“Quest’anno potrebbero essere superati i 224 milioni, con un incremento di oltre 9 milioni di pernottamenti rispetto ai livelli pre-Covid”, afferma la CNA. Anche il fatturato mostra un incremento notevole: dai circa 25,8 miliardi dell’estate 2019 agli oltre 27 miliardi previsti per quest’anno. Questo risultato è “ancora più significativo” tenendo presente che nel 2020, durante l’emergenza sanitaria, le presenze estive erano scese sotto i 140 milioni. “In sei anni, il turismo italiano ha così recuperato oltre 80 milioni di pernottamenti, tornando ai massimi storici”.
La CNA evidenzia vari fattori a sostegno della crescita: la domanda internazionale verso l’Italia è in continua crescita, stimolata dall’elevato interesse dei visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e dai mercati asiatici in forte ripresa. Si aggiungono a ciò “il favorevole posizionamento dell’Italia nel turismo culturale ed esperienziale, la crescita del turismo enogastronomico, l’attrattiva del Giubileo e l’allungamento della stagione turistica, con settembre che negli ultimi anni ha registrato aumenti superiori rispetto ai mesi tradizionalmente più forti”.
Le mete più ambite rimangono la Costiera Amalfitana, il Salento, la Sardegna, la Sicilia, la Riviera Romagnola, il Lago di Garda e le Dolomiti. Tra le città d’arte, Roma, Firenze, Venezia, Napoli e Milano continuano a essere in cima; mentre cresce il successo delle destinazioni minori che valorizzano le identità locali, i prodotti tipici e l’artigianato. “Il turismo non è solamente un settore economico, ma una vera e propria politica industriale diffusa. Dietro ogni visitatore ci sono alberghi, ristoranti, bar, taxi, noleggiatori, guide, attività commerciali, imprese artigianali e servizi alla persona. Quando il turismo cresce, cresce una parte fondamentale dell’economia reale italiana”.
Secondo CNA Turismo e Commercio, “il valore aggiunto del turismo trascende le strutture ricettive”. Una consistente parte della spesa dei visitatori stimola il commercio locale, l’artigianato artistico e tradizionale, la ristorazione, la mobilità, la manutenzione delle infrastrutture e vari servizi locali. L’Italia continua a essere una delle mete più ambite a livello globale, ma per trasformare tale domanda in crescita duratura sono necessarie infrastrutture efficienti, collegamenti adeguati, servizi pubblici all’altezza e politiche capaci di sostenere gli investimenti delle piccole imprese che sono la spina dorsale dell’offerta turistica nazionale. Per CNA Turismo e Commercio, “il turismo è oggi una delle poche grandi filiere in grado di generare contemporaneamente occupazione, sviluppo territoriale e attrazione di risorse dall’estero, valorizzando l’autentico Made in Italy”.
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