Quest’opera supera le barriere temporali e delle diverse amministrazioni, riunendo in un importante tributo tutti coloro che custodiscono e proteggono la Natura. Si tratta di un omaggio a una storia caratterizzata da impegno, competenza e un profondo legame con il territorio, continuato oggi dal lavoro dei Carabinieri forestali, dopo l’integrazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri nel 2017.
Il monumento, costruito in pietra calcarea delle murge, narra la storia di un patrimonio di valori condivisi da generazioni di forestali attraverso alcuni elementi in rilievo: il berretto “Pasubio”, simbolo di coloro che indossano con orgoglio l’uniforme a servizio della Natura; il martello forestale, rappresentante della responsabilità, capacità di discernimento e gestione sostenibile delle foreste; e il cavalletto dendrometrico, che evidenzia il rigore e la precisione con cui l’uomo si relaziona con il patrimonio arboreo, dedicandosi alla sua tutela e valorizzazione.
Tra gli altri simboli emergono anche quelli che richiamano il mondo animale e vegetale. Questi elementi dipingono l’immagine di una professione basata su conoscenza, responsabilità e presenza costante nella comunità. Il monumento diventa il simbolo di un’Italia che si prende cura del proprio territorio, dalle cime alpine fino al cuore del Mediterraneo, riconoscendo il patrimonio naturale come un bene comune da salvaguardare. La creazione è opera dello scultore Giovanni Martellini, ex operaio forestale con esperienza nel Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca (TA).
“Il prezioso patrimonio del storico Corpo Forestale dello Stato, oggi con l’Arma dei Carabinieri, dà continuità senza rinunciare a quanto già costruito, esaltando le competenze specifiche affinché nessuno si senta estraneo in una divisa che rappresenta tutti – ha dichiarato Lollobrigida -. Il monumento inaugurato oggi, alla presenza del Comandante Generale e di molti membri dell’Arma e del CUFAA, non si rivolge al passato con nostalgia, ma celebra l’importanza futura di tutti coloro che difendono e curano l’ambiente, la nostra alimentazione e la nostra sicurezza”.
Il Comandante Luongo, nel ringraziare il Ministro per la fiducia e la costante vicinanza, ha sottolineato il valore della continuità tra la storia del Corpo forestale e l’impegno attuale dell’Arma: “Oggi commemoriamo 204 anni dalle Regie Patenti del 1822, quando Re Carlo Felice istituì la prima Amministrazione forestale. Tale patrimonio di competenze oggi vive nei Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, continuando con la medesima vocazione. Il recupero del giardino è frutto di una collaborazione con il Ministero: insieme abbiamo piantato circa 400 piante autoctone e creato opere di ingegneria naturalistica in legno e pietra”.
Terminati gli interventi ufficiali e lo svelamento del monumento, la cerimonia si è chiusa con un concerto della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri, che ha eseguito, tra gli altri pezzi, la “Canzone del Forestale”, marcia di ordinanza del Corpo forestale dello Stato fin dagli anni ’50.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione e riconoscimento, ma anche un’opportunità per riaffermare l’attualità dei valori che hanno contraddistinto la storia forestale italiana e che continuano a ispirare l’operato dei Carabinieri forestali. Un patrimonio di conoscenze, impegno e senso del dovere che si tramanda attraverso le generazioni e le istituzioni, nella responsabilità condivisa di proteggere la Natura, difendere l’ambiente e le risorse agroalimentari, custodendo un bene che appartiene a tutti noi.
– foto ufficio stampa Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri –
