Longevità, Scienza e Stili di Vita

Longevità, Scienza e Stili di Vita

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06 settembre 2025 | 18.46

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Durante una parata militare a Pechino, in occasione del anniversario della vittoria cinese nella Seconda Guerra Mondiale, è emerso che Putin e Xi Jinping hanno discusso di immortalità, biotecnologie e trapianti d’organo. I leader delle superpotenze mostrano un crescente interesse per scoprire una formula che consenta di vivere fino a 120 anni e oltre. “C’è un notevole interesse economico, con grandi progetti e investitori focalizzati su trapianti e biotecnologie. Tuttavia, dall’altro lato, esiste una scienza che ha dimostrato di poter migliorare significativamente la qualità della vita. Anche se la sfida della longevità, di vivere oltre i 120 anni, è affascinante, ci sono urgenze sociali più rilevanti. Milioni di persone invecchiano, ma negli ultimi 20-30 anni della loro vita, devono affrontare molte malattie cronico-degenerative che potrebbero essere prevenute”, ha dichiarato all’Adnkronos Salute Filippo Ongaro, medico degli astronauti per oltre sette anni all’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e il primo italiano certificato in medicina anti-aging e medicina funzionale negli Stati Uniti.

Nel suo ultimo libro – ‘Il Mindset della longevità’ (Edito da Vallardi), in uscita il 9 settembre – Ongaro si concentra sugli aspetti mentali ed emotivi, partendo dal presupposto che ciò che le persone desiderano è “vivere meglio, non solo più a lungo”. Per raggiungere questo obiettivo, propone di mettere il ‘mindset’ al centro del percorso verso la longevità.

Riguardo all’obiettivo dei 120 anni, “è evidente: non esiste una pillola magica, ma occorre riflettere sul concetto di ‘mindset’, che rappresenta il sistema di credenze, atteggiamenti e prospettive che orientano ogni comportamento e reazione quotidiana di un individuo. Il ‘mindset’ è una parte fondamentale della nostra identità e influisce direttamente sulla nostra capacità di affrontare le difficoltà, gestire emozioni e relazioni”, sottolinea Ongaro.

Secondo i dati Istat, dal 2009 al 2024, 8.521 individui in Italia hanno superato i 105 anni, di cui oltre 7.500 donne. “Il tema dell’invecchiamento in salute è molto attuale e incide sulla sostenibilità dei sistemi sanitari”, ricorda Ongaro. “È necessario cambiare l’educazione delle persone, affinché si assumano maggiori responsabilità riguardo alla propria salute. Mentre la qualità dei servizi sanitari è importante, il mantenimento della salute dipende da noi stessi.”

La dieta mediterranea può rappresentare un ‘faro’ verso la longevità? “Ci sono vari modelli nutrizionali, tra cui la dieta mediterranea, ma è difficile seguirla correttamente nella frenesia quotidiana. Sappiamo cosa fare, ma non riusciamo a portarlo a termine; non si mangia male per ignoranza, ma spesso a causa di stress e fretta. Discutere se la dieta mediterranea sia valida è superfluo, poiché ci sono prove scientifiche solide a riguardo, ma il problema principale è che non viene più seguita. Anche se ci sono buone evidenze sulla dieta nordica, il fondamentale è evitare un’alimentazione sregolata e cibi ultra-processati.”

Il libro è strutturato in cinque parti: nella prima parte si invita a riflettere profondamente sulla longevità, oltre il sensazionalismo che spesso distoglie l’attenzione dalla necessità di cambiare prospettive. La seconda parte approfondisce il ruolo del mindset in relazione alla longevità, mentre la terza si concentra sul concetto di mindset collettivo, cioè ciò che deve mutare a livello sociale riguardo alla longevità. La quarta parte propone un approccio pratico per modificare il mindset e abbracciare una nuova visione della longevità. Infine, la quinta parte riassume un approccio olistico alla longevità, argomenti che Ongaro ha trattato in modo approfondito in altri suoi lavori, ma che qui risultano utili.

È possibile, a qualsiasi età, modificare il proprio stile di vita e recuperare un ‘mindset’ perduto? “Dal punto di vista neurobiologico, la ricerca conferma che il cervello è plastico e si adatta nel corso della vita. Certo, più a lungo si vive con abitudini sbagliate, più sarà arduo e brusco il ‘risveglio’. Tuttavia, è possibile cambiare a qualsiasi età”, risponde Ongaro.

In conclusione, il medico avverte di prestare attenzione ai messaggi provenienti dai social sui programmi di gestione della salute. “Dobbiamo essere cauti riguardo all’eccesso di medicalizzazione”, afferma Ongaro. “La consulenza di un medico è fondamentale per stabilire quali esami e screening sia necessario effettuare. Credo molto nella centralità del medico nel percorso verso la longevità, evitando il rischio di confusione e disorientamento che derivano dai social.”

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