Olio di palma critico: la sostituzione non produce vantaggi

Olio di palma critico: la sostituzione non produce vantaggi

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“Negli ultimi dieci anni, l’olio di palma è stato oggetto di un intenso attacco mediatico che ha portato alla sua demonizzazione su diversi fronti. In Italia, si è enfatizzato in particolare l’aspetto della salute, dipingendo l’olio di palma come un grasso nocivo per il consumo. Tuttavia, le recenti evidenze scientifiche hanno rivelato fatti inconfutabili che smontano le argomentazioni usate per sminuirne la reputazione.” Queste parole sono di Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, durante un seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dall’Associazione italiana dell’industria olearia (Assitol) al Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza a Rimini.

L’incontro è stato organizzato per presentare il Position Paper “Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare”, recentemente approvato dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Uiops. Donegani sottolinea come “sostituire l’olio di palma con altri grassi per motivi nutrizionali non porti benefici. Anzi, le ricerche più recenti dimostrano che questo boicottaggio non ha neppure ridotto l’apporto di grassi saturi nella popolazione italiana. Nonostante l’uscita dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione di grassi saturi è aumentata”, afferma.

Di fronte agli allarmismi riguardanti l’olio di palma, Donegani consiglia al consumatore di esercitare un pensiero critico, ricordando che esistono fonti affidabili da consultare, come il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana e il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), che ha redatto le Linee guida per una sana alimentazione in Italia. “Documenti seri, basati su evidenze scientifiche e non su speculazioni, sono disponibili. Bastano una consultazione e la volontà di fidarsi delle fonti attendibili”, conclude.

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