Durante il primo intervento, gli ispettori hanno scoperto e sequestrato 165 quintali di falso olio extravergine di oliva, privo di tracciabilità e realizzato con scarti di lavorazione. Questa irregolarità rappresenta una seria violazione di uno dei principi fondamentali riguardanti la sicurezza e la trasparenza della filiera: la capacità di risalire con certezza all’origine, alla provenienza e al percorso commerciale del prodotto.
I controlli non si sono fermati qui. A pochi giorni di distanza, un secondo intervento ha portato al blocco di ulteriori circa 300 quintali di olio di provenienza estera, erroneamente etichettato come olio extravergine di oliva pronto per l’esportazione verso Paesi al di fuori dell’UE, grazie alla rapida collaborazione dell’ADM. In questo caso, è stata cruciale l’analisi effettuata dal Laboratorio ICQRF di Perugia. Gli accertamenti hanno rivelato che il prodotto non rispettava la categoria dichiarata: l’olio non ha superato la prova organolettica ed è stato classificato come olio vergine di oliva, non come extravergine. “Difendere l’olio extravergine di oliva – ha continuato il ministro – significa proteggere chi acquista, sostenere il lavoro dei produttori onesti e prevenire che pratiche scorrette compromettano il valore e la reputazione di una delle grandi eccellenze agroalimentari italiane.”
– Foto Ipa Agency –
