RIMINI (ITALPRESS) – Uniformare i dati di laboratorio in modo che siano facilmente confrontabili e utilizzabili, a prescindere dalla struttura dove sono generati, rappresenta un passaggio cruciale per trasformare il Fascicolo Sanitario Elettronico da un semplice archivio di documenti a uno strumento realmente in grado di guidare il cittadino nel proprio percorso di cura. Questa è stata una delle raccomandazioni emerse dal 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio (SIBioC), che ha riunito circa 2.000 professionisti a Rimini. Durante una sessione specifica intitolata “Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0: valore del referto nell’innovazione digitale”, professionisti della Medicina di Laboratorio, Clinici e rappresentanti del Ministero della Salute hanno discusso i requisiti necessari affinché i dati diagnostici possano essere trasferiti e utilizzati attraverso sistemi e strutture diverse, mantenendo sempre invariato il loro significato clinico. Tra le problematiche segnalate nella survey SIBIoC spiccano conoscenze ancora limitate, differenze nei sistemi informativi, difficoltà nella comunicazione tra le piattaforme, mancanza di formazione e un insufficiente coinvolgimento dei professionisti del laboratorio.
Un esame deve poter essere riconosciuto, interpretato e confrontato in modo corretto anche in strutture diverse da quella in cui è stato effettuato. Questo rappresenta uno dei principali obiettivi del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e dello European Health Data Space (EHDS): il referto di Medicina di Laboratorio non è più solo un documento di archivio o consultazione, ma un tesoro informativo che deve accompagnare il paziente nel corso della sua storia sanitaria. La disponibilità di informazioni strutturate e interoperabili offre inoltre nuove opportunità che vanno oltre la semplice consultazione del referto: diagnosi precoce, rilevamento di condizioni patologiche nelle fasi subcliniche, personalizzazione delle cure, ricerca scientifica, epidemiologia e pianificazione sanitaria. Anche le più avanzate applicazioni di intelligenza artificiale si basano sulla necessità di avere a disposizione un’informazione affidabile, formata da dati comparabili e utilizzabili senza perdita del significato clinico.
Flavia Lillo, membro del Direttivo SIBioC, ha presentato i risultati delle indagini condotte dalla Società, che hanno evidenziato marcate disuguaglianze sul territorio nazionale rispetto alla conoscenza della codifica dei dati e del FSE. Serena Battilomo, Direttore Ufficio 3 – Sistema informativo sanitario nazionale e innovazione digitale in sanità del Ministero della Salute, ha descritto le caratteristiche e le prospettive del FSE 2.0, sottolineando il suo ruolo non solo nell’accesso del cittadino alle proprie informazioni sanitarie, ma anche nello scambio di dati a livello europeo e, nel rispetto delle norme vigenti, nell’utilizzo per ricerca, epidemiologia e programmazione sanitaria.
Roberta Gazzarata, Dottore di Ricerca in Bioingegneria presso l’Università di Genova, ha approfondito l’importanza della codifica LOINC per rendere i dati di laboratorio interoperabili e aggregabili, evidenziando la complessità del processo e la necessità di coinvolgere i professionisti della Medicina di Laboratorio. Infatti, LOINC rappresenta uno standard internazionale di codifica che attribuisce a ciascun risultato degli esami di laboratorio un’identificazione unica, creando un linguaggio comune che permette ai dati di essere scambiati, riconosciuti e interpretati in modo corretto tra diverse strutture sanitarie, professionisti e sistemi informativi.
Dal punto di vista clinico, Paola Gnerre, Presidente Eletto della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), ha messo in evidenza le difficoltà decisionali che possono sorgere quando risultati provenienti da laboratori diversi non sono immediatamente confrontabili a causa di differenze nelle unità di misura, intervalli di riferimento o modalità di rappresentazione.
Ferruccio Ceriotti, past President SIBioC, ha condiviso l’esperienza della Regione Lombardia nell’armonizzazione del referto, mostrando i progressi compiuti ma anche l’esigenza di sviluppare iniziative coordinate a livello nazionale.
“Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta un’opportunità enorme, ma non basta trasferire un referto dal cartaceo al digitale – ha sottolineato Sabrina Buoro, Presidente SIBioC – Il vero salto di qualità sta nel garantire che il risultato diagnostico segua il paziente, venga riconosciuto nei vari sistemi e mantenga costante il suo significato clinico. Ciò ha delle conseguenze dirette sulla qualità e sulla sicurezza delle cure: un dato comprensibile, confrontabile e affidabile aiuta il medico a ricostruire con maggiore accuratezza la storia del paziente e a prendere decisioni più informate. A tal fine, la SIBioC è impegnata nella formazione dei professionisti della Medicina di Laboratorio, affinché possano contribuire attivamente alla trasformazione digitale, gestire i processi di codifica in modo efficace e migliorare la qualità e la sicurezza dei dati. Ogni competenza potrà essere condivisa con le istituzioni”.
Le informazioni generate dalla Medicina di Laboratorio costituiscono un patrimonio significativo non solo per il singolo paziente, ma anche per la prevenzione, la ricerca, la salute pubblica e la programmazione sanitaria. Infatti, la Medicina di Laboratorio rappresenta una parte relativamente contenuta della spesa sanitaria, ma genera un valore ampio: studi dimostrano che gli esami di laboratorio indirizzano circa due terzi delle decisioni cliniche, confermando il loro ruolo cruciale nei percorsi di diagnosi, cura e monitoraggio dei pazienti.
La disponibilità di dati affidabili e comparabili diventa quindi sempre più rilevante in un contesto di trasformazione demografica e sanitaria, che va dall’invecchiamento della popolazione ai fenomeni migratori, fino agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute. La qualità dell’informazione è quindi un requisito imprescindibile per orientare in modo più efficace i futuri modelli di assistenza e valorizzare le applicazioni di intelligenza artificiale.
SIBioC partecipa a tavoli nazionali, anche con AGENAS, e avvierà specifici percorsi formativi focalizzati sul FSE 2.0, sull’interoperabilità e sulla valorizzazione dei dati di laboratorio, con l’obiettivo di elevare le competenze dei professionisti e consentire alla Medicina di Laboratorio di guidare attivamente la trasformazione digitale piuttosto che subirla. L’intento è contribuire alla qualità e all’armonizzazione dei dati, promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie e valorizzare le competenze dei professionisti affinché il patrimonio informativo generato dalla Medicina di Laboratorio possa tradursi sempre meglio in diagnosi, prevenzione e cura per i cittadini.
– foto ufficio stampa SIBioC –
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