Le donne sono veramente più multitasking degli uomini? Lo studio che sfata il mito.

Le donne sono veramente più multitasking degli uomini? Lo studio che sfata il mito.

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Al mattino, lei fa colazione e risponde a e-mail mentre coordina gli impegni dei suoi figli. A pranzo, riesce a pagare le bollette in un attimo, tutto mentre mangia. Tiene d’occhio i registri scolastici e partecipa a riunioni. La sera, dopo aver preso i figli dai corsi pomeridiani e cenato, racconta una favola al più piccolo mentre prepara il pranzo per il giorno dopo e controlla le chat scolastiche, già pensando al programma del giorno successivo. Questa è la frenetica realtà delle donne, che si dividono tra diversi ruoli: madre, professionista, caregiver per gli anziani, cittadina attenta e partner. Grazie alle continue sovrapposizioni di impegni, un’immagine moderna le descrive come molto più ‘multitasking’ rispetto agli uomini. Ma è davvero così? Lei è realmente più abile di lui a gestire più attività contemporaneamente?

Recenti ricerche pubblicate sulla rivista ‘Psychological Research’ sfatano il mito di un dislivello tra uomini e donne nella capacità di gestire più compiti simultaneamente. Gli autori della ricerca mostrano che non ci sono differenze significative tra i due sessi, tranne per un aspetto: le donne, durante il multitasking, possono mantenere conversazioni, mentre gli uomini tendono a trascurare le interazioni più spesso.

Lo studio condotto da esperti britannici ha simulato situazioni di multitasking nella vita reale per valutare possibili differenze di genere. Nei vari compiti, gli uomini hanno ignorato oltre il doppio delle conversazioni rispetto alle donne, mostrando prestazioni similari negli altri aspetti. Il multitasking, ovvero la capacità di svolgere più attività contemporaneamente o di passare rapidamente da una all’altra, è ormai un aspetto centrale della vita moderna, presente in molteplici contesti, tra cui guida, lavoro, attività domestiche e tempo libero. Nonostante il luogo comune che favorisca le donne nel multitasking, la ricerca ha rivelato solo minime e incoerenti differenze di genere, mettendo in discussione l’esistenza di un reale divario.

Con il supporto della Bial Foundation, i ricercatori André e Diana Szameitat (rispettivamente della Brunel University di Londra e della City St George’s, University of London) hanno indagato sulle differenze di genere nel multitasking e sulle possibili origini di questo stereotipo. Nell’articolo intitolato ‘Gli uomini parlano meno delle donne durante il multitasking’, spiegano di aver sviluppato un complesso paradigma con 5 compiti per simulare situazioni quotidiane.

Nel primo test, 41 uomini e 37 donne hanno svolto cinque attività: seguire una ricetta, cercare un numero di telefono, associare numeri e lettere, monitorare le parole in una presentazione e rispondere a domande (ad esempio: “Preferiresti perdere tutti i tuoi soldi o tutte le foto che hai scattato, e perché?”) ogni 20 secondi. Per comprendere se le differenze di genere fossero percepibili, 160 osservatori hanno valutato le prestazioni di uomini e donne. Nei vari compiti, le prestazioni sono risultate simili, tranne nel compito di conversazione, che gli uomini hanno ignorato più del doppio delle volte. È importante notare che, quando hanno partecipato alle conversazioni, la qualità e la velocità delle risposte erano simili a quelle delle donne.

Una possibile spiegazione per la diversa abilità nel dialogo durante il multitasking è che le donne tendano a impegnarsi maggiormente nelle interazioni sociali. Tuttavia, gli autori avvertono che questa teoria non è stata direttamente testata nello studio e richiede cautela. I risultati si allineano con le teorie evoluzionistiche che suggeriscono una maggiore predisposizione conversazionale nelle donne. Lo studio ha anche analizzato come gli osservatori percepissero le prestazioni; gli uomini coinvolti in più attività sono stati giudicati come meno capaci e meno attenti rispetto alle donne.

In sintesi, lo studio dimostra che non ci sono differenze generali tra uomini e donne nel multitasking, ad eccezione della capacità conversazionale. Questa differenza influisce sulla percezione delle prestazioni altrui, contribuendo alla diffusione dell’idea della donna multitasking. “I nostri dati confermano l’assenza di differenze sostanziali nei compiti cognitivi visuo-manuali, eccezion fatta per la capacità di conversare mentre si svolgono più attività”, commenta André Szameitat. “Questa è un’abilità fondamentale nella vita quotidiana e potrebbe spiegare la persistenza dello stereotipo secondo cui le donne sono più abili rispetto agli uomini nel multitasking”.

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