School: Anief’s Winning Appeals on Precarious Employment Impact State Finances in Italy

School: Anief’s Winning Appeals on Precarious Employment Impact State Finances in Italy

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“I numerosi ricorsi vinti dai lavoratori della scuola stanno generando un significativo danno erariale: ‘Negli ultimi tre anni, le spese legali sostenute dal Ministero ammontano a 150 milioni di euro, con una media annuale di 50 milioni’, ha dichiarato recentemente il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in risposta a notizie preoccupanti riguardanti l’aumento del contenzioso causato dai ricorsi di docenti e personale Ata, spesso motivati da normative errate o obsolete.” Così riporta una nota dell’Anief. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, sottolinea che “quasi un terzo di questi 150 milioni di euro spesi dall’amministrazione riguarda ricorsi presentati dai legali del nostro sindacato: solo ad aprile 2026, oltre 2 milioni di euro sono stati recuperati dai lavoratori della scuola grazie al nostro giovane sindacato e al lavoro dei nostri avvocati. Grazie a ben 3.344 sentenze favorevoli, i risarcimenti garantiti dall’Anief nei primi 120 giorni del 2026 superano i 10 milioni di euro”.

“È fondamentale – afferma Walter Miceli, legale esperto di contenzioso scolastico – che tutti i lavoratori della scuola, anche il personale Ata, meno incline a far valere i propri diritti, siano a conoscenza che il sindacato Anief ha attivato un servizio di consulenza: la campagna di screening ‘Non un euro di meno’, che è gratuita e intende verificare se ci sono profili di illegittimità nella carriera del personale docente, amministrativo, tecnico, ausiliario, inclusi i Dsga. Purtroppo, sono molti i casi in cui abbiamo riscontrato irregolarità.”

Dalla direzione di viale Trastevere è stato chiarito che l’elevato contenzioso “è attribuibile a un quadro normativo risalente a precedenti governi, che ha creato disparità tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato” e che, dal 2022 a oggi, sono state “emesse complessivamente 112.258 sentenze, le quali già nel 2021 avevano ampliato il numero dei beneficiari. Sono stati distribuiti rimborsi per un totale di 184.363.741 euro. Molte di queste esecuzioni riguardano situazioni complesse che coinvolgono più anni e numerosi docenti beneficiari.”

Le ragioni per cui i dipendenti della scuola presentano ricorso spaziano dalla mancata monetizzazione delle ferie per i precari con supplenze fino al 30 giugno, che vedono annullati i giorni anche di festività soppresse, senza essere stati mai invitati a utilizzarli, alle supplenze ‘brevi e saltuarie’ che comportano stipendi inferiori, privi di Rpd (per i docenti) e Cia (per il personale Ata).

Si ricorre anche al giudice del lavoro per la mancata assegnazione della Carta del docente ai supplenti, la ricostruzione di carriera che non considera appieno i periodi di pre-ruolo o di lavoro negli istituti paritari, e per i mancati trasferimenti o assegnazioni provvisorie anche in presenza di posti liberi. A tal proposito, l’ufficio legale dell’Anief sta agendo con destrezza sul tema della Carta del docente per i precari: centinaia di sentenze vinte si basano su pareri favorevoli emessi dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Cassazione, i quali sostengono che “deve essere disapplicata la normativa nazionale in contrasto con quella europea.”

La scorsa settimana, durante un intervento a Madrid, il presidente dell’Anief Marcello Pacifico ha sottolineato che solo una parte minoritaria dei lavoratori, soprattutto i precari, si rivolge al giudice del lavoro, nonostante abbiano motivo di farlo. Per questo motivo, il giovane sindacato promuove la parità di trattamento: si tratta di una serie di procedure di infrazione a seguito dei reclami collettivi dell’Anief al Cesd (Comitato europeo dei diritti sociali) e delle decisioni delle istituzioni europee e italiane.

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