Vino: per esperti e produttori, una leva di marketing turistico e un patrimonio unico che promuove l'Italia di qualità.

Vino: per esperti e produttori, una leva di marketing turistico e un patrimonio unico che promuove l’Italia di qualità.

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“Il vino? Credo sia oggi il più potente strumento di marketing per il turismo in Italia, capace di attrarre più visitatori della moda, della Ferrari e, senza dubbio, più di qualsiasi influencer o campagna pubblicitaria tradizionale”. Queste le parole di Davide Ciliberti, esperto del gruppo di comunicazione Purple & Noise, in occasione del Vinitaly a Verona. “Il vino – prosegue Ciliberti – arriva nelle case e sulle tavole di tutto il mondo, rendendosi protagonista di momenti speciali. A differenza di altri prodotti iconici made in Italy, il vino è accessibile e suscita curiosità riguardo alla sua origine”.

“In termini di geomarketing, è distribuito capillarmente. Se in ogni angolo del mondo esiste un ristorante italiano, è certo che nelle case di chi lo frequenta ci sarà un vino italiano”, afferma Vicky Gitto, pubblicitario di fama mondiale.

I dati del recente Rapporto Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (2025) confermano che il 70% degli intervistati ha fatto almeno una vacanza negli ultimi tre anni dedicata a cibo, vino, olio e altre specialità agroalimentari italiane, con un incremento medio annuo del +13%. L’enoturismo da solo vale quasi 40 miliardi di euro all’anno, con oltre la metà di questi spesa in Europa, e un trend di crescita simile anche nei periodi difficili, come quelli attuali a causa di conflitti e dazi.

“In Toscana l’enoturismo è in forte crescita”, conferma Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi, “e lo vediamo nelle nostre tenute: da Perano nel Chianti Classico, a Nipozzano, Pomino e Montalcino”.

“A Castel Giocondo, dove produciamo il Brunello di Montalcino, abbiamo una struttura ricettiva che offre un’esperienza unica tra i filari e la cantina, dove gli ospiti possono degustare i nostri vini e immergersi nella nostra storia. Dal 2012, a Castel Giocondo, è attivo il progetto ‘Artisti per Frescobaldi’, una collezione di opere di artisti italiani e internazionali ispirate al nostro territorio, aperta al pubblico”.

“Crediamo nel connubio tra vino e arte – continua Tiziana Frescobaldi – che, insieme alla cucina e alla bellezza del paesaggio, crea un mix perfetto. Recentemente, in Corea, ho parlato di made in Italy, evidenziando come arte, vino e cucina ci diano rilevanza in un contesto culturale così diverso dal nostro. Dobbiamo continuare a investire in qualità, valore e nella cura del nostro paesaggio”.

“Il vino è un mezzo straordinario per scoprire i territori”, commenta Allegra Antinori, vicepresidente di Marchesi Antinori, “ma il suo valore maggiore è la capacità di raccontare tradizioni e innovazioni. Le nostre cantine sono progettate per esprimere e valorizzare il territorio”.

“La nostra storia e la parte più contemporanea della nostra attività si intrecciano. Lo vediamo nel nostro stabilimento nel Chianti Classico e a Le Mortelle in Maremma, un territorio ancora in fase di scoperta”.

“Ogni cantina è pensata per accogliere gli ospiti, accompagnandoli alla scoperta della nostra storia. Quando si crea questo legame, il vino diventa memoria, un racconto che riporta al territorio di origine. È nel profondo legame con il territorio che risiede la sua forza turistica”.

Anche Diego Cusumano, produttore della nota cantina siciliana, condivide questa visione. “Il nostro vino è distribuito in tutto il mondo e personalmente lo presento come una espressione della nostra terra, la Sicilia. Chi apprezza il nostro vino si appassiona anche al territorio da cui proviene”.

“Prendete l’Etna, ad esempio: è diventata una meta turistica di punta grazie al vino e ai produttori che hanno suscitato l’interesse dei wine lovers, trasformandola in un luogo da visitare a livello globale”.

“Lo stesso vale per altre regioni italiane, dal famoso Chianti ai piccoli borghi, ognuno dei quali offre una sua storia e tradizione uniche”.

“Il vino è molto più di una leva di marketing per il Made in Italy e il turismo; è un’infrastruttura culturale ed economica che crea reputazione e desiderabilità nel lungo periodo”, afferma Cristina Mercuri, la prima donna italiana a diventare ‘Master of Wine’.

“Il caso dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero-Monferrato, patrimonio dell’umanità Unesco, dimostra come il vino possa attivare un ecosistema che coinvolge ospitalità, gastronomia e investimenti. Tuttavia, bisogna prestare attenzione alle criticità, come la pressione turistica e la standardizzazione dell’identità locale. Questo evidenzia che, sebbene il vino sia una leva potente, richiede una strategia per preservare autenticità e coerenza”.

“Il vino non solo promuove un prodotto, ma crea un’immagine di qualità che rafforza l’intero sistema Paese. Per realizzare questo potenziale, è fondamentale investire nella gestione e nel coordinamento strategico a lungo termine”.

“Metti insieme tutto questo, e avrai la più grande campagna di marketing territoriale del nostro Paese, capace di attrarre nuovi visitatori e di contrastare l’overturism”, conclude Vicky Gitto.

“Il grande impegno dei produttori, nel promuovere i loro prodotti, racconta la migliore Italia in giro per il mondo. Questo andrebbe supportato concretamente da governo e amministrazioni locali, che dovrebbero destinare i fondi, solitamente spesi in campagne di marketing inefficaci, direttamente ai vignaioli”, sottolinea Davide Ciliberti di Purple & Noise PR.

“E se non possono essere fondi, almeno dovrebbero essere previsti sconti fiscali per coloro che contribuiscono a un piano di comunicazione nazionale”, conclude.

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