Tre milioni di giovani sotto i 34 anni si avvalgono dei servizi digitali dell'INPS.

Tre milioni di giovani sotto i 34 anni si avvalgono dei servizi digitali dell’INPS.

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SEDE INPS, IN VIA PIETRO MARTIRE D’ANGHIERA (MILANO – 2011-06-24, Enrico Brandi / Fotogramma) p.s. l’immagine è utilizzabile nel rispetto del contesto in cui è stata scattata, senza intento di diffamazione del decoro delle persone rappresentate

La strategia si è articolata su tre assi principali: presenza sui canali maggiormente frequentati dai giovani; semplificazione delle informazioni sul welfare rendendole più accessibili e utili; utilizzo di linguaggi e formati che incoraggino partecipazione e coinvolgimento. Oggi, rispetto a due anni fa, è più semplice per un ragazzo accedere all’estratto conto contributivo, al riscatto laurea, ai bonus e alle borse di studio, nonché a prestazioni come l’ISEE, l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto Formazione Lavoro (SFL). A un anno dal lancio del progetto, i risultati evidenziano la capacità significativa dell’INPS di raggiungere il pubblico giovane. Il portale giovani – la sezione del sito INPS.it dedicata ai servizi per gli under 34 – ha registrato 3,3 milioni di visite e 2,8 milioni di visitatori unici, di cui 1,7 milioni dall’APP INPS mobile, mentre le attività sui social media hanno generato oltre 1,6 milioni di interazioni.

Nello stesso periodo, la percentuale di giovani iscritti all’area personale MyINPS è cresciuta del 12%, e circa il 20% degli utenti provenienti dalla sezione giovani ha continuato il proprio percorso accedendo ad almeno uno dei servizi offerti dall’Istituto.

Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha dichiarato che “quando parliamo di previdenza, la tentazione più naturale è rivolgere lo sguardo al passato. Consideriamo le tutele maturate, i conti da proteggere, le garanzie da fornire a chi ha concluso il proprio percorso lavorativo. Questo è giusto e necessario, ma non è più sufficiente. Un sistema previdenziale non è veramente solido solo quando paga le pensioni di oggi. È solido quando crea le condizioni per garantire anche quelle di domani. E quel domani appartiene ai giovani. La previdenza non inizia alla fine della vita lavorativa. Inizia con il primo contratto, con il primo contributo, con la prima scelta. Un giovane che ignora la propria posizione contributiva non sa quali strumenti può utilizzare e vive il lavoro come una successione di interruzioni, trovando difficile progettare una casa, una famiglia, il proprio futuro.”

Partendo da questa consapevolezza, il presidente Fava ha spiegato come il progetto stia evolvendo. L’INPS sta progressivamente superando un modello focalizzato sulla comunicazione dei singoli servizi per costruirne uno incentrato sulle platee strategiche. La prospettiva cambia: non si tratta più di illustrare la prestazione, ma di accompagnare la persona.

I giovani, le famiglie e le persone vulnerabili hanno bisogni, percorsi e linguaggi diversi. Per ciascuna di queste categorie, l’INPS sta creando hub tematici dedicati, in cui informazioni e servizi sono organizzati in modo semplice e coerente, attraverso canali e modalità di comunicazione capaci di raggiungere realmente i cittadini. Questa evoluzione si integra con l’idea proposta dal presidente Fava per formare un nuovo patto con le giovani generazioni.

“Il nuovo patto con i giovani si costruisce attorno a un’idea semplice e concreta, sintetizzata nelle tre P: Partnership, piattaforme e previdenza consapevole. La prima riguarda le imprese, che sono il principale partner della sicurezza sociale e il primo luogo in cui un giovane incontra stabilità, abilità e prospettive. La seconda riguarda gli strumenti. Il Portale Giovani non è solo un contenitore di informazioni, ma una piattaforma che semplifica e rende più diretto il rapporto con l’Istituto. La terza P è la sfida su cui dobbiamo investire di più. Nel corso degli anni, è venuta a mancare una cultura previdenziale consapevole e noi vogliamo costruirla, incontrando i giovani nei luoghi in cui si formano le loro decisioni: nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi di orientamento e sui canali digitali. Incontri, laboratori, road show, sportelli mobili, podcast, video brevi e contenuti social non sono un semplice esercizio di comunicazione. Sono strumenti concreti per ridurre la distanza tra un diritto riconosciuto e la possibilità reale di esercitarlo. Non si tratta di chiedere ai giovani di pensare già alla vecchiaia, ma di fornire loro oggi gli strumenti per gestire il proprio domani. Perché la previdenza non è solo ciò che riceveremo a fine carriera, ma la libertà di costruire, sin dall’inizio, la vita che ci attende.”

– Foto Ipa Agency –

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