“L’agricoltura italiana ha sicuramente riconquistato il suo posto di rilievo e il merito va agli imprenditori e ai lavoratori; il governo si è limitato a identificare meccanismi e strumenti più efficaci per sbloccare il potenziale che potrebbe rimanere inespresso, permettendo agli operatori di lavorare nelle migliori condizioni possibili”, sottolinea.
“Siamo in tempi molto incerti, ma quando si vive un periodo come questo ritengo che le poche certezze che abbiamo diventino ancora più preziose e l agricoltura è indubbiamente una di queste certezze. Il settore ha dimostrato una straordinaria resilienza e capacità di adattamento, grazie alla nostra tradizione, ma anche alla tenacia e all’orgoglio che voi esprimete. Stiamo affrontando tempi complessi, particolarmente difficili per chi produce, ma sappiate che anche chi governa non sta attraversando un periodo facile“, spiega.
“SENZA PAC E COESIONE NON C’È COMPETITIVITÀ”
“Esiste un aspetto cruciale, se vogliamo dirimente, che riguarda le politiche europee. L’Italia ha sempre fatto sentire la sua voce e supportato la categoria, abbiamo lottato affinché la Politica agricola comune tornasse a seguire gli obiettivi stabiliti dai Trattati. Essere riusciti a negoziare nell’ambito della futura Pac 10 miliardi in più rispetto alla proposta iniziale è un risultato che dimostra quanto consideriamo centrale questo settore. È difficile difendere la competitività europea senza proteggere la Pac e la Coesione. Senza agricoltura e senza unità tra i territori, non potremo avere competitività. Non condividiamo il tentativo di porre le due questioni in contrapposizione”, aggiunge Meloni.
GIANSANTI “L’UE CI PERMETTA DI RIVEDERE LE TARIFFE SUI FERTILIZZANTI”
“Sono propositivo nei confronti di un piano organico e spero che la presidente von der Leyen abbia il coraggio di presentarlo martedì, perché se ci presenteranno il solito intervento temporaneo, lasciando a ciascuno Stato membro la libertà di decidere cosa fare, sarà un enorme problema”. Lo ha evidenziato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a margine del convegno “L’agricoltura, il futuro” organizzato dall’associazione in Triennale a Milano. “Attualmente, in Europa la maggior parte dei fertilizzanti utilizzati proviene dalla Russia o dalla Bielorussia, quindi abbiamo richiesto di rivedere le tariffe su tutti i fertilizzanti – ha specificato – ma soprattutto di abolire questa nuova tassa sul carbonio che, a partire dal primo gennaio, avrà un impatto di un miliardo solo per noi agricoltori. Per il settore cerealicolo prevediamo già un incremento dei costi di 12 miliardi di euro, a cui si aggiunge un ulteriore miliardo a causa di questa tassazione”.
“In un periodo in cui numerose crisi stanno colpendo il settore agricolo, consideriamo che l’USDA”, l’agenzia federale americana responsabile delle politiche agricole, “certifica che quest’anno negli Stati Uniti si verificherà la peggiore crisi produttiva dal 1919, ovvero da oltre un secolo. Stiamo vivendo, a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, la peggiore crisi alimentare”. Situazione confermata “dai messaggi provenienti dalla FAO”.
– Foto ufficio stampa Confagricoltura –
(ITLAPRESS).
