Il Consorzio Vino Toscana è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste come ente di protezione per tutti i produttori che vantano l’Indicazione Geografica Tipica Toscana.
Il Consorzio ha avviato un processo di rilancio della denominazione, con l’intento di conseguire un riconoscimento collettivo per tutti coloro che reclamano la Toscana IGT. Questo segna l’inizio della creazione di un’organizzazione capace di operare efficacemente nella protezione, gestione, sorveglianza e valorizzazione delle produzioni legate ai vini Toscana IGT.
Con il Decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, il Masaf ha confermato che il Consorzio ha raggiunto le soglie necessarie per ottenere il riconoscimento ai sensi del comma 4 dell’articolo 41 della legge 238/2026 (minimo 66% della produzione e 40% dei produttori). Questo riconoscimento “erga omnes” indica che il Consorzio è rappresentativo della IGT Toscana, fungendo da riferimento per tutti i produttori che richiedono la Toscana IGT in un qualsiasi stadio della viticoltura, vinificazione o imbottigliamento.
“È un risultato straordinario – ha dichiarato Leonardo Marras, assessore regionale all’Agricoltura – e desidero ringraziare il presidente Cesare Cecchi e il direttore Stefano Campatelli, esperti nel settore vitivinicolo, che hanno lavorato con impegno per creare unità e collaborare verso un obiettivo che valorizzerà il vino toscano. Le strategie che il Consorzio potrà attuare garantiranno una preservazione ancora più intensa della qualità e dell’immagine del vino toscano, proteggendo non solo il prodotto, ma anche il territorio e gli agricoltori che trasformano tradizione e passione in valore economico. Lavoriamo quotidianamente per tutelare e valorizzare questo patrimonio unico, sostenendo una filiera, e in tal caso il Consorzio, che rappresenta l’intera produzione a IGT della regione, e che è non solo economia, ma l’essenza stessa del nostro territorio.”
“Oggi abbiamo raggiunto un traguardo fondamentale, avendo a disposizione uno strumento come il Consorzio Vino Toscana, che soddisfa tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più appropriati. Ciò è ancora più significativo in un contesto di mercato così complesso e articolato come quello attuale – ha affermato Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. Questo riconoscimento segue a breve il risultato della revisione del disciplinare di produzione approvato a marzo scorso, il quale, oltre a vari altri cambiamenti, ha comportato il passaggio da “Toscano o Toscana” a “Toscana”, una scelta mirata a rafforzare la riconoscibilità e la posizione sul mercato, introducendo anche la categoria del vino spumante, che apre nuove opportunità per il settore vitivinicolo regionale. Siamo ora in grado di gestire la nostra denominazione, supportando le attività delle aziende vinicole toscane. Un grande grazie a tutti i soci che fin da subito hanno compreso l’importanza di un simile strumento e hanno supportato il Consorzio e la sua struttura nel raggiungimento di questo obiettivo.”
Per illustrare l’importanza di questo riconoscimento, è cruciale sapere che ogni anno in Toscana oltre 4.000 aziende vitivinicole, praticamente tutte, producono per la commercializzazione più di 90 milioni di bottiglie di vino Toscana IGT. Da ora in poi, avranno un unico punto di riferimento per tutelare i propri interessi e collaborare con le istituzioni regionali, nazionali ed europee.
Dal suo riconoscimento, avvenuto meno di tre anni fa, il Consorzio Vino Toscana è stato attivo nella salvaguardia del nome Toscana, opponendosi agli utilizzi impropri sia a livello nazionale che internazionale, e registrando a livello mondiale un marchio così iconico, come negli USA. Questo è avvenuto nell’ottica di valorizzare e proteggere una denominazione che include alcuni dei vini più rinomati al mondo, rappresentando senza dubbio una delle aree di produzione più importanti globalmente.
“Questo risultato, ha sottolineato Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana – non dovrebbe essere visto solo come un obiettivo raggiunto, ma come la base solida su cui costruire prospettive e programmi che offrano ai produttori la soddisfazione che meritano nel loro lavoro.”
In sostanza, il riconoscimento conferisce al Consorzio Vino Toscana il potere decisionale su tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano relative ai vini a Indicazione Geografica Tipica, svolgendo un ruolo di supervisione e coordinamento. Pertanto, il Consorzio non agirà più solo nell’interesse dei soci, ma anche di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Inoltre, il decreto fornisce al Consorzio gli strumenti per accedere al sostegno economico di tutti i produttori nell’area: in sintesi, corresponsabilità tra tutte le aziende e un ampliamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione.
Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa
