Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana
La Toscana si prepara a organizzare un forum con i Comuni per discutere del riuso e della restituzione alle comunità dei beni confiscati alle mafie. L’annuncio è stato riportato dal presidente Eugenio Giani durante l’incontro di apertura della decima edizione di Piazze Aperte, un percorso di formazione sulla cultura della legalità per amministratori comunali, promosso da Anci insieme a Libera, Legambiente e Upi Toscana, in collaborazione con la Regione.
Questo incontro sarà un’opportunità “per illustrare – ha spiegato Giani riguardo agli obiettivi del forum – l’elenco dettagliato di ciò che, grazie alle nostre risorse e in collaborazione con i comuni, si è trasformato da simbolo di malaffare a servizio per la comunità”.
“La Toscana non solo è tra le Regioni del centro-nord con il maggior numero di beni confiscati alla criminalità negli ultimi anni”, ha evidenziato il presidente, ricordando che, secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, sono circa 650 gli immobili, ma “siamo anche quelli – ha rivendicato – che destinano più risorse regionali per trasformare questi beni in utilità sociale, senza ricevere alcun fondo dallo Stato”. Un fenomeno, quello delle confische e dell’assegnazione dei beni ai comuni, che “da un contesto molto circoscritto è diventato di massa”, ha sottolineato il presidente, evidenziando come nel corso degli anni siano aumentate le richieste di contributi regionali da parte degli enti locali impegnati nella restituzione effettiva degli immobili alle comunità.
Richiamandosi a quanto affermato dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze, Ettore Squillace Greco, intervenuto durante la giornata insieme a Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica di Prato, Giani ha osservato che “è estremamente importante passare dalla relazione beni confiscati-comuni alla fase amministrativa, perché è proprio nei comuni che avviene questa trasformazione ed è fondamentale come viene percepito il bene quando diventa una struttura di interesse generale per la comunità, come ad esempio un centro sociale, una scuola o un luogo di servizi per i cittadini”.
“L’appuntamento annunciato dal presidente sarà un’occasione per rilanciare il nostro lavoro sui beni confiscati, a trent’anni esatti dall’approvazione della legge innovativa 109/96 sul riuso sociale”, ha commentato la vicepresidente Mia Diop, con delega alla cultura della legalità. “La trasformazione dei beni confiscati – ha proseguito – è una parte fondamentale del lavoro più complessivo che dobbiamo continuare a fare con i Comuni e i territori sulla cultura della legalità, rafforzando gli enti locali come presidi di legalità, intervenendo sulla prevenzione e sul contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, da cui la nostra regione non è immune, come dimostra anche l’operazione di oggi nel porto di Livorno, che ha portato al sequestro di un considerevole quantitativo di cocaina”.
“Abbiamo – ha concluso Diop – molte sfide a livello amministrativo, che spaziano dalla tutela ambientale agli appalti, al contrasto al caporalato, fino alla gestione dei beni confiscati, e per questo l’azione degli enti locali, come dimostrano anche l’impegno delle sindache e dei sindaci su numerosi progetti, può avere un ruolo centrale in un contesto generale di prevenzione”.
Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa
