PALERMO (ITALPRESS) – L’endoscopia digestiva chirurgica è attualmente uno dei campi più dinamici e vitali nella medicina moderna, grazie ai progressi tecnologici che hanno notevolmente ampliato le opzioni diagnostiche e terapeutiche. Il professor Girolamo Geraci, responsabile dell’Unità di Endoscopia e Laparoscopia presso l’Unità di Chirurgia generale e d’urgenza del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, recentemente nominato presidente nazionale dell’ISSE – Società Italiana di Endoscopia Digestiva, Area Chirurgica, fornisce un aggiornamento sullo stato attuale e sulle prospettive per il futuro.
Questa nomina arriva in un periodo cruciale per la specialità, aprendo la strada a una fase di rafforzamento e rilancio delle attività scientifiche e formative della società. “L’ISSE, che ho l’onore di presiedere, è un ente scientifico volto principalmente a diffondere informazioni, tecniche e metodologie di endoscopia operativa”, spiega il professor Geraci in un colloquio con l’Italpress. “Ci occupiamo quindi di ciò che va oltre la diagnostica, portando l’endoscopia a un livello superiore, sia per il tratto digestivo superiore che per quello inferiore, fino all’endoscopia biliopancreatica”.
Questa evoluzione permette oggi di trattare patologie complesse con approcci sempre meno invasivi: “L’endoscopia operativa è uno strumento in più a disposizione del medico per affrontare patologie ostruttive, ad esempio usando protesi, e anche per gestire neoplasie in fase iniziale, già correttamente diagnosticate, con asportazioni a tutto spessore. In questi casi, si rimuove la lesione creando un’apertura nello stomaco o nell’intestino, che viene poi chiusa endoscopicamente. Questo modello consente di offrire al paziente un intervento chirurgico definitivo o, nei casi in cui l’intervento non sia possibile, un trattamento palliativo che assicuri la migliore qualità della vita possibile”.
Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione tecnologica, l’endoscopia digestiva chirurgica ha compiuto notevoli progressi negli ultimi anni: “Grazie a investimenti significativi e allo sviluppo tecnologico – evidenzia Geraci – gran parte di questa innovazione è stata rapidamente integrata nell’endoscopia. Oggi siamo capaci di eseguire veri e propri interventi chirurgici utilizzando strumenti triangolati attraverso il tubo endoscopico direttamente sul sito della patologia”.
Queste procedure, un tempo impensabili, sono ora parte della pratica clinica avanzata: “Siamo in grado di trattare stenosi, eseguire bypass e altre procedure complesse. È chiaro che tutto ciò comporta un incremento dei costi, ma non dovrebbe essere percepito come una scienza isolata: l’endoscopia operativa rappresenta una risorsa in più nell’arsenale terapeutico che ogni struttura sanitaria moderna deve offrire ai propri pazienti”.
Un aspetto centrale, inevitabilmente, è la formazione e il ruolo del mondo accademico: “L’insegnamento è strategico”, sottolinea con fermezza il professor Geraci. “Non solo l’ISSE, ma anche la SIED e le altre società scientifiche legate all’endoscopia digestiva sono impegnate a diffondere la cultura dell’endoscopia operativa”.
Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni di professionisti: “È essenziale sviluppare programmi formativi adeguati per i giovani specializzandi e medici, auspicando anche la creazione di master e corsi intersocietari in grado di offrire una formazione solida e uniforme su tutto il territorio nazionale”.
Una visione inclusiva che non trascura l’importanza del personale sanitario non medico: “Abbiamo parlato dei medici – conclude Geraci – ma è fondamentale non dimenticare la formazione degli infermieri. Nell’endoscopia digestiva operativa, il personale infermieristico è cruciale per il successo delle procedure e rappresenta una risorsa strategica che deve essere valorizzata attraverso percorsi formativi specifici”.
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