Secondo Albudaiwi, l’integrazione raggiunta dai Paesi del Golfo richiede ora un salto di qualità: “La forza dell’ecosistema del Golfo deriva dalla coesione degli Stati e dalla loro capacità di agire unitariamente di fronte alle sfide comuni”.
Il GCC ha messo a punto una bozza di strategia comune per affrontare il cybercrime e i reati legati all’intelligenza artificiale, riconoscendo che questi devono essere affiancati da programmi contro il traffico di droga e il riciclaggio. “L’intelligenza artificiale e le tecnologie moderne presentano enormi opportunità per la sicurezza, ma generano anche nuove sfide se sfruttate per attività criminali sofisticate”, ha avvertito il segretario generale.
A livello operativo, il modello rimane quello delle esercitazioni congiunte denominate Arabian Gulf Security, progettate per migliorare il coordinamento, la prontezza di risposta e l’adattamento a scenari emergenti. La sintesi politica è chiara: “La sicurezza non è un elemento secondario nello sviluppo, ma piuttosto ne tutela il percorso e ne preserva i risultati”.
