Kamel Ghribi: "San Donato Explores IPO or Partnership Options"

Kamel Ghribi: “San Donato Explores IPO or Partnership Options”

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ROMA (ITALPRESS) – “In futuro, nel medio-lungo termine, il gruppo San Donato considererà l’Ipo a Piazza Affari o la ricerca di un partner azionario”, ha dichiarato Kamel Ghribi, imprenditore di origine tunisina naturalizzato svizzero, attivo in Europa, Medio Oriente e Africa, in un’intervista con il “Sole 24 Ore”. Ghribi è vicepresidente del Gruppo San Donato, oltre a essere presidente di GKSD Investment Holding e consulente della famiglia Rotelli, azionista del gruppo.
Circa l’evoluzione del fatturato del gruppo San Donato, considerando il contesto macroeconomico e le dinamiche del settore sanitario, Ghribi ha affermato: “Dal 2022 in poi, la traiettoria di crescita è chiara: l’Ebitda passerà da 155 milioni a oltre 380 milioni nel 2025, su un debito totale di 1,5 miliardi, rifinanziato di recente. I ricavi, che nel 2022 ammontavano a 1,88 miliardi, supereranno i 2,7 miliardi nel 2025. Di questi, l’Italia ha generato 2,19 miliardi di fatturato, mentre la Polonia, dove è stato acquisito nel 2024 il gruppo Scanmed, ha raggiunto 530 milioni. Per quanto riguarda l’Ebitda, su un totale di 380 milioni, circa 282 milioni provengono dall’Italia e 98 milioni dalla Polonia”. L’ambizione per il 2026 è di un fatturato di 2,9 miliardi, con dividendi previsti ai soci nei prossimi anni. Questi numeri confermano che “siamo in linea con le aspettative del business plan presentato al mercato. Il gruppo ha rafforzato il proprio posizionamento, realizzando un salto di scala sia quantitativo che strategico. La vera accelerazione è arrivata quando abbiamo smesso di vedere il gruppo San Donato solo come un gruppo italiano e abbiamo iniziato a concepirlo come un modello esportabile”.
Nel 2025, il Gruppo San Donato ha completato un’importante operazione di rifinanziamento. Quali sono stati gli obiettivi strategici? “L’operazione di circa 1,5 miliardi di euro, realizzata nell’ottobre 2025, aveva come scopi il rifinanziamento del debito esistente e il supporto a operazioni di ricapitalizzazione, sostenute da un solido portafoglio immobiliare valutato oltre 2 miliardi di euro e dall’alto profilo creditizio del business. Parte delle risorse raccolte è stata destinata al rimborso di passività pregresse, mentre un’altra parte è stata riservata a supporto di investimenti organici e allo sviluppo delle infrastrutture sanitarie. L’operazione ha aumentato la flessibilità finanziaria, creando le condizioni per cogliere opportunità di crescita, anche attraverso acquisizioni. In termini strategici, la direzione è di sostenere e consolidare la leadership del gruppo, sia a livello nazionale che internazionale, potenziando le strutture esistenti in Italia e valutando eventuali opportunità emergenti. A livello internazionale, l’espansione sarà limitata alle operazioni di puro capitale leggero. Per quanto riguarda la riduzione della leva finanziaria, non escludiamo la possibilità di realizzare operazioni che possano generare un robusto derisking del debito”.
“La vera accelerazione è arrivata quando abbiamo smesso di concepirci solo come un gruppo italiano e abbiamo iniziato a pensarlo come un modello esportabile”, ha dichiarato Ghribi in un’intervista a “Milano Finanza”. Dal 2022, seguendo questa spinta verso l’estero, i ricavi della società, con sede a Milano e il San Raffaele, sono cresciuti da 1,8 miliardi a 2,7 miliardi nel 2025, come evidenziato lo stesso Paolo Rotelli. Anche l’Ebitda ha praticamente raddoppiato, superando i 350 milioni. Dopo le acquisizioni in Polonia dal 2023, come l’American Heart of Poland e i centri Scanmed, è seguita l’espansione in Iraq, Egitto, Arabia Saudita, Albania, Libia e Siria. In Iraq, ad esempio, Ghribi ha ottenuto dal governo locale la gestione di due ospedali a Najaf e Bassora, e sta costruendo un altro ospedale a Baghdad. A partire dal prossimo anno, San Donato gestirà in Egitto anche il nuovo ospedale Heliopolis al Kamel Ghribi Cairo, mentre in Libia, lo scorso gennaio, Ghribi ha firmato un accordo da 2 miliardi per interventi negli ospedali e per la costruzione di un impianto per trasformare i rifiuti in energia. Oggi, oltre agli investimenti con la famiglia Rotelli, Ghribi gestisce da Lugano una rete di aziende che spaziano dal settore immobiliare alla comunicazione, passando per import-export e consulenze, tutte unite sotto la capogruppo GK Investment Holding. Un patrimonio che, sommando il capitale sociale e gli attivi delle partecipazioni, raggiunge diverse decine di milioni. I tre principali pilastri di Ghribi sono legati da una considerazione: “Viviamo in un mondo in cui le grandi sfide non possono essere affrontate solo dagli Stati. Le imprese hanno un ruolo, una responsabilità e, quando sono sufficientemente solide, anche una capacità di azione che completa quella istituzionale”.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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