Cinque attività sospese, venti lavoratori non assunti regolarmente, nove cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale, sanzioni per quasi 100.000 euro, dodici persone denunciate e il sequestro preventivo dell’intero immobile, che ospitava anche un dormitorio e cinque cucine-refettori abusive.
Questi sono i principali risultati dell’operazione interforze avvenuta ieri mattina, 29 ottobre, presso cinque aziende pratesi gestite da imprenditori di nazionalità cinese, nell’ambito delle iniziative del Gruppo interistituzionale per la tutela della legalità nelle attività produttive.
Coordinato dal prefetto di Prato, Michela La Iacona, il Gruppo organizza controlli congiunti volti a contrastare il lavoro irregolare, garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e verificare il rispetto degli obblighi contributivi e assicurativi.
In particolare, è stato attivato un servizio di controllo articolato, coordinato dal questore di Prato e realizzato in sinergia con i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, l’ASL, l’INPS, l’INAIL e ALIA.
Per quanto riguarda la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, i controlli hanno rivelato carenze igienico-sanitarie e la presenza di locali utilizzati come dormitorio e per cucine-refettori abusive. Le violazioni riscontrate hanno portato al sequestro preventivo dell’intero immobile, oltre alla sospensione delle attività coinvolte.
In merito all’intervento di ieri – riporta la nota della prefettura – il bilancio del 2026 ammonta a 34 ispezioni presso le aziende, 24 sospensioni di attività, oltre mezzo milione di euro di sanzioni, 96 lavoratori non regolarmente assunti, 37 cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale, 3 arresti e 4 sequestri di immobili.
