Il report analizza i principali bisogni digitali degli italiani, basato su un sondaggio effettuato su oltre 7 mila persone, rappresentativo della popolazione italiana dai 6 anni in su. L’uso di Internet è diffuso tra gli italiani: il 90% naviga online quotidianamente, con quasi il 48% che trascorre più di 4 ore al giorno in rete. Nonostante ciò, più di un terzo della popolazione di almeno 14 anni non possiede competenze di alfabetizzazione algoritmica (sei su dieci tra gli anziani), e solo il 7% raggiunge un livello considerato ottimale. Due italiani su tre possiedono smart tv e laptop. L’80% continua ad accedere ai media durante i pasti, principalmente guardando la televisione. Tra i più giovani, l’uso dei social media e delle piattaforme di video sharing è diffuso, con circa la metà che accede a Internet per almeno quattro ore al giorno, specialmente per informarsi (adulti e anziani), comunicare con amici (soprattutto ragazzi tra 14 e 17 anni), e fruire di contenuti audiovisivi.
Il report mostra che le famiglie sono sempre più consapevoli riguardo all’accesso ai media da parte dei minori: 8 su 10 adottano qualche forma di regola, mentre il 13% impone un divieto totale, e il 4,8% concede totale libertà. Le strategie di mediazione parentale variano: le più comuni includono la definizione di limiti di tempo o fasce orarie per l’uso di Internet e TV (adottate da due genitori su dieci) e l’uso di strumenti di parental control. L’età e il livello di istruzione influenzano l’atteggiamento dei genitori: oltre i 45 anni e laureati tendono a utilizzare maggiormente strategie di monitoraggio e condivisione; i più giovani e meno istruiti preferiscono impostare restrizioni. Più del 80% degli italiani è genericamente preoccupato per i contenuti e le attività considerate a rischio, mentre i minorenni si mostrano meno preoccupati rispetto alla media nazionale. Tre minorenni su quattro hanno avuto esperienza con contenuti nella categoria dei negative user-generated content, come sfide sociali, cyberbullismo e revenge porn. Solo il 15% degli italiani esprime una forte preoccupazione riguardo ai contenuti audiovisivi privi di protezione da copyright.
Oltre l’80% dei cittadini compie azioni di contrasto quando si imbatte in contenuti o attività rischiose, e più della metà evita di accedere a canali o piattaforme in grado di ospitarli. Solo un terzo verifica la fonte di contenuti e notizie potenzialmente rischiose; la frequenza di segnalazioni e verifiche aumenta con il livello di istruzione. Quasi metà della popolazione non chiede suggerimenti per un utilizzo critico e consapevole dei mezzi di comunicazione. Il 41% della popolazione dai 14 anni in su ignora il ruolo degli algoritmi di raccomandazione utilizzati dalle principali piattaforme online, mentre il 64,6% mostra un livello nullo o scarso di alfabetizzazione algoritmica. Il 48% è consapevole della possibilità di personalizzare la propria esperienza sulle piattaforme online e, di questi, più dell’80% utilizza almeno uno strumento di curation editoriale e oltre il 60% un tool per la segnalazione di contenuti.
– foto IPA Agency –
