Il Ministro dell’Interno ha commemorato le vittime della mafia deporre una corona alla stele commemorativa e partecipato a un incontro a Palazzo Jung sul contrasto alla criminalità organizzata.
«Trentaquattro anni fa, durante la strage di Capaci, furono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Quella giornata segnò un attacco della mafia contro magistrati e rappresentanti dello Stato che ogni giorno lottano per la legalità e la sicurezza dei cittadini.
Falcone e i suoi collaboratori erano ben consapevoli dei pericoli che correvano, eppure decisero di rimanere e combattere contro la criminalità organizzata. Ci sono battaglie che non possono essere abbandonate.
Oggi rinnoviamo il nostro impegno a onorare la loro memoria e il loro lascito. Ricordare non è solo un gesto superficiale, ma un modo per riaffermare con determinazione il legame tra le generazioni, che ci incoraggia a proseguire seguendo i valori che li hanno ispirati, sempre onorati con sacrificio e dedizione.
La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi mafiose vive nelle azioni quotidiane di chi sceglie di servire lo Stato con onore e responsabilità».
Queste le parole del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che oggi a Palermo ha partecipato alla commemorazione in onore delle vittime della strage, per sottolineare il loro sacrificio e l’impegno nella promozione della cultura della legalità.
In mattinata, il titolare del Viminale, insieme al Ministro Nordio, ha deposto una corona di fiori alla stele presso lo svincolo autostradale di Capaci-Isola delle Femmine.
Alla cerimonia erano presenti il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Colosimo, il capo di gabinetto del Ministro dell’Interno Sempreviva e il capo della Polizia Pisani.
Successivamente, il Ministro ha partecipato a Palermo a un incontro dedicato alla lotta contro le mafie.
Durante l’evento, moderato dalla giornalista Elisa Anzaldo e trasmesso in diretta da Rai, ci sono stati collegamenti dal Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” e dall’Aula Bunker dell’Ucciardone, insieme a momenti in diretta dall’Acerra, dove Papa Francesco era in visita nella “Terra dei Fuochi” in occasione dell’anniversario dell’enciclica “Laudato si”.
Tra i relatori, sono intervenuti il procuratore capo della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia, l’ex direttore dell’FBI Louis Freeh, Maria Falcone e Fiammetta Borsellino.
Nell’ambito dell’iniziativa, Piantedosi ha partecipato, in rappresentanza del Governo, all’inaugurazione della mostra “Il segno della Rinascita – Gli Uffizi e le opere recuperate dalla strage dei Georgofili” al Museo del Presente, insieme ai ministri Carlo Nordio (Giustizia), Alessandro Giuli (Cultura) e Andrea Abodi (Sport e Giovani).
La giornata di commemorazione si è conclusa presso la caserma Lungaro, dove il Ministro ha deposto una corona d’alloro alla lapide dedicata a tutti i caduti per mano della mafia, situata nell’atrio del Reparto scorte della questura, e ha scoperto la pergamena con il decreto di assegnazione della medaglia d’oro al valor civile a detto Reparto.
