Trasformerà gli studi professionali: evolversi è un obbligo

Trasformerà gli studi professionali: evolversi è un obbligo

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“L’intelligenza artificiale cambierà radicalmente il modo in cui operano gli studi professionali. Invitiamo i colleghi ad abbracciare questa innovazione senza lasciarsi spaventare dalle sfide. Se alcune mansioni dovessero scomparire, si presenteranno certamente nuove opportunità; è fondamentale evolversi per offrire consulenze e servizi differenti. Dobbiamo affrontare questa sfida, altrimenti rischiamo di rimanere indietro, poiché l’IA avanza anche al di fuori della nostra categoria e il mercato non fa distinzioni”. È quanto affermato da Francesco Cataldi, presidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, al termine del congresso nazionale dell’Unione a Catania, che ha visto la partecipazione di mille professionisti provenienti da tutta Italia. Il focus è stato sul commercialista nel prossimo quinquennio, analizzando le problematiche e le opportunità.

“Non abbiamo la possibilità di scegliere se evolve o meno; siamo obbligati a farlo seguendo le indicazioni riguardanti la formazione e il re-skilling”, ha evidenziato Jacopo Deidda Gagliardo, proboviro dell’Ungdcec delegato per l’IA. “Cosa serve? Adattarsi alle evoluzioni future delle professioni, seguire la tendenza verso la specializzazione e migliorare l’efficienza dei processi e il valore che offriamo ai nostri clienti, ponendo attenzione anche agli aspetti etici”. Secondo la parlamentare Marta Schifone, “siamo di fronte a una sfida che incide maggiormente sulla proprietà intellettuale. La competenza è la parola chiave per gestire queste dinamiche, amministrare le risorse umane e guidare i giovani verso il cambiamento tecnologico”. Il deputato Marcello Coppo ha sottolineato: “La trasformazione digitale non può sostituire i professionisti. È importante che l’IA completi il nostro lavoro, rendendolo più efficiente e specializzato”.

La deputata Giulia Pastorella, parlando al congresso, ha ribadito che “i professionisti possono e devono beneficiare dell’uso dell’IA, ma non dobbiamo dimenticare le questioni relative alla privacy e all’impiego di dati sensibili”. “Per la Cassa, l’adozione dell’intelligenza artificiale nei servizi ai nostri iscritti rappresenta sia una sfida che un’opportunità. Affrontare questi cambiamenti con consapevolezza, prima e meglio degli altri, è ciò che ci consente di rimanere centrali nel rapporto tra istituzioni, imprese e cittadini. Non basta avere conoscenza; oggi, la vera differenza la fa chi riesce ad acquisirla per primo e a trasformarla in valore. Inoltre, l’aspetto etico è fondamentale, poiché l’IA richiede trasparenza, responsabilità e un’attenta valutazione delle implicazioni normative”, ha dichiarato Ferdinando Boccia, presidente della Cassa Dottori Commercialisti. Infine, Luigi Pagliuca, presidente della Cassa dei Ragionieri e degli Esperti Contabili, ha affermato: “L’intelligenza artificiale presenta sia opportunità che rischi, ed è fondamentale che venga gestita prima che possa sopraffare i professionisti. Ci auguriamo che le istituzioni si attivino affinché migliaia di commercialisti ed esperti contabili possano gestirla e trarne beneficio, ma è un impegno che deve essere portato avanti in tempi rapidi”.

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