Le orecchie rivelano l’età: le innovazioni estetiche e un segnale da non ignorare

Le orecchie rivelano l’età: le innovazioni estetiche e un segnale da non ignorare

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Lobi sottile, rughe davanti al trago e orecchini che “tirano giù” l’orecchio: questi particolari, spesso ignorati, sono tra i primi indicatori dell’età biologica del viso. Secondo gli esperti della Società Italiana di Medicina Estetica, l’orecchio rappresenta oggi una nuova frontiera della medicina estetica, non solo per motivi estetici, ma anche perché alcune pieghe del lobo potrebbero essere connesse a un aumento del rischio cardiovascolare. “È comune che le pazienti ci chiedano aiuto quando notano che gli orecchini pendono in modo poco grazioso – spiega Loredana Cavalieri, membro del consiglio della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME), durante la presentazione del 42° Congresso SIME che si terrà a Roma dal 15 al 17 maggio. – Questo è causato dall’allargamento del foro del lobo, legato a un’atrofia progressiva del grasso. Le correzioni non sono necessariamente chirurgiche; sono sufficienti inserimenti di acido ialuronico ‘morbido’, applicato in micro-infiltrazioni intorno e all’interno del lobo per rimpolparlo e dargli nuova consistenza. Così facendo, il foro si restringe e l’aspetto dell’orecchio migliora significativamente”.

Un altro piccolo segno di invecchiamento è rappresentato dalle antiestetiche rughe verticali che appaiono davanti al trago dell’orecchio. Questo inestetismo può essere corretto con gli stessi trattamenti a base di acido ialuronico, come indicano gli esperti. Inoltre, ci sono le rughe che attraversano il lobo auricolare. “Tuttavia, – avverte Cavalieri – mentre interveniamo per correggerle, dobbiamo tenere presente che alcune rughe, come quelle diagonali sul lobo (chiamate segno di Franck, dal nome del medico che le ha per prime descritte), sono associate a un aumento del rischio cardiovascolare. Pertanto, come medici estetici, è nostro dovere consigliare un check-up cardiologico a chi presenta queste caratteristiche”.

Si sospetta che questa particolare piega sia causata dalla perdita di fibre elastiche e dalla riduzione dell’afflusso sanguigno ai piccoli vasi del lobo, un fenomeno degenerativo che potrebbe riflettere, in modo analogo, l’invecchiamento e la sofferenza delle arterie coronarie, secondo quanto illustrato dalla SIME. Anche se non rappresenta una prova definitiva di malattia cardiaca, la presenza di questa piega (soprattutto se bilaterale) è considerata un fattore di rischio indipendente, specialmente nei soggetti al di sotto dei 60 anni. È consigliabile discuterne con il proprio medico o un cardiologo per una valutazione globale della salute cardiovascolare.

Anche nei pazienti sottoposti ai migliori trattamenti, l’orecchio rimane uno dei segni più evidenti (e trascurati) dell’età biologica. Col tempo, infatti, l’orecchio cambia: perde definizione, il lobo si assottiglia, la cartilagine perde elasticità e il profilo laterale invecchia. “Da qui emerge un nuovo approccio – spiega Paola Rosalba Russo, membro del Comitato Scientifico del Congresso SIME 2026 – Non puntiamo su un lifting chirurgico, ma su una neuromodulazione funzionale con tossina botulinica. L’obiettivo non è paralizzare, ma riequilibrare. Con microdosi mirate di tossina botulinica, agiamo sui vettori muscolari auricolari, restituendo armonia e naturalezza. È un piccolo intervento, ma con un grande impatto visivo. Non basta più ringiovanire il volto; è necessario armonizzare ogni aspetto che il paziente presenta. L’orecchio è un elemento fondamentale”, sottolinea l’esperta. “La vera medicina estetica non è quella più visibile, ma quella che si nota meno e si percepisce di più. Non deve trasformare, ma rispettare. Non deve semplicemente riempire, ma rigenerare. Non deve promettere perfezione, ma garantire sicurezza. Perché il futuro della medicina estetica non è l’eccesso, ma l’intelligenza”.

“Le orecchie fanno parte dell’unità estetica del viso – conclude Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – Quando ci proponiamo di correggere anche in modo lieve i segni dell’invecchiamento, dobbiamo considerare ogni dettaglio. Altrimenti, il risultato non sarà mai del tutto naturale. Non dobbiamo concentrarci solo su zigomi e labbra, ma anche sulle altre componenti del volto: qualità della pelle, macchie, tono dermico, e orecchie. Un trattamento globale ci permetterà di ottenere risultati molto più armoniosi e naturali”.

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