Emergenza peste suina: incontro a Lucca per contenerne la diffusione

Emergenza peste suina: incontro a Lucca per contenerne la diffusione

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«La questione della peste suina africana non incide solamente sull’economia locale, ma ha anche un impatto sociale significativo, coinvolgendo tutti coloro che frequentano il bosco: dai trekkers a chi cerca funghi, da coloro che praticano biking a chi alleva api. Per questo motivo, è fondamentale che la lotta contro questa epidemia sia la più efficace possibile. Per garantire ciò, la Provincia ha organizzato l’incontro di stamani, volto a creare un coordinamento provinciale, nel quale credo fermamente, affinché Comuni e stakeholder possano operare tutti nella stessa direzione e in modo unito».

Con queste parole, il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, ha dato inizio alla riunione che ha avuto luogo questa mattina (giovedì 24 settembre) a Palazzo Ducale.

Annunciato alcune settimane fa dal presidente Pierucci, il vertice ha visto la partecipazione di molti sindaci e assessori dell’intera provincia – sia in presenza a Palazzo Ducale, sia collegati da remoto. In sala di Rappresentanza erano presenti, tra gli altri, il consigliere provinciale con delega all’Ambiente, Pietro Onesti, il comandante della Polizia Provinciale, Saverio Polifroni, e rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno dialogato con il Commissario regionale Giorgio Briganti, il responsabile del Gruppo operativo territoriale (Got) della Regione Toscana, Alessio Capecci, e il referente Asl del Got per la provincia di Lucca, nonché responsabile della sanità pubblica veterinaria dell’Asl Toscana nord ovest, Stefano Giurlani.

«I nostri obiettivi – ha spiegato Pierucci – sono principalmente due: da un lato, aumentare la consapevolezza sulla peste suina, che si è recentemente manifestata nel nostro territorio, e, dall’altro lato, rendere operativo il coordinamento tra tutti gli enti, affinché si possano mettere in atto azioni efficaci per un reale contenimento della Psa».

Il Commissario regionale Briganti ha evidenziato la complessità della problematica, poiché tocca interessi economici rilevanti per il territorio: «Abbiamo attuato una diffusa campagna informativa, anche mediante cartelli nei boschi e in luoghi sensibili, dove, attraverso qr code, si può accedere a tutte le informazioni utili su come comportarsi per evitare la diffusione della peste suina», ha affermato, sottolineando che il virus della Psa può sopravvivere nell’animale anche per 9-10 mesi, il che rende cruciale il recupero delle carcasse degli animali deceduti.

«È importante chiarire – ha aggiunto Capecci – che la peste suina colpisce esclusivamente i suini e non le altre specie animali, né rappresenta un pericolo per l’uomo. Tuttavia, la diffusione può avvenire anche semplicemente attraverso le scarpe, le ruote di autoveicoli, moto o bici, ampliando così notevolmente l’impatto sul territorio. Pertanto, è fondamentale seguire alcune precauzioni ben spiegate nelle informazioni fornite dalla Regione Toscana».

Tali materiali informativi sono disponibili anche sul sito della Provincia, all’indirizzo urly.it/31gr37.

Inoltre, è stata sottolineata l’importanza della Polizia provinciale nel gestire questa emergenza, mentre sindaci e assessori dei vari Comuni hanno posto domande relative al loro territorio e alle azioni che possono essere intraprese per far fronte al problema.

Il responsabile Asl, Giurlani, ha comunicato che attualmente sono attivi tre focolai in provincia: uno a Vagli e due a Fabbriche di Vallico, e ha notato come i mesi estivi abbiano rallentato la diffusione della Psa nella nostra provincia, come in altre aree, a causa delle caratteristiche di questo virus che si attenua con il caldo: «Adesso – ha detto – ci aspettiamo comunque una ripresa della diffusione e stiamo lavorando affinché il fenomeno sia contenuto il più possibile».

«È necessario collaborare – ha concluso infine il presidente Pierucci, insieme al consigliere provinciale con delega all’Ambiente, Pietro Onesti – e la Provincia supporterà tutti i Comuni nelle loro necessità: è fondamentale parlare tutti la stessa lingua, poiché la biosicurezza si ottiene solo se agiamo in modo coeso. Crediamo perciò che incontri come quello di questa mattina, sia da un punto di vista formativo, sia informativo, siano cruciali per individuare insieme il modo migliore per affrontare questa emergenza».

Fonte: Ufficio Stampa

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