“La medicina difensiva, che comporta una spesa annuale di circa 11 miliardi e che allunga i tempi di attesa, costringe i medici a prescrivere esami costosi, spesso superflui e invasivi, gravando sui bilanci delle ASL e ritardando le cure per i pazienti che ne hanno realmente bisogno, i quali temono di proporre possibili richieste di risarcimento ai medici”,
“Limitare, come stiamo facendo, la responsabilità penale per i professionisti della sanità non significa affatto garantire loro impunità. Al contrario, significa mettere i medici nelle condizioni di lavorare con maggiore tranquillità, concentrandosi senza dispersione di energie sui pazienti che richiedono diagnosi e trattamenti urgenti ed efficaci. Con questa riforma, intendiamo valorizzare le professioni sanitarie e rispondere in modo adeguato ai nuovi bisogni di salute della popolazione”.
“Questo è, infatti, un impegno assunto e mantenuto per evitare ulteriori proroghe della normativa attuale. È confermata la responsabilità penale in caso di colpa grave per chi esercita la professione sanitaria, senza compromettere in alcun modo il diritto dei cittadini al giusto risarcimento per i danni subiti”,
