La Sicilia raggiunge oltre 22,5 milioni di turisti nel 2025, con un incremento del 5,5% di visitatori stranieri.

La Sicilia raggiunge oltre 22,5 milioni di turisti nel 2025, con un incremento del 5,5% di visitatori stranieri.

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L’incontro è stato introdotto dagli interventi di Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, e Nico Torrisi, Presidente Federalberghi Sicilia e Presidente Advisory Board UniCredit Sicilia. Dopo la presentazione dello studio da parte di Andrea Dossena, Associate Partner di Prometeia, si è svolta una tavola rotonda sul futuro del turismo in Sicilia, affrontando nuovi trend e sinergie con settori d’eccellenza. Tra i partecipanti, Rosa Di Stefano, Presidente Federalberghi Palermo, Luciano Pennisi, Vice Presidente de La Sicilia di Ulisse, Marcello Mangia, Presidente & Head of Hospitality Mangia’s, Francesca Planeta, Presidente di Planeta Estate, Giovanni Ruggieri, Professore di Economia del turismo all’Università degli Studi di Palermo e Presidente di OTIE.

“UniCredit ribadisce il proprio impegno a sostegno del turismo siciliano, un settore fondamentale per lo sviluppo economico dell’isola. Grazie a soluzioni finanziarie dedicate, consulenze specializzate e una rete capillare sul territorio, supportiamo le imprese in un percorso di crescita, innovazione e qualità dell’offerta. Con oltre 2,9 miliardi di nuovi finanziamenti erogati in Sicilia negli ultimi due anni, di cui 1,5 alle imprese, continuiamo a investire per valorizzare le eccellenze locali e aumentarne l’attrattiva sui mercati nazionali e internazionali”, ha enfatizzato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit.

Lo Studio di Prometeia offre una panoramica (anche se incompleta) sull’andamento dei flussi turistici nel 2025, confermando i risultati già emersi nel 2024. Si segnalano cambiamenti significativi nella composizione e tipologia dei turisti, necessitando di interpretazioni per garantire un importante contributo allo sviluppo economico siciliano, specialmente ora che si avvicina la scadenza dei finanziamenti PNRR, i quali hanno sostenuto la crescita economica negli ultimi anni.

Secondo i dati preliminari della Regione Siciliana, nel 2025 le presenze sull’isola hanno superato i 22,5 milioni (stabili rispetto al 2024), ma con andamenti opposti tra i turisti: quelli italiani sono scesi sotto i 10 milioni (-6,3% rispetto all’anno precedente), mentre quelli stranieri sono saliti a quasi 13 milioni (+5,5%).

Un risultato al di sotto della media italiana, dove la componente domestica ha mantenuto i valori del 2024, e quella straniera è cresciuta del 4,3%. Questo è anche evidenziato dagli arrivi negli aeroporti dell’isola, che hanno mostrato un modesto incremento a 23 milioni di passeggeri nel 2025, ma con un calo dell’1,7% degli italiani (a fronte di una stabilità nazionale e di una crescita in Puglia e Sardegna) e un incremento degli stranieri (+5,1% a 8,3 milioni), un dato comunque inferiore sia a quello nazionale (+7,6%) sia a quello delle altre due regioni (che superano il +13% in entrambe).

Anche la variazione della durata media dei soggiorni, sebbene con fluttuazioni limitate annualmente, è stata lievemente negativa per la Sicilia, a causa dei turisti italiani (scesi sotto le 3 notti), mentre è risultata positiva per la media italiana (in entrambe le componenti), dove anche la durata media è più elevata (3,4 notti contro le 3,1 dell’isola).

Risultati che non diminuiscono l’importanza del settore, rappresentando il 4,2% dell’economia siciliana e il 4,8% della filiera turistica a livello nazionale, grazie al coinvolgimento di molteplici settori: trasporti, shopping, industria alimentare e offerta culturale, naturalistica e ricreativa. Settori che hanno sperimentato una crescita sostenuta dal 2019 al 2025, superiore a quella nazionale, nonostante la scarsa presenza di grandi imprese e un numero limitato di aziende di medie dimensioni.

I limiti dimensionale hanno però influito sulla profittabilità delle imprese, specialmente nell’ultimo biennio e nei settori chiave: accoglienza e ristorazione. Tali limitazioni si evidenziano anche nel grado di patrimonializzazione delle aziende, in Sicilia inferiore alla media nazionale e a quella di Puglia e Sardegna.

La frammentazione dell’offerta è diffusa in tutti i settori, da quello sportivo e ricreativo alla gestione dei beni culturali e naturalistici, fino alle strutture per la nautica da diporto: la Sicilia detiene il maggior numero di approdi, ma con il terzo posto nel numero di posti barca, risultando penultima per la dimensione media degli approdi, specialmente nelle marine.

Un turismo sempre più internazionale e, nella componente italiana, rivolto a una clientela con capacità di spesa medio-alta (purtroppo l’Italia è, tra i paesi del Mediterraneo, quello con la percentuale più alta di popolazione che non partecipa al fenomeno del turismo), richiede quindi di rivitalizzare il segmento dell’accoglienza di lusso, che ha invece registrato un calo in Sicilia negli ultimi cinque anni, contrariamente alla media nazionale e a Puglia e Sardegna.

Investimenti e attrazione di capitali sembrano vie imprescindibili per riprendere il trend di crescita del settore osservato nel biennio 2022-’23, ampliando la qualità e la tipologia dell’offerta turistica (le strutture non alberghiere sono spesso associate a permanenze più lunghe) e consentendo di valorizzare le numerose ricchezze che rendono la Sicilia un polo turistico naturale, ancora in grado di sfruttare appieno il suo vasto patrimonio culturale, artistico, naturalistico e enogastronomico. Un patrimonio che è però ben noto a molti turisti stranieri, che, grazie anche a produzioni cinematografiche di grande rilievo, manifestano online un forte interesse verso l’isola.

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