Nasce il Comitato Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica

Nasce il Comitato Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica

122 0

ROMA (ITALPRESS) – È stato istituito oggi il primo Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica, un tavolo permanente che unisce la Federazione Italiana delle Società Medico-Scientifiche (FISM), esperti clinico-scientifici, due illustri atenei come Sapienza Università di Roma e Università Cattolica del Sacro Cuore, numerosi leader di opinione e, come advisor principale, il professor Enrico Gherlone, nominato dal Ministro della Salute per l’odontoiatria.
Per la prima volta in Italia, un ampio gruppo di lavoro multidisciplinare integra istituzioni, università e società medico-scientifiche per un obiettivo comune: elevare la prevenzione delle malattie del cavo orale a una priorità nazionale di salute pubblica e sensibilizzare riguardo al legame tra igiene orale e salute generale.
Il progetto “In Bocca alla Salute”, realizzato con il sostegno non condizionante di Procter&Gamble, intende evidenziare come l’igiene orale e la salute orale siano tra le sfide più sottovalutate ma cruciali per la salute pubblica e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.
Data l’importanza della bocca come accesso al resto del corpo, i problemi gengivali possono aumentare il rischio di malattie gravi: l’accumulo di placca, infatti, favorisce la proliferazione di batteri orali, come il P. Gingivalis, che rilasciano tossine causando infiammazione e propagandosi nel corpo. La letteratura scientifica dimostra che chi soffre di malattie gengivali ha una probabilità più alta di sviluppare diabete, eventi cardiovascolari gravi come infarto o ictus, malattie cognitive come l’Alzheimer, artrite reumatoide e complicazioni in gravidanza. Queste connessioni sono influenzate da stili di vita e vari fattori, tra cui predisposizione genetica, stress, fumo, dieta non equilibrata, malattie sistemiche e cura dentale.
Negli anni a venire, il sistema sanitario italiano e i relativi costi subiranno forti pressioni a causa dell’invecchiamento della popolazione, della crescente longevità e dei costi legati alle malattie croniche e sistemiche. È quindi essenziale investire nella prevenzione delle malattie orali, considerando le risorse attualmente limitate in questo campo, mentre si prevede un progressivo invecchiamento della popolazione italiana.
Dall’indagine condotta a marzo 2025 dall’Osservatorio di igiene orale di Nomisma e Fondazione ReS su un campione di 1.400 consumatori, emerge che la salute orale degli italiani presenta sfide significative: l’85% ha problemi gengivali o dentali, ignorando il legame tra igiene orale e patologie sistemiche. In particolare, l’88% non è a conoscenza della correlazione tra igiene orale e malattie cognitive, il 74% tra igiene orale e diabete, il 58% con malattie respiratorie, e il 49% con malattie cardiovascolari.
È quindi indispensabile un cambio di mentalità, per spostare l’attenzione dall’igiene orale come mera questione estetica a un’idea più ampia e complessa di prevenzione, che diventi parte delle abitudini della popolazione italiana.
Non si tratta di un problema solo italiano: durante l’Assemblea delle Nazioni Unite del 25 settembre 2025, è emerso che le malattie orali rappresentano un rilevante problema sanitario ed economico, con impatti a lungo termine sulla vita delle persone, sottolineando la necessità di un impegno globale per ridurre l’incidenza delle malattie orali (che colpiscono circa 3,5 miliardi di persone nel mondo) attraverso promozione della salute, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.
Il tema, come evidenziato da Nomisma, inizia con una corretta informazione: solo il 63% di chi soffre di malattie sistemiche ha ricevuto informazioni sulla possibile correlazione con la salute orale, perlopiù fornite dai dentisti e solo occasionalmente (25%) dal medico di base o dallo specialista.
Esistono linee guida chiare del Ministero della Salute riguardo a una corretta igiene orale: lavarsi i denti almeno tre volte al giorno, preferibilmente con uno spazzolino elettrico, utilizzare dentifricio fluorato e filo interdentale quotidianamente, e sottoporsi a controlli specialistici regolari.
Tuttavia, la ricerca di Nomisma evidenzia un grande divario tra queste raccomandazioni e le abitudini reali: solo il 25% degli italiani utilizza uno spazzolino elettrico, solo il 27% utilizza il filo interdentale e ben il 40% ha disdetto controlli o cure odontoiatriche principalmente per motivi economici.
Queste evidenze non solo indicano una scarsa consapevolezza, ma offrono anche un’importante opportunità: promuovere l’igiene orale riducendo così l’incidenza delle patologie croniche e sistemiche, generando benefici diretti per la salute pubblica e migliorando la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Scenari prudenziali sviluppati da Nomisma e Fondazione ReS mostrano che, se l’incidenza delle patologie croniche e sistemiche legate alla scarsa igiene orale diminuissi anche di 1 caso su 1000, si avrebbero effetti significativi sia in termini di salute collettiva che di risorse disponibili: considerando una comorbilità di circa il 20% tra le patologie in questione, il risparmio annuo per il SSN sarebbe intorno ai 25,7 milioni di euro, venticinque volte il budget previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per le attività di sensibilizzazione sulla prevenzione.
È in questo contesto che si è creato, per la prima volta in Italia, il Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica, sotto l’egida di FISM, per portare avanti un progetto di sensibilizzazione collettiva sull’importanza di una corretta igiene orale con l’obiettivo più ampio di migliorare la salute sistemica degli italiani.
Il Comitato Scientifico si impegna concretamente a: fungere da interlocutore scientifico principale per l’implementazione di politiche sanitarie ed economiche volte a promuovere le buone pratiche di igiene orale domestica; collaborare con il Ministero della Salute per inclusione della prevenzione delle patologie orali in una strategia sanitaria complessiva; stimolare e collaborare all’aggiornamento e alla diffusione delle Linee Guida nazionali per la salute orale.
Il gruppo di lavoro include anche la FISM, il professor Enrico Gherlone, Major Advisor, e dieci società scientifiche specialistiche, nonché gli atenei nazionali come Università Cattolica del Sacro Cuore e Sapienza Università di Roma. Federazione Italiana delle Società Medico-Scientifiche (FISM), Professor Loreto Gesualdo, Presidente; Consiglio Superiore di Sanità, Professor Enrico Gherlone, Major Advisor; Università Cattolica del Sacro Cuore, professor Antonio Gasbarrini (Gastroenterologia); Sapienza Università di Roma, professor Andrea Pilloni (Parodontologia); Società di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Professoressa Maria Teresa Montagna; Associazione Igienisti Dentali Italiani (AIDI), Professoressa Maria Teresa Agneta; Società Italiana di Diabetologia (SID), Professor Livio Luzi; Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Professor Federico Nardi; Società Italiana di Cardiologia (SIC) – Professor Pasquale Perrone Filardi; Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Professor Francesco Romanelli; Società Italiana di Pediatria (SIP), Dottoressa Anna Maria Musolino; Sapienza Università di Roma, Reumatologia, Professor Fabrizio Conti; Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Professor Francesco Rastrelli; Professor Nicola Scichilone, AOU Policlinico “Paolo Giaccone” (Pneumologia); Professor Giuseppe Bruno, AUO Policlinico Umberto I (Neurologia).
“Dobbiamo intercettare, educare e accompagnare,” ha commentato Elena Murelli, capogruppo della 10a Commissione del Senato della Repubblica. “Il primo tavolo di lavoro del comitato tecnico scientifico è stato avviato, la salute inizia dalla bocca solo se istituzioni e scienza camminano insieme. È fondamentale quanto discusso questa mattina, perché devono esserci percorsi condivisi tra medici di base e specialisti. Prevenire è meglio che curare; tutti gli interventi di oggi hanno ribadito questo concetto. Le collaborazioni tra le diverse discipline e le due università uniscono un mondo desideroso di collaborare per la prevenzione.”
Per il Professor Gherlone, “la collaborazione tra scienza e istituzioni è cruciale. Creare un canale permanente e non episodico tra comunità scientifica e decisori pubblici consentirebbe di anticipare i trend emergenti, evitando ritardi nell’applicazione delle evidenze scientifiche. L’odontoiatria è stata a lungo vista come un ambito separato dal Sistema Sanitario Nazionale, ma è invece parte integrante della risposta nazionale alle malattie sistemiche. La salute inizia dalla bocca, ma progredirà solo se scienza e istituzioni riusciranno a trasformare le evidenze scientifiche in prevenzione, integrando il concetto secondo cui la prevenzione è un’infrastruttura della sanità pubblica. La prevenzione deve evolversi in linee guida nazionali concretamente applicate, con programmi diffusi sul territorio e percorsi multidisciplinari condivisi. Quando la comunicazione tra comunità scientifica e decisori pubblici non avviene, la scienza rimane una conoscenza e non si traduce in salute, rappresentando oggi la sfida cruciale per ridurre l’impatto economico e sociale delle malattie sistemiche.”

– foto ufficio stampa Bistoncini Partners –
(ITALPRESS).

Fonte notizia