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Sciopero in Toscana, Cgil: “15.000 a Massa” al corteo “La protesta non è un reato”

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Circa 15mila manifestanti, stando ai dati della Cgil, hanno preso parte a una protesta questa mattina, mercoledì 14 ottobre, in occasione della manifestazione “La protesta non è reato“. Il corteo, partito alle 9 da piazza Garibaldi, è stato indetto in segno di protesta contro i “Pacchetti Sicurezza”, per rivendicare la libertà di manifestare e per esprimere solidarietà a chi è stato citato in giudizio dopo la manifestazione contro il genocidio in Palestina, avvenuta il 3 ottobre 2025, quando furono occupati i binari dell stazione di Massa.

Il corteo ha attraversato il centro città fino a piazza Aranci, dove si sono tenuti gli interventi conclusivi con la partecipazione del segretario generale Maurizio Landini. Erano presenti bandiere sindacali, numerosi giovani, l’assessora regionale Monia Monni, il sindaco di Fosdinovo Antonio Moriconi e la sindaca di Carrara Serena Arrighi, che ha affermato: “Rispettando il lavoro della magistratura, è importante notare un problema profondo legato alla repressione politica che questo governo ha attuato negli ultimi quattro anni“.

Presente in corteo anche il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi, il quale aveva dichiarato al momento dell’annuncio dello sciopero: “Ci schieriamo e continueremo a stare al fianco delle persone coinvolte“. Ha inoltre evidenziato: “È inaccettabile trattare il dissenso sociale e politico come un problema di ordine pubblico e che l’atto di protestare possa tradursi nella criminalizzazione di chi manifesta pacificamente. Non è solo il caso di Massa; situazioni analoghe si verificano anche in altre aree toscane come Pisa“. Le rivendicazioni, spiegano dalla Cgil Toscana, non sono indirizzate alla magistratura, bensì contestano gli effetti dei “Pacchetti Sicurezza”, “che limitano i margini di dissenso e impattano sul diritto costituzionale di manifestare”. Rossi ha aggiunto: “Quanto sta succedendo non coinvolge solo le persone sotto processo, ma riguarda ognuno di noi. Limitare lo spazio del dissenso e colpire il diritto di manifestare di alcuni mina la libertà di tutti. Pertanto, vogliamo difendere un diritto collettivo: quello di esprimere le proprie idee, dissentire, manifestare e partecipare alla vita democratica in modo libero“.

Una nuova mobilitazione è prevista per il 17 ottobre a Roma con “La Via Maestra“: “Cgil e oltre cento associazioni, insieme a numerosi gruppi della società civile che si stanno unendo all’Alleanza, invitano alla partecipazione e annunciano una grande manifestazione nazionale per sabato 17 ottobre a Roma (con tanti che partiranno dalla Toscana con la Cgil), per rilanciare con forza la necessità di un nuovo protagonismo sociale per la difesa e l’applicazione completa della Carta Costituzionale“. Gli organizzatori specificano che questa mobilitazione è “necessaria a fronte di una tendenza autoritaria in Italia, come in Europa e nel mondo, che vede un’accresciuta centralizzazione del potere, per richiedere che i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione siano pienamente riconosciuti e resi esigibili in ogni parte del Paese“.

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