Il recente rifiuto della proposta di congedo parentale paritario in Italia segna un’altra occasione persa per favorire una distribuzione più equa delle responsabilità di cura, attualmente ancora in gran parte affidate alle donne.
In assenza di strumenti strutturali che promuovano una vera condivisione della genitorialità, il rischio è di rallentare il percorso verso una parità professionale reale, incidendo negativamente su carriera, salario e crescita delle donne nel mercato del lavoro. I professionisti attuali e, soprattutto, gli talenti del futuro si aspettano che le imprese adottino misure in questa direzione, un’attesa da cui nessuna azienda può sottrarsi.
Le evidenze dimostrano chiaramente che le misure di genitorialità condivisa non sono solo simboliche, ma strumenti efficaci per promuovere equità professionale e sociale. Un’indagine condotta nel 2024 dal think tank Tortuga, con la collaborazione di Haleon, su oltre 1.600 dipendenti in 22 aziende italiane, ha rivelato che in imprese dove il congedo di paternità è più ampio rispetto agli standard previsti: il 71% dei padri ne approfitta; il 96% percepisce un legame più forte con i propri figli; il 65% nota un miglioramento nella divisione delle faccende domestiche; e il 95% riporta una maggiore serenità della partner nel periodo post-nascita.
In questo contesto, Haleon, leader nel settore della salute dei consumatori, si esprime in maniera costruttiva: la parità non deve rimanere un concetto astratto, ma trasformarsi in strumenti concreti, misurabili e accessibili. L’ottenimento della Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), rilasciata da DNV con un punteggio di 89/100, rappresenta il riconoscimento di un percorso integrato che combina politiche interne avanzate e dialogo responsabile con le istituzioni. “Riteniamo che la parità si costruisca attraverso strumenti tangibili che favoriscano una distribuzione più equilibrata delle responsabilità di cura e creino le condizioni per una vera parità professionale. In attesa di un’evoluzione normativa che potenzi questi strumenti a livello sistemico, le aziende possono e devono fare la loro parte in modo responsabile”, afferma Federica Fiore, hr lead di Haleon Italia. “In questo senso, la Certificazione per la Parità di Genere è la struttura su cui poggiano le nostre iniziative: non si trattano di azioni sporadiche, ma di un percorso misurabile, continuativo e verificabile nel tempo.”, conclude.
Al centro del modello di Haleon ci sono strumenti progettati per sostenere le persone nei vari momenti della vita: il Fully Equal Parental Leave, un congedo parentale retribuito di oltre 6 mesi (26 settimane) accessibile a tutti i dipendenti dopo la nascita di un bambino, indipendentemente da genere, orientamento affettivo o tipologia di genitorialità (biologica, adottiva, affidataria), senza vincoli di matrimonio o unione civile; il Maternity Journey: un percorso strutturato che supporta le future mamme prima, durante e dopo il congedo, fornendo aiuto psicologico, fisico e di mentoring; la Caregiver Leave Policy, che offre fino a 4 settimane di congedo retribuito per assistere familiari in gravi condizioni di salute, senza influire su stipendio o benefit; e infine, il Paternity Journey, che nel 2026 introdurrà un programma dedicato al supporto dei padri nella loro esperienza di genitorialità.
La questione della parità in Haleon Italia è strutturale: le donne costituiscono il 64% della forza lavoro aziendale; il 69% del senior management è composto da donne. La cultura dell’inclusione è promossa anche attraverso gli Employee Resource Group (ERG), come Women @ Haleon e Inclusion @ Haleon, attivi nel valorizzare la rappresentanza femminile e combattere ogni forma di discriminazione. La Certificazione per la Parità di Genere non rappresenta quindi un traguardo, ma conferma un modello che unisce politiche interne avanzate, leadership inclusiva e un contributo responsabile al dibattito pubblico.
