Nel 2025, il settore delle cucine dimostra una solida stabilità e, dopo anni di crescita sostenuta, supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). A livello nazionale, la crescita è guidata dal mercato italiano, che supera i 2 miliardi di euro (+5%). Tuttavia, dopo un triennio di dinamismo, le esportazioni mostrano una flessione del 5%, contattando un valore prossimo al miliardo di euro. Questo è influenzato da un contesto internazionale più complesso, con un rallentamento nei principali mercati esteri come Francia (-5,1%) e Stati Uniti (-11,8%), i quali, però, continuano a essere i principali mercati di riferimento, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo.
“Il calo delle esportazioni è soprattutto legato alla frenata dello sviluppo immobiliare a livello internazionale – commenta Edi Snaidero, consigliere del gruppo Cucine di Assarredo di FederlegnoArredo. Allo stesso tempo, il mercato domestico mostra segnali di vitalità, confermando l’importanza centrale della cucina nella casa moderna, sempre più integrata con gli spazi living e concepita come un ambiente multifunzionale. Nonostante la complessità del contesto, alcuni mercati emergenti stanno registrando una crescita positiva, compensando parzialmente le flessioni in altre aree.”
In particolare, aggiunge, “il mercato spagnolo ha vissuto una solida ripresa (+10,6%), sostenuta da un buon andamento economico e da un contesto politico stabile, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato una crescita straordinaria, con un incremento del 39,8% nel 2025, diventando il sesto mercato di esportazione per le cucine italiane”. Il settore sta guardando con crescente interesse a nuove aree di sviluppo come India e Sud America.
Le Marche si confermano un pilastro del settore, con un saldo commerciale di 660 milioni di euro, oltre 1.800 imprese e 18.700 addetti, di cui il 74% lavorano nella produzione di mobili. L’area si distingue per la sua produzione di eccellenza, che rappresenta il 26% del fatturato nazionale (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). La regione ha raggiunto un fatturato di circa 3,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto sia per fatturato che per valore esportato nella filiera Legno-Arredo, con poco più di 894 milioni di euro (-0,7% rispetto al 2024).
Nonostante le sfide globali, le Marche si mantengono in una posizione di rilievo nelle esportazioni di mobili, che valgono 603 milioni di euro (-2,2% sul 2024) e coprono il 67% delle esportazioni della filiera legno-arredo. Nel 2022, gli Stati Uniti avevano superato la Francia diventando la prima destinazione delle esportazioni di mobili marchigiani; nel 2025, nonostante un calo dell’11%, si confermano ancora il primo mercato, con un valore esportato pari a 109 milioni di euro. La Francia è stabile (-0,4%) al secondo posto, con 96 milioni di euro. Positive anche le esportazioni verso Regno Unito (+10,2% per 44 milioni), Germania (+10,9% per 41 milioni), Spagna (+19,8% per 30 milioni) e Emirati Arabi Uniti (+12,6% per 16 milioni di euro, settimo mercato).
Nel campo della produzione di mobili, Pesaro Urbino emerge come la provincia più significativa delle Marche, con 561 aziende che impiegano 8.936 addetti e un fatturato di circa 1,8 miliardi di euro. È anche la provincia che esporta il maggior numero di mobili (310 milioni di euro), nonostante una flessione di -7,5% sul 2024. Seguono Ancona (178 milioni di euro), Macerata (85 milioni), Ascoli Piceno (22 milioni) e Fermo, tutte con risultati positivi. Sebbene vi sia stato un calo (-19,1% rispetto al 2024), i mobili pesaresi vengono principalmente esportati negli Stati Uniti, con un valore di 61 milioni di euro nel 2025.
Sul fronte dell’offerta, continua l’evoluzione del prodotto sia in termini tecnologici che progettuali. “C’è grande attesa per il Salone del Mobile.Milano e EuroCucina / Ftk – Technology For the Kitchen, con 106 brand provenienti da 17 paesi: cresce l’integrazione tra arredo ed elettrodomestici, mentre il design risponde a nuove esigenze abitative puntando su flessibilità, personalizzazione e continuità tra gli ambienti. La domotica integrata permette di gestire illuminazione, clima, suono e persino profumazioni, creando spazi personalizzati e dinamici. La cucina diventa quindi un ambiente intelligente, capace di apprendere dalle abitudini di chi la vive e di adattarsi e anticiparne le esigenze” conclude Snaidero.
“Allo stesso tempo, mantiene la sua essenza più autentica: l’Unesco ha recentemente inserito il cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, riconoscendo il ruolo fondamentale della cucina come spazio di tradizione, espressione e condivisione. Le aziende italiane raccolgono questa eredità investendo in ricerca e progettazione consapevole, creando cucine che riflettono l’identità locale ma comunicano anche attraverso un linguaggio innovativo e internazionale”, conclude.
