La 'strada' verso la farina CO2 free di Agugiaro & Figna

La ‘strada’ verso la farina CO2 free di Agugiaro & Figna

197 0

Un bosco di 18.000 alberi su 13 ettari, piantato accanto a un mulino. Un’industria della farina di grano tenero che utilizza solo energia rinnovabile. Stop alla plastica in azienda. Queste sono alcune delle numerose iniziative “piccole”, come le definisce il presidente Giorgio Agugiaro, attuate da uno dei leader nella produzione di farina di grano tenero, Agugiaro & Figna Molini, per promuovere la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente. “Se ognuno contribuisce con il proprio piccolo sforzo, si possono ottenere risultati significativi. È fondamentale agire quotidianamente e non solo parlare”, spiega Agugiaro in un’intervista a Adnkronos/Labitalia al Bufala Fest di Napoli, di cui l’azienda è stato main sponsor.

La quotidianità di Agugiaro & Figna è un mix di tradizione e innovazione. “L’azienda – racconta Agugiaro – è nata il primo maggio 2003 dalla fusione di due storiche molifcerie: la Molini Agugiaro di Padova e la Molini Figna di Collecchio, in provincia di Parma. Trasformiamo una materia prima agricola a basso valore aggiunto, e per crescere nel contesto della nuova economia globale ci siamo uniti. Ora maciniamo 300.000 tonnellate di grano tenero all’anno e abbiamo 180 dipendenti in tre stabilimenti, uno in Veneto, uno in Emilia e uno in Umbria. Negli anni con i prezzi del grano in aumento, abbiamo raggiunto un fatturato di 170 milioni, stabilizzandoci ora intorno ai 150 milioni”, sottolinea.

L’azienda mantiene un forte legame con il territorio e la cultura alimentare, mentre guarda anche all’export. “Tra il 25 e il 30% della nostra produzione – spiega – viene esportata in 60 paesi, generando oltre 30 milioni di euro di fatturato estero”, afferma.

Per Agugiaro, il business non può oscurare l’impegno verso la sostenibilità. “Abbiamo iniziato a riflettere sulla sostenibilità quando abbiamo compreso l’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura. Due anni fa il Canada ha perso il 30-35% del raccolto per siccità, mentre la Francia ha subito perdite simili per piogge eccessive”, racconta. “Lavoro in questo settore da oltre 50 anni e non ho mai visto eventi così estremi”.

Questi eventi sempre più frequenti colpiscono l’agricoltura e hanno spinto Agugiaro & Figna a ridurre l’impatto ambientale. “Non possiamo fermare il cambiamento climatico, ma se tutti facessero la propria parte, potremmo almeno rallentarlo. Dal 2019 utilizziamo esclusivamente energia rinnovabile. Abbiamo anche un contratto con Edison per assorbire tutta l’energia generata da un nuovo impianto in costruzione in provincia di Pordenone”, spiega.

Oltre all’energia rinnovabile, Agugiaro & Figna ha lanciato il “Bosco del Molino” a Collecchio, piantando 18.000 alberi su 13 ettari. “Questo bosco, insieme all’uso di energia rinnovabile, ci porterà a essere praticamente Co2 free entro il 2030. Anche se ciò comporta costi, i consumatori non sono ancora disposti a pagare un prezzo maggiore per questo impegno”, aggiunge Agugiaro.

Le azioni per la sostenibilità non si limitano solo all’energia rinnovabile. “Abbiamo aggiornato i macchinari per ridurre i consumi energetici e stiamo eliminando la plastica dalle nostre confezioni, prediligendo materiali biodegradabili”, afferma.

In azienda, piccole azioni contribuiscono alla sostenibilità. “Non offriamo più bottiglie di plastica, ma acqua prodotta internamente e utilizziamo caraffe. I bicchieri sono biodegradabili invece di essere in plastica. So che è solo un piccolo passo, ma se tutti agissero in questo modo, ci sarebbe un cambiamento”.

Secondo Agugiaro, la chiave per una vera sostenibilità è la quotidianità. “Dovremmo tutti impegnarci, dalle persone alle istituzioni. Ho la consapevolezza di aver fatto la mia parte”, conclude.

Fonte notizia

Related Post