Il primo trimestre dell’anno si chiude con un totale di 47.724 unità, segnando un calo del 15,2% rispetto alle 56.295 dello stesso periodo dell’anno precedente. Le immatricolazioni di veicoli elettrici puri raggiungono il 3,2%, mantenendo il dato di febbraio e mostrando una crescita rispetto all’1,6% di marzo 2024, un mese influenzato dall’attesa per l’attuazione degli incentivi. Questo è quanto comunicato dall’Unrae.
“Inoltre, è allarmante il clima di incertezza generato dalle tensioni geopolitiche e, in particolare, dagli effetti delle controversie commerciali con gli Stati Uniti. In questo scenario, emerge un forte rilievo l’esclusione del settore automotive dal rinvio di 90 giorni dell’applicazione dei dazi americani, con potenziali ripercussioni negative sul mercato europeo” – sottolinea l’associazione di categoria in un comunicato -. L’UNRAE accoglie positivamente la presentazione, avvenuta il 1° aprile scorso, della proposta di Regolamento sui veicoli leggeri, attraverso cui la Commissione Europea intende fornire maggiore flessibilità per raggiungere gli obiettivi di emissione di CO2 fissati per il 2025. Questo nuovo approccio consentirebbe di calcolare la media delle performance su un periodo di tre anni (2025-2027), permettendo di compensare eventuali scostamenti in uno o due anni con risultati superiori negli altri, senza modificare gli obiettivi stabiliti”.
“Apprezziamo la proposta della Commissione Europea di introdurre un meccanismo di maggiore flessibilità per gli obiettivi di emissioni, tuttavia continuiamo a denunciare con forza l’assenza di interventi concreti a sostegno della transizione energetica, sia a livello europeo sia, soprattutto, nel nostro Paese”, afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE.
“In Italia è fondamentale implementare un piano strutturale che preveda fondi specifici per rivedere la fiscalità, conforme alle indicazioni del Piano di Azione Automotive europeo, il quale offre raccomandazioni e indica le azioni che le autorità nazionali, regionali e locali possono adottare per accelerare l’adozione di veicoli a zero emissioni nelle flotte aziendali”, continua Crisci.
“In aggiunta” – conclude il Presidente – “è essenziale colmare il divario infrastrutturale che attualmente rappresenta uno dei principali ostacoli alla transizione. Riteniamo sia cruciale che anche i Veicoli Leggeri siano inclusi nei programmi europei di incentivazione per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, al pari dei mezzi pesanti”.
Per questo motivo, UNRAE richiede che anche nel nostro Paese venga introdotto un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in infrastrutture di ricarica rapida (sopra i 70 kW di potenza) per il biennio 2025-2027. Queste misure sono indispensabili per accompagnare in modo concreto e strutturale la decarbonizzazione del trasporto commerciale leggero.
La situazione del mercato di marzo 2025, con dati quasi definitivi, rispetto allo stesso periodo del 2024, mostra un andamento di flessione generalizzata tra i canali di vendita, ad eccezione delle autoimmatricolazioni, che rimangono sostanzialmente stabili in volume e raggiungono il 10% di quota (+1,4 p.p., all’8,5% nel 1° trimestre).
I privati subiscono una perdita inferiore rispetto al mercato nel suo complesso e guadagnano 0,7 punti, raggiungendo il 15,1% di quota (16,1% nel cumulato). Il noleggio a lungo termine perde quasi un quarto delle immatricolazioni, scendendo al 32,0% del mercato totale (-3,6 p.p., al 30,8% nel cumulato, -4,1 p.p.), a causa della marcata flessione delle società Top, a fronte di un notevole incremento delle Captive.
Il noleggio a breve termine evidenza una decrescita a doppia cifra, scendendo al 3,9% di quota (-1,3 p.p., 3,8% nel 1° trimestre, -1,7 p.p.), mentre enti e società mantengono la prima posizione e, con una flessione più contenuta rispetto al mercato, guadagnano 2,7 punti di share, per un totale del 38,9%. Sul fronte dei motori, a marzo il diesel perde mezzo punto, attestandosi all’81,1% di quota (82,6% da gennaio a marzo, +0,7 p.p.).
Il motore a benzina subisce una leggera flessione, scendendo al 4,1% del totale (3,9% nel 1° trimestre). Il GPL perde mezzo punto e si ferma al 2,0% (2,3% nel cumulato), mentre il metano registra 1 immatricolazione, e i mezzi plug-in arrivano allo 0,4% di share sia nel mese che nel trimestre. Come già menzionato, i veicoli BEV fanno registrare una crescita, passando dall’1,6% di un anno fa al 3,2% attuale (3,0% nel trimestre), mentre i veicoli ibridi perdono 0,8 punti, coprendo il 9,2% del totale (7,7% nel cumulato). La CO2 media ponderata a marzo scende dello 0,5% a 190,5 g/Km (rispetto ai 191,4 g/Km dello stesso periodo del 2024).
– Foto Ufficio stampa UNRAE –
