16 settembre 2025 | 17.49
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Nel primo semestre del 2025, il mercato del lavoro in somministrazione ha registrato un’ottima performance con più di 149.000 assunzioni a tempo indeterminato, evidenziando un aumento del 5,4% rispetto ai 141.000 del periodo equivalente nel 2024. Questo dato è stato confermato da Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, tramite un’analisi condivisa con Adnkronos/Labitalia.
Tuttavia, l’analisi indica anche un lieve calo del numero totale di occupati e delle ore lavorate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il numero medio mensile degli occupati in somministrazione è sceso a circa 464.000 unità, con una diminuzione del 2,1% rispetto ai 473.000 di un anno fa.
In questo settore, il volume totale dei compensi ha mostrato una crescita modesta, con un incremento dello 0,2%. L’andamento nel primo semestre del 2025 rispecchia quello del mercato del lavoro generale: gli occupati a tempo indeterminato sono aumentati da 15.945.000 nel primo semestre 2024 a 16.391.000 nel medesimo periodo del 2025 (+2,8%). Al contrario, il numero di lavoratori con contratti a termine è diminuito da 2.838.000 a 2.619.000, segnando un calo del 7,7%.
Riguardo agli occupati tramite agenzia nel primo semestre del 2025, Assolavoro segnala che si sono registrate tendenze opposte per i contratti determinati e indeterminati: mentre gli occupati con contratti a termine sono diminuiti del 5,3%, gli occupati a tempo indeterminato hanno superato le 149.000 unità, con un incremento del 5,4% rispetto ai 141.000 del 2024.
Anche il monte ore lavorate e il totale dei compensi dei contratti seguono questa tendenza, con un aumento per gli occupati a tempo indeterminato e una flessione per quelli a tempo determinato.
L’ascesa degli occupati a tempo indeterminato in somministrazione ha contribuito a sostenere un lieve aumento del monte complessivo dei salari, dovuto anche a retribuzioni generalmente più elevate in questo gruppo di lavoratori qualificati.
Francesco Baroni, presidente di Assolavoro, osserva che “una lettura obiettiva di questi dati mette in luce il crescente processo di qualificazione del lavoro attraverso le agenzie. La riduzione dei contratti a termine è accompagnata da un aumento dei contratti stabili, con lavoratori che godono di stipendi e diritti analoghi a quelli dei dipendenti assunti direttamente dalle aziende”.
“Il leasing del personale, spesso criticato, soddisfa realmente le esigenze di stabilità dei lavoratori e di organizzazione delle aziende. Chi confonde questa pratica con situazioni di sotto tutela, come le false partite IVA o le cooperative non genuine, dimostra scarsa informazione o cattive intenzioni”, conclude.
