Il sindacato USB denuncia la chiusura temporanea dello stabilimento Piaggio di Pontedera.

Sciopero generale contro la guerra e l’aumento del costo della vita: almeno otto cortei in Toscana

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Questa mattina, venerdì 30 ottobre, sono previste almeno otto manifestazioni in diverse città della Toscana in occasione dello sciopero generale contro la guerra e il caro vita, e contro il riarmo. Le mobilitazioni, indette dal sindacato Usb, interessano Firenze, Livorno, Carrara, Pisa, Siena, Grosseto, Piombino e Massa.

A Livorno, come previsto, il presidio Usb a Ponte Genova, nella zona portuale, ha avuto inizio già intorno alle 6 del mattino. La protesta in città è proseguita dalle 9 con un corteo che ha attraversato il centro verso il lungomare: durante la manifestazione è stata annunciata la presenza di Francesca Albanese, relatrice Onu sui Territori Palestinesi.

A Pisa, il corteo, che doveva partire alle 9 da piazza XX Settembre, ha radunato almeno 2mila partecipanti che stanno sfilando per le vie cittadine. Presenti diverse sigle della sinistra radicale che hanno aderito all’evento, insieme a molti studenti e studentesse.

Il ritrovo a Firenze era fissato in piazza Bambine e Bambini di Beslan, dove, già dalle 9, si sono riuniti oltre mille persone, tra lavoratori e studenti. Il corteo è partito dopo le 10, guidato da uno striscione dell'”Assemblea per lo sciopero”, che riunisce varie sigle dei sindacati di base, con la scritta “Contro l’economia di guerra blocchiamo tutto”. “Il caro vita non è solo un tema, ma la realtà che tutti noi affrontiamo quando facciamo la spesa, mettiamo carburante, paghiamo tasse, mutui, affitti o libri per i nostri figli“, afferma Dario Furnari di Usb Firenze, lanciando un appello al Governo. “Si devono occupare dei temi dello sciopero, del caro vita e della guerra. Non possono portarci in guerra, non possono condurci verso la povertà. Non devono commentare su episodi di violenza prima che lo sciopero si sia svolto. Si dovrebbero concentrare invece sul malessere sociale“.

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