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Furti di energia elettrica nel Lucchese: due denunce

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La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lucca ha scoperto due casi di furto di energia elettrica durante controlli mirati contro le frodi nel settore delle accise sui consumi, condotti in collaborazione con i tecnici di Enel Distribuzione. Due individui sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per aver effettuato allacci abusivi alla rete elettrica nazionale, sottraendo energia destinata a residenze e attività commerciali.

Il primo intervento è stato effettuato dai militari del Gruppo di Viareggio presso un capannone adibito all’allevamento di cani di razza. Gli investigatori hanno riscontrato consumi energetici anomali, insolitamente bassi rispetto alle stime fornite dai sistemi di monitoraggio centralizzati. Gli accertamenti hanno confermato che l’immobile continuava ad essere alimentato anche quando il quadro energetico era spento.

Le verifiche tecniche hanno permesso di scoprire un cavo interrato collegato direttamente alla rete elettrica nazionale, che bypassava il contatore privato, consentendo così il prelievo illecito di energia.

Sono inoltre in corso approfondimenti di tipo fiscale sull’attività commerciale, che, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, mostrerebbe “elevati indici di rischio” in relazione al numero di cani di razza venduti e alle dichiarazioni dei redditi considerate esigue.

A distanza di pochi giorni, le Fiamme Gialle sono intervenute anche in un terreno utilizzato come ricovero per camper, dove è stato scoperto un secondo allaccio abusivo realizzato tramite un cavo collegato direttamente alla cassetta stradale di Enel Distribuzione. Questo sistema, secondo gli investigatori, permetteva di alimentare illegalmente tre unità abitative mobili.

Le operazioni si sono concluse con la denuncia dei due soggetti per furto aggravato, reato contestato in quanto commesso ai danni di infrastrutture destinate al pubblico servizio, e con il sequestro del materiale impiegato per gli allacci abusivi.

Le autorità hanno anche proceduto al ricalcolo dei consumi presunti degli ultimi cinque anni, comprensivi delle accise evase. La posizione dei responsabili è stata segnalata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’applicazione delle relative sanzioni amministrative previste dall’articolo 59, comma 3, del decreto legislativo 504 del 1995, che possono arrivare fino a dieci volte l’importo dell’accisa sottratta.

La Guardia di Finanza ha sottolineato che i procedimenti sono attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.

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