Sanità: Risparmio di un miliardo per il SSN grazie ai farmaci equivalenti Teva in quattro anni.

Sanità: Risparmio di un miliardo per il SSN grazie ai farmaci equivalenti Teva in quattro anni.

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ROMA (ITALPRESS) – Per celebrare i trent’anni di attività in Italia, Teva ha presentato a Roma, presso la Sala Stampa Estera, il suo impegno verso la sostenibilità durante l’evento intitolato “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema,” organizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA).
La presenza di Teva in Italia è iniziata nel 1996, in un periodo in cui il mercato nazionale dei farmaci equivalenti stava ancora emergendo.
Nel 2025, Teva ha distribuito oltre 101 milioni di confezioni di farmaci nel canale retail e quasi 150 milioni nel canale ospedaliero. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025, i volumi hanno superato i 400 milioni di confezioni nel retail e 552 milioni nel canale ospedaliero.
L’azienda supporta quotidianamente pazienti e operatori sanitari in farmacia e in ospedale lungo il percorso di cura, con quasi 1 farmaco equivalente su 4 distribuito in Italia proveniente da Teva.
Nel 2025, i farmaci equivalenti di Teva hanno permesso al Servizio Sanitario Nazionale un risparmio stimato di 350 milioni di euro, superando l’1,16 miliardi di euro nel periodo 2022-2025.
“Dopo trent’anni in Italia, abbiamo una responsabilità chiara: contribuire in modo costante alla sostenibilità e all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, assicurando accesso alle cure, qualità e continuità terapeutica per milioni di persone. I farmaci equivalenti non sono solo un mezzo di efficienza: sono una parte integrante del sistema salute, capaci di gestire le malattie croniche, abbattere le barriere all’accesso e liberare risorse per l’innovazione e i servizi,” ha commentato Umberto Comberiati, Amministratore Delegato e Presidente di Teva Italia.
Il valore degli equivalenti diventa cruciale considerando i cambiamenti demografici ed epidemiologici in Italia. Oggi, 13 milioni di persone convivono con almeno due malattie croniche, un aumento del 30% rispetto al 1993. Queste condizioni richiedono una gestione continuativa, e fattori come l’accessibilità economica, l’aderenza e la continuità terapeutica sono essenziali nel percorso di cura.
“Il sistema salute italiano sta subendo una trasformazione strutturale: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e nuovi bisogni complessi rendono fondamentale coniugare accesso alle cure e innovazione terapeutica. In questo contesto, la presenza di operatori capaci di garantire l’accessibilità di terapie essenziali e di sviluppare soluzioni per le necessità cliniche è una leva strategica per la sostenibilità e l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale,” ha affermato Daniela Bianco, Partner e Responsabile della Practice Health & Life Sciences di The European House – Ambrosetti.
L’accesso diretto ai farmaci è una questione che interessa le famiglie. La differenza di prezzo tra farmaci originali a brevetto scaduto (noto come “branded”) e equivalenti genera un costo supplementare per i cittadini, stimato attorno a 1,1 miliardi di euro all’anno.
Questa cifra diventa ancora più significativa se confrontata a livello europeo: l’Italia è tra i Paesi con la minore incidenza di farmaci equivalenti, che costituiscono solo il 9% del mercato farmaceutico totale, contro il 54% nel Regno Unito e il 30% in Francia.
Ridurre questa spesa evitabile significa rimuovere uno dei principali ostacoli alla continuità della cura, in particolare per i pazienti cronici, coloro che hanno minori possibilità economiche e chi segue trattamenti complessi.
Oltre ad assicurare la disponibilità di terapie accessibili, Teva ha potenziato il suo impegno nella ricerca e nell’innovazione, focalizzandosi sulle aree terapeutiche con bisogni clinici e sociali ancora insoddisfatti. Tra il 2022 e il 2025, gli investimenti in ricerca, sviluppo e ricerca clinica in Italia hanno raggiunto quasi 3 milioni di euro.
La ricerca di Teva si concentra sulle neuroscienze e sull’immunologia, con programmi per condizioni come emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica, asma, vitiligine, malattie infiammatorie croniche intestinali e celiachia.
In particolare, la salute cerebrale rappresenta una delle grandi sfide emergenti per i sistemi sanitari; le condizioni neurologiche e psichiatriche incidono per oltre il 18% della perdita complessiva di salute globale, coinvolgendo circa 180 milioni di persone in Europa.
L’esperienza di Teva nell’emicrania è un esempio concreto di questo approccio. L’azienda ha realizzato un piano composto da 35 studi, tra cui registrativi, interventistici, osservazionali e real-world, dando vita a oltre 105 pubblicazioni scientifiche. L’Italia ha giocato un ruolo significativo in questo piano, con cinque studi multicentrici coinvolgenti strutture italiane e contribuendo a dieci pubblicazioni scientifiche, collegando la ricerca internazionale dell’azienda con la comunità clinica nazionale.
“Nei nostri 30 anni di attività, abbiamo sviluppato una solida capacità di innovazione nelle neuroscienze, recentemente affiancata dall’estensione della nostra pipeline in ambito immunologico,” ha concluso l’AD di Teva Umberto Comberiati. “La pipeline riflette questo percorso evolutivo: non solo sviluppo di nuove terapie, ma un impegno a trasformare i bisogni emergenti in soluzioni concrete per i pazienti. Per noi, accesso e innovazione sono dimensioni complementari che contribuiscono in modo sostenibile all’evoluzione del sistema salute.”
-foto ufficio stampa Teva –

(ITALPRESS).

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