Futuro delle Professioni Sanitarie: Focus agli Stati Generali di FNO TSRM e PSTRP

Futuro delle Professioni Sanitarie: Focus agli Stati Generali di FNO TSRM e PSTRP

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ROMA (ITALPRESS) – Avviare un dialogo aperto con il Governo, il Parlamento e le Regioni riguardo alla Legge delega per il riordino delle professioni sanitarie. Questo è l’obiettivo degli Stati generali della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), che si sono tenuti sabato scorso a Roma.
‘Con il DDL sulle professioni sanitarie intendiamo promuovere un riordino globale nel settore, affrontando problematiche cruciali come la mancanza di personale, l’evoluzione delle competenze professionali, l’aggiornamento dei percorsi formativi e lo sviluppo di opportunità di crescita professionale – ha affermato il Ministro della salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto all’evento -. Il contributo delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sarà fondamentale anche per rafforzare la sanità territoriale, uno dei principali assi di sviluppo del nostro sistema di assistenza.
Schillaci ha inoltre spiegato che ‘il sistema sanitario sta vivendo un cambiamento significativo, che richiede organizzazioni più flessibili, integrate e orientate al territorio. In questo contesto, il ruolo delle professioni sanitarie acquisisce un’importanza crescente.
Dal convegno è emerso un quadro di bisogni complessi e criticità che interessano l’attuale sistema sanitario. Tra i principali problemi segnalati ci sono la carenza di personale, le difficoltà crescenti nel rendere attrattive le professioni sanitarie, la necessità di affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e, non da ultimo, la scarsa valorizzazione economica e sociale riservata ai professionisti del settore.
Negli Stati generali, la FNO TSRM e PSTRP ha delineato una linea di indirizzo condivisa con le Commissioni di albo nazionali e con gli Ordini (TSRM e PSTRP). Un orientamento che intende inserirsi nel più ampio processo di modernizzazione del SSN, mirando a potenziare la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.
Secondo la Federazione nazionale, i fattori chiave del cambiamento riguardano diversi ambiti: investimenti sul personale e introduzione di nuovi modelli di assistenza pensati per accompagnare l’evoluzione delle necessità di salute della popolazione e adeguarsi all’innovazione tecnologica.
Tra le priorità indicate dalla Federazione nazionale, vi è la necessità di rendere le professioni sempre più qualificate e aggiornate, pronte ad affrontare le sfide della sanità nei prossimi anni. In questa prospettiva, si propone anche di avviare un confronto a livello internazionale, per allineare le competenze dei professionisti italiani agli standard europei. Ciò avverrebbe attraverso modelli formativi sempre più avanzati, in grado di garantire maggiore autonomia e responsabilità professionale e di valorizzare il lavoro all’interno delle équipe multiprofessionali, contribuendo nel contempo a ridurre i tempi di attesa e i costi per il servizio sanitario.
‘Il servizio sanitario nazionale non si protegge solo con risorse economiche: si difende soprattutto valorizzando le competenze, il lavoro e le responsabilità delle professioni sanitarie. È su questo capitale umano che si gioca il futuro della sanità italiana – ha affermato il presidente di FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania -. Vogliamo promuovere questo momento di riflessione perché siamo convinti che il riordino delle professioni sanitarie debba partire da un presupposto molto chiaro: la centralità delle competenze professionali nella protezione della salute dei cittadini – ha aggiunto -. Le professioni che questa Federazione rappresenta, dall’area tecnico-diagnostica a quella tecnico-assistenziale, dalla riabilitazione alla prevenzione, costituiscono una componente essenziale del sistema salute. Professioni che ogni giorno operano con competenza, responsabilità e dedizione all’interno del servizio sanitario nazionale, garantendo diagnosi, sicurezza, prevenzione, riabilitazione e qualità dei percorsi assistenziali, ma che non sempre sono state valorizzate come avrebbero meritato.
Per la FNO TSRM e PSTRP, un ulteriore passo riguarda lo sviluppo di percorsi di specializzazione, attraverso l’istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico, da affiancare a quelle già esistenti. L’obiettivo è formare professionisti con competenze avanzate, capaci di gestire anche casi complessi e di contribuire concretamente alla riduzione delle liste d’attesa.
Tra i punti considerati centrali, c’è anche il tema della valorizzazione economica delle professioni rappresentate. Tra le proposte avanzate figurano l’estensione della flat tax al 5% sugli straordinari e il riconoscimento dell’indennità di specificità per le professioni attive nei pronto soccorso, al pari di quanto già previsto per altre categorie. A queste richieste si affiancano nuovi strumenti di crescita professionale, tra cui l’introduzione della figura del dirigente per area professionale.
Un ruolo importante, infine, è assegnato allo sviluppo di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) multiprofessionali condivisi, con l’obiettivo di promuovere protocolli operativi comuni nei vari contesti di cura. Un modello che punta a valorizzare il contributo di tutti i professionisti, nel rispetto delle rispettive competenze, e a rafforzare la sanità di prossimità, più vicina ai bisogni sanitari e socio-assistenziali dei cittadini.
‘Dal Consiglio Superiore di Sanità c’è una grande attenzione e un ascolto attento. È fondamentale che questa sia un’occasione per instaurare dialoghi che possano potenziare la qualità di questi professionisti – ha dichiarato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Alberto Siracusano, intervenuto all’incontro -. L’aspetto primario è riuscire a svolgere un confronto, nel quale il Consiglio è assolutamente presente, ma soprattutto creare le condizioni per aumentare la professionalità rispetto ai nuovi bisogni di una società in evoluzione”.
Dalla discussione è emerso che il riordino delle professioni sanitarie non deve essere considerato una questione interna, ma come una leva di sostenibilità per il sistema sanitario. Il punto di partenza non sono i confini professionali, ma la capacità del SSN di rispondere a esigenze già mutate. La riforma delle professioni sanitarie non mira a eliminare o ridurre il numero delle professioni in Italia, ma a lavorare sullo sviluppo delle competenze di ciascuno, attraverso la mappatura delle specificità distintive e trasversali, dei percorsi di carriera e delle aree di sovrapposizione di competenze tra professioni. Da questa analisi emergono opportunità di task sharing e task shifting, e la necessità di definire un sistema di certificazione e valutazione delle competenze che riconosca anche l’esperienza sul campo.
Durante la giornata, tra gli altri, hanno partecipato al panel dei relatori: Carlo Catalano, Generale, Direttore generale della sanità militare, Mariella Mainolfi, Direttore generale professioni sanitarie del Ministero della salute, Claudio Costa, Coordinatore gruppo tecnico interregionale Risorse umane, formazione e fabbisogni formativi della Commissione salute – Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e gli Onorevoli Simona Loizzo, Marta Schifone, Ugo Cappellacci, della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, Massimo Miscusi, Direttore generale del Ministero dell’università e della ricerca, Daniele Gianfrilli, Segretario generale del Consiglio universitario nazionale.
Attraverso gli Stati generali, la FNO TSRM e PSTRP delinea linee programmatiche per un Servizio sanitario nazionale più forte e più vicino alle persone. Il passaggio decisivo, ora, spetta alla politica: trasformare queste indicazioni in azioni concrete, attraverso la riforma delle professioni sanitarie e i relativi decreti attuativi, riconoscendo il lavoro di chi ogni giorno contribuisce alla protezione della salute degli italiani.
-foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP –
(ITALPRESS).

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