Italian Orthoptists: "Visual Prevention Concerns Everyone—Protecting Your Vision Means Safeguarding Much More Than Just Your Eyes"

Italian Orthoptists: “Visual Prevention Concerns Everyone—Protecting Your Vision Means Safeguarding Much More Than Just Your Eyes”

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Essere “in salute visiva” implica non solo “vedere bene” o avere un punteggio di “10/10”. Avere una buona visione influisce significativamente sulla qualità della vita delle persone. È qui che il ruolo dell’Ortottista diventa cruciale, un professionista sanitario dedicato all’educazione della salute visiva. “L’Ortottista si occupa della prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi visivi che ostacolano la binocularità, accompagnando le persone nei momenti in cui la vista influisce sulla loro autonomia e benessere”, chiarisce Intruglio. “È fondamentale far comprendere ai cittadini e alle istituzioni che la salute visiva non è solo una questione specialistica, ma un argomento sociale, educativo e di salute pubblica”.

L’Ortottista è coinvolto nella diagnosi e nella riabilitazione di condizioni come strabismo, ambliopia, disturbi della convergenza, affaticamento visivo e problemi di motilità oculare. La sua assistenza è continua, dai controlli pediatrici fino ai percorsi riabilitativi per le persone in situazioni di fragilità e per gli anziani. L’età evolutiva risulta essere uno dei fronti più critici.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, il 22,1% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi trascorre molto tempo davanti ai monitor di TV, computer, tablet o telefoni. Questo fenomeno varia in diverse regioni, dal 13,6% in provincia di Trento al 30,3% in Sicilia e Puglia.

La maggioranza dei bambini coinvolti passa meno di un’ora al giorno davanti a uno schermo, ma ci sono percentuali che vanno dall’1,9% del Veneto al 9,1% della Calabria. Le conseguenze più comuni di questi comportamenti includono difficoltà di messa a fuoco, affaticamento oculare, mal di testa, disturbi della convergenza e calo dell’attenzione. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia che i bambini sotto i 2 anni non trascorrano tempo davanti agli schermi e che quelli tra i 2 e i 4 anni non vi passino più di un’ora al giorno.

“La prevenzione è essenziale”, aggiunge Intruglio. “Identificare precocemente un problema visivo è fondamentale per evitare conseguenze che potrebbero influenzare l’apprendimento, la socializzazione, l’autonomia e la sicurezza delle persone”.

È importante notare che la scarsa visione colpisce anche la popolazione anziana: difetti visivi non corretti possono aumentare il rischio di cadute, fragilità e declino cognitivo. Infatti, il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 mette in evidenza i disturbi visivi legati alla demenza e la necessità di potenziare l’educazione sanitaria e la prevenzione.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che circa il 30% delle persone over 65 subisce almeno una caduta all’anno, percentuale che sale al 50% dopo gli 80 anni. “Le cadute – avverte Intruglio – sono la principale causa di accesso in ospedale per gli anziani e rappresentano un costo enorme per la sanità e la società”.

Secondo gli Ortottisti, una parte di queste cadute è attribuibile a difficoltà visive, come una ridotta percezione della profondità, scarsa visibilità in condizioni di scarsa luce e difficoltà nel riconoscere ostacoli. La cattiva visione impatta negativamente su attività quotidiane come la lettura, la deambulazione e i movimenti in vari ambienti.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ortottica, gli Ortottisti italiani sottolineano l’importanza di non aspettare che un problema visivo diventi evidente e invitano tutti a prendersi cura della propria vista tramite controlli periodici.

Proteggere la vista – affermano dalla Commissione di Albo Nazionale significa difendere molto più degli occhi”. È un appello rivolto in particolare ai bambini e agli anziani: “Perché una visione compromessa non significa solo vedere peggio: implica studiare con maggiore difficoltà, lavorare con meno efficienza, muoversi con minor sicurezza e, nel lungo termine, perdere autonomia”.

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