dei casi, con rischi minimi di effetti collaterali.

Fonte: Ufficio Stampa

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