Ogni anno c’è una data che segna l’inizio del nostro ‘debito ecologico’ verso il Pianeta: il Country Overshoot Day, calcolato dal Global Footprint Network (overshootday.org). Per l’Italia, nel 2025, questa ricade il 6 maggio, data in cui il bilancio annuale di biocapacità della Terra si esaurirebbe se tutti consumassero come gli italiani.
Country Overshoot Day: già a febbraio
I residenti di Qatar (6 febbraio), Lussemburgo (17 febbraio) e Singapore (26 febbraio) registrano i peggiori valori, mentre l’Uruguay viene in coda, raggiungendo il 17 dicembre. Per l’Unione Europea, il giorno di sovrasfruttamento è il 29 aprile 2025.
Rispetto al 2024, l’Italia ha un risultato peggiore, dato che l’Overshoot Day era il 19 maggio. Questo anticipo è dovuto sia ad aggiornamenti nei dati (11 giorni) che a reali variazioni nei modelli di consumo (1 giorno).
Le date di sovrasfruttamento per ciascun Paese vengono annunciate ogni dicembre, utilizzando dati aggiornati dai National Footprint and Biocapacity Accounts, gestiti dalla York University per conto della Footprint Data Foundation. Il calcolo si basa sul rapporto tra l’impronta ecologica pro capite e la biocapacità globale pro capite.
Annuncio del giorno di sovrasfruttamento globale il 5 giugno
Il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, verrà annunciato il giorno dell’Earth Overshoot Day, la data in cui la domanda di risorse ecologiche supera ciò che la Terra può rigenerare in un anno. Questo rappresenta un bilancio complessivo dei nostri stili di vita e della pressione che esercitiamo sul Pianeta, in continua crescita.
Confronto storico
Nel 2024, questa data è stata il primo agosto. Esaminando le tabelle storiche presenti sul sito dedicato, è evidente come il danno all’ambiente sia aumentato nel tempo. Il giorno di sovrasfruttamento risale al 25 dicembre 1971, al 20 novembre 1981, al 20 ottobre 1991, al 13 settembre 2001 e al 6 agosto 2011.
Modalità di calcolo
L’Earth Overshoot Day si calcola dividendo la biocapacità del pianeta (le risorse ecologiche che la Terra genera ogni anno, come foreste e terreni agricoli) per l’impronta ecologica dell’umanità (la domanda annuale di prodotti alimentari, foreste per assorbire CO2, ecc.), espressa in ettari globali, e moltiplicando il risultato per il numero di giorni dell’anno.
Il risultato evidenzia un eccesso di sfruttamento, con conseguenze come deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di CO2 nell’atmosfera.
