La ricerca, fondata su un’analisi approfondita di fonti sia primarie che secondarie, delinea un quadro complesso che intreccia le condizioni economiche generali con le specifiche dinamiche del settore ricettivo. L’analisi mette in luce diverse tendenze strutturali, tra cui: la decelerazione della crescita economica globale, influenzata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’andamento dei prezzi dell’energia; il ritorno dell’inflazione in Italia, che impatta concretamente su famiglie e imprese. Attualmente, il differenziale tra la crescita salariale e quella inflazionistica è ancora negativo a -7,1 punti, evidenziando una perdita di potere d’acquisto non ancora recuperata rispetto ai livelli pre-2021.
Consumi in condizioni di debolezza e caratterizzati da cautela, con una significativa incidenza delle spese necessarie – affitti, bollette, trasporti e salute – che rappresentano il 70% delle spese familiari italiane, lasciando spazi limitati per acquisti discrezionali. Si osserva un cambiamento nel comportamento dei consumatori, orientato verso scelte più pragmatiche, con il risparmio che guida le decisioni del 42% della popolazione italiana.
In questo contesto, il settore turistico dimostra una buona resilienza, mostrano una crescita sostenuta principalmente dai flussi internazionali. Specificamente, nel 2025 l’Italia ha registrato 138,4 milioni di arrivi e 476,9 milioni di presenze complessive, confermandosi come il quarto paese europeo per arrivi e il secondo per presenze, con il 15% del totale presenze in Europa. La ricerca evidenzia anche un aumento delle presenze turistiche, in un contesto di arrivi domestici più contenuti: nel 2025, le presenze totali aumentano del +2,3% rispetto al 2024, sostenute dai turisti stranieri (+4,3%), mentre la crescita degli ospiti italiani è stagnante. La percentuale di turisti stranieri sul totale delle presenze raggiunge il 56%, evidenziando l’internazionalizzazione continua della domanda turistica italiana. Inoltre, il settore alberghiero continua a essere il canale ricettivo principale in Italia: con il 67,7% degli arrivi e il 60,4% delle presenze, gli hotel restano la porta d’accesso principale al turismo italiano.
Nel 2025, le presenze alberghiere aumentano del +1,4%, evidenziando una tendenza verso soggiorni prolungati – la durata media sale a 3,1 notti – che indica una domanda più matura e focalizzata sulla qualità dell’esperienza. I dati del primo trimestre 2026 mostrano un outlook promettente per il settore turistico nazionale, con una crescita della domanda del +4,2% in termini di arrivi e del +7,5% in termini di presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
Contemporaneamente, la componente internazionale continua a fungere da motore: +10,2% di arrivi e +12,3% di presenze internazionali solo nel primo trimestre. Sul fronte della spesa, nei primi tre mesi dell’anno, i turisti dal mondo hanno già speso 9,1 miliardi di euro, segnando un aumento del 5,4% su base annua. Mentre il settore extra-alberghiero continua a guidare la crescita, con arrivi a +13,1% e presenze a +14,7% nel primo trimestre, anche il settore alberghiero mostra segnali positivi: nonostante gli arrivi in calo, le presenze aumentano del +3,9%, con ospiti stranieri a +6,5%, segnalando soggiorni più lunghi, simbolo di una clientela sempre più attratta da un’esperienza di soggiorno ricca e prolungata.
“I dati che emergono dalla ricerca ci danno fiducia per il futuro della stagione, con prospettive positive per la domanda turistica nel nostro Paese. “Nonostante vari fattori di incertezza e la pressione economica presente in questo periodo, il viaggio continua a essere una delle forme di gratificazione personale più ricercate, seconda solo al tempo trascorso con amici e familiari, dimostrando come la propensione al turismo resti solida anche in un contesto di consumi generalmente prudenziali”, afferma Paola Piccioni, Senior Project Manager di Nomisma.
“L’internazionalizzazione della domanda e l’aumento della durata del soggiorno potrebbero rappresentare la nuova normalità per il settore ricettivo italiano. Per Xenia, che – sia come operatore che come gruppo alberghiero – si è concentrata in particolare su destinazioni Tier 2 e aree meno battute dalle rotte principali, questi dati offrono una lettura molto promettente e supportano la nostra visione. La collaborazione con Nomisma è fondamentale per noi, poiché ci consente di interpretare lo scenario con chiarezza e prendere decisioni industriali più consapevoli”, afferma Ercolino Ranieri, CEO di Xenia S.p.A. Società Benefit.
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